Riapre Villa Durazzo Pallavicini, uno strabiliante tesoro tra filosofia e massoneria, esoterismo e botanica

Venerdì sarà visibile al pubblico interamente (la parte più alta coi suoi straordinari allestimenti è chiuso dal dopoguerra) villa Durazzo Pallavicini. Tra piante esotiche e locali e straordinari manufatti, per la prima volta dopo più di 70 anni sarà possibile ripercorrere l’itinerario filosofico. massonico. esoterico allestito dall’allora scenografo del Carlo Felice Michele Canzio

villa Pallavicini museo di archeologia insegna pegli

La maggior parte dei genovesi la ricorderà come la villa in cui portare i figli a vedere oche, papere e tartarughe acquatiche nel laghetto o, al massimo, come quel posto un po’ decadente dove a febbraio fioriscono le camelie. Invece è molto di più: è il luogo in cui una nobile famiglia genovese della metà dell’Ottocento mostrava tutta la propria opulenza gareggiando con le altre famiglie a importare le  piante provenienti dalle terre più remote e trasformava un’intera collina in un percorso iniziatico, ricco di riferimenti massonici ed esoterici e servendosi, per l’allestimento, addirittura dell’architetto-scenografo del Teatro Carlo Felice, Michele Canzio, il quale costruì tutto come come se si trattasse di un palcoscenico che non cambia le sue scene, ma vede invece “scorrere” gli spettatori davanti e persino all’interno. Si tratta di un viaggio iniziatico che parte dal Viale Gotico e termina al Lago Grande e al Tempio di Flora. E questo è più o meno, insieme alla coffe-house, quel che i genovesi ricordano del parco, il tutto tra degrado, vernici scrostate, verde nel degrado, ringhiere arrugginite. Dopo tre anni di lavori venerdì verrà riaperto al pubblico il giardino della villa che è stata completamente restaurata. C’è di più: sarà riaperta quella parte di villa che i genovesi non ricordano (un bel pezzo del “percorso teatrale” del Canzio) perché è sempre stata chiusa a causa del degrado delle strutture, di smottamenti del terreno o situazioni di pericolosità determinate da forti piogge. Oltre agli studiosi, solo chi, in questi anni, senza autorizzazione e mettendo rischio la propria incolumità ha avuto la curiosità di scavalcare i cancelli sapeva ormai che esistesse quella vasta e affascinante area. In sostanza, quasi nessuno conosce oggi veramente la villa così com’è stata pensata. A donarla al Comune, nel 1928, fu la principessa Matilde Giustiniani, dopo che il giardino era stato meta di tour turistico culturali richiamando pubblico da Stati Uniti, Cile e Russia. Dopo la guerra il Comune ne chiuse la parte più alta, quella relativa al secondo atto del racconto, abbandonando così le scenografie medioevaleggianti e gli edifici più importanti del complesso. Ora ci sarà finalmente l’occasione di scoprirla e c’è da scommettere che a rimanere a bocca aperta non saranno solo i turisti, ma anche gli stessi genovesi. Clicca qui o sulla piantina per scaricare la mappa.

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A raccontare alcune delle simbologie della villa nel video sottostante è l’architetto Silvana Ghigino che la studia dal 1985 e ne ha curato il progetto di restauro.

L’architetto Ghigino lancia anche un appello: il restauro, anche se è in gran parte compiuto, manca ancora di alcuni particolari. Ad esempio non sono ancora visibili le grotte che vanno recuperate e il chiosco delle rose, di cui si ha ancora la porta ma non le persiane. Per quest’ultimo servono 10 mila euro per ricreare il gioco di luce ed ombre sotto le goccioline che cadono dai giochi d’acqua che sono parte importantissima di questo racconto e che sono stati già ripristinati.

silvana-ghigino

Riaperta la parte più alta della villa, quella del Castello e del Mausoleo del Capitano e delle tombe degli eroi. Realizzato un progetto che da tanto tempo sembrava fondamentale, ma non c’erano i soldi per realizzarlo: l’impianto di irrigazione è collegato a tre enormi cisterne la cui acqua non verrà mai usata se non per spegnere eventuali incendi. Migliorata anche la protezione dai vandali che si introducevano dal muro che divide villa Pallavicini dalla vicina villa Doria.

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Per molti, la parte alta sarà una scoperta capace di riservare meraviglie. Il gioiello è il “Mausoleo del capitano”, ricco di citazioni storiche e architettoniche e riferimenti a più noti molti edifici coevi in tutta Europa.

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Il parco Pallavicini di Pegli rappresenta per le sue caratteristiche architettoniche, artistiche, paesaggistiche e botaniche, uno dei beni monumentali più significativi d’Italia e dell’Europa dei giardini storici. È stato costruito a partire dal 1840, tramite lavori che durarono per circa vent’anni, anche se fu inaugurato il 23 settembre del 1846 in occasione del Congresso degli scienziati italiani che in quell’anno si teneva a Genova.

Il parco si sviluppa sul fianco impervio di una collina pegliese che fu completamente trasformata per generare spazi pianeggianti, ampi bacini idrici e un intrico di percorsi che si arroccano dall’ingresso, fino a 134 metri di altitudine.

