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La startup: “Boschi Vivi”, l’alternativa ecologica ai cimiteri. Alberi al posto dei loculi

Cimiteri come città, con mal funzionamenti, abbandoni incivili, peripezie burocratiche anche per farsi sostituire una scala per raggiungere il loculo in alto, e ancora il verde, un tempo fondale romantico di questi luoghi, che diventa ammasso di rovi e inghiotte tombe, genera malessere ambientale. Zanzare per esempio. Perché non trovare una alternativa a questa cementificazione del dopo-vita? Ci ha pensato al proposito una giovane architetto genovese che è ricercatrice presso l’Università di Venezia. Progettando una start up che si intitola “Boschi Vivi-La vita oltre la vita ”. Si tratta di una impresa sociale no profit che porta la firma Anselma Lovens Adezati affiancata da Camilla Novelli, Giacomo Marchiori e Riccardo Prosperi. La startupp si è recentemente aggiudicata un finanziamento della Fondazione Garrone proprio per la validità della proposta e per la sua realizzazione.

bosco-cimitero

In sintesi. L’urna cineraria viene sepolta sotto un albero scelto dai parenti. O dal defunto stesso se in vita si è espresso in tal senso. Sull’albero verrà messa una targhetta con il nome di chi ha scelto un castagno piuttosto che un leccio o un cirmolo come sua ultima dimora. Con discrezione. C’è un evidente doppio vantaggio ecologico. Il bosco che ospita defunti non può e non deve essere lasciato incolto e nelle città gli invasivi allargamenti dei cimiteri possono rallentare. Chi ha creato il progetto parte dal bosco come nuova scenografia commemorativa «che ti accoglie con i suoi profumi e i suoi rumori» per sottolineare come con questa scelta della pianta come tomba non solo si diventa parte integrante e integrata del territorio «ma il bosco diventa così un luogo di salvaguardia, di memoria e di fruizione, un tramite speciale con i tuoi cari che non ci sono più ma anche una occasione ecologica appunto, perché un bosco frequentato è messo in sicurezza, curato e mantenuto».

Continuano i progettisti «Chi fa questa scelta ha l’opportunità di identificarsi con un luogo che ama, ma nello stesso tempo finanzia progetti di valorizzazione dei boschi della propria regione». Perché appunto quel pezzo di bosco sarebbe curato. Così come ogni albero scelto. Insomma un principio di economia circolante per cui i proventi cimiteriali vengono investiti in progetti di tutela ambientale.

Ovvio che il risparmio che ne deriva da tutto quello che riguarda il rito funebre tradizionale potrebbe essere destinato alla cura dell’ambiente naturale che custodisce l’urna. E questo fa intuire una certa resistenza se non opposizione a chi si occupa di tutto quello che è collaterale al rito della sepoltura e della cremazione. E come tutti abbiamo personalmente sperimentato di business si tratta. Del resto un mondo di alberi fa bene ai morti e soprattutto ai vivi.

Riguardo a Boschi Vivi ulteriori informazioni sul sito e su Facebook. Il progetto è stato pubblicato anche su Restartapp 15 della Fondazione Garrone, dove si potrà “giocare” con un questionario sul tema che compare sul sito. Della serie. Quale albero scegliereste al posto di un freddo loculo urbano?

Si diceva. Il progetto è stato premiato da Fondazione Garrone e da Coop Liguria, LegaCoop e CoopFond, e ha ottenuto formali manifestazioni di interesse da parte di Regione Liguria, Parco dell’Aveto e Comune di Genova. E’ stato realizzato per la prima volta, in Italia, proprio a Genova e viene portato avanti parallelamente dall’Associazione di Promozione Sociale Bosco Vivo e dalla Cooperativa Boschi Vivi.

Per sensibilizzare i cittadini al tema dell’abbandono delle foreste (data la constatazione di una gestione forestale poco attenta e sostenibile in Italia) e dei relativi potenziali effetti negativi di sicurezza ambientale nei confronti delle persone e per far conoscere il progetto Boschi Vivi, primo nel suo genere in Italia, ecco un evento ai giardini Baltimora, o giardini di plastica, che si svolge sabato pomeriggio dalle 18,30 alle 22,30 con un concerto del gruppo musicale Quarantagradi, un aperitivo, e un tavolo informatico con giochi sui boschi

© Riproduzione riservata

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