Collina villa durazzo pallavicini degli

Il paesaggio preesistente fu trasformato in un articolato giardino romantico a struttura teatrale-narrativa sotteso su un itinerario filosofico-massonico, strutturato secondo un racconto scenografico-iniziatico che si articola in tre atti, ognuno composto da quattro scene, preceduti da un prologo e un antefatto e conclusi con un esodo finale.

La composizione si snoda su circa otto ettari e si materializza grazie all’uso di vegetazione esotica ed indigena atta a creare atmosfere emozionali, ad un ricco impianto di acque superficiali che comprende due laghi, cascatelle, ruscelli, fontane e da molteplici architetture da giardino in stile neoclassico, neogotico, rustico, cineseggiante ed esotico.

II LAVORI

Dal 1985 gli architetti Fabio Calvi e Silvana Ghigino hanno cominciato a studiare questo inconsueto “capolavoro di interdisciplinarità” riportandone alla luce le varie caratteristiche sia tecniche che filosofiche. Nel 1992 sono stati realizzati restauri ingenti per tutta la parte bassa, continuando ad escludere la zona alta del parco con Castello e Mausoleo; un nuovo progressivo degrado ha vanificato queste opere e riportato il bene in uno stato di grave alterazione. Dal 2009 sono iniziate nuove opere di restauro che hanno interessato sia monumenti sia la parte estesa del territorio con tutte le sue problematiche di tipo paesaggistico, scenografico e tecnico.

Oggi i lavori previsti sono conclusi: in particolare è stato completamente recuperata la parte alta corrispondente al secondo atto dedicato alla “rivisitazione della Storia” intesa da Michele Canzio come uno scorcio di medioevo. Per la prima volta, il pubblico potrà nuovamente salire sulla collina dove troneggiano il Castello e il Mausoleo del Capitano, elementi salienti delle due scenografie esoteriche che accompagnano il visitatore al viaggio negli inferi e poi al paradiso che si sviluppa nel terzo atto.

Sono stati impiegati 3 milioni e 600 mila euro dei 17 milioni e mezzo destinati ai parchi storici grazie ai fondi delle colombiane saldati dallo Stato qualche anno fa. A questi si sono aggiunti altri 150 mila euro.

Il progetto di restauro ha previsto il recupero della vegetazione tramite azioni di riordino dell’apparato di sottobosco e arbustivo, sostituzione e integrazione di alberature, tutto mirato alla ricomposizione delle scenografie originarie e a ricreare equilibri venuti a mancare a causa dell’abbandono.

È stato recuperato e in parte completamente rifatto l’ingegnoso impianto di raccolta delle acque superficiali e dei sistemi di consolidamento delle ripe, il ripristino dei percorsi, dell’impianto idrico con l’inserimento di nuove capienti cisterne interrate. A tutela del bene sono state realizzate recinzioni e tre nuovi cancelli.

Il 23 settembre riapre il parco storico, per la prima volta interamente visitabile al pubblico.
L’ingresso ha il costo di  10 euro (12 parco + museo Archeologico, nella casa padronale della villa) (gratuito da 0 a 6 anni, ridotto: 8 euro).
La visita guidata ha una durata di circa 3 ore, le entrate sono scaglionate per gruppi di 50 persone ogni mezz’ora, consigliata la prenotazione dal sito. È possibile prenotare la visita con la guida specializzata il sabato e la domenica ore 10 e ore 15:30, al costo 15 €, comprensivi di biglietto di ingresso. Tali visite vengono attivate al raggiungimento dei 14 partecipanti. Prenotazione a: info@villadurazzopallavicini.it e al numero +39 393 883 0842

Sito internet www.villadurazzopallavicini.com

LA GESTIONE

Per individuare una conservazione mirata, il Comune di Genova ha deciso di affidare a terzi la gestione del bene; ha emesso un bando per la gestione che è stato vinto dall’A.T.I. ‘Villa Durazzo Pallavicini’, capofila la Cooperativa sociale “L’Arco di Giano” insieme all’Associazione Amici di villa Durazzo Pallavicini e allo studio Ghigino & Associati architetti, che raggruppa in un unico soggetto le varie competenze necessarie ad assicurare una gestione finalizzata alla conservazione, valorizzazione e promozione del bene.

L’ A.T.I. ‘Villa Durazzo Pallavicini’ ha redatto un programma di gestione per tutti i quindici anni di durata del contratto, programma che prevede, in collaborazione con l’Amministrazione, la manutenzione ordinaria del patrimonio esistente e la progressiva azione di recupero di tutte le architetture e gli arredi che non hanno ancora ricevuto restauro.

Tra questi esistono beni che comportano impegni di spesa molto diversi, per i quali l’A.T.I. intende proporre una campagna di finanziamento da proporre al pubblico; ad esempio devono ancora essere ricostruite le tre capanne in legno e tetto in segale e le persiane del Chiosco delle rose, devono ancora essere restaurate le giostre del parco dei divertimenti e la Cappelletta di Maria. Un intervento molto importante sarà invece quello relativo al restauro delle grotte degli inferi che al momento restano chiuse a causa di alcuni crolli delle stalattiti che rivestono le volte.

L’associazione è già presente nel parco, con la sua azione di volontariato, dal 2013, grazie alla convenzione con il Comune, per effettuare le visite ai Cantieri Aperti. In questi 3 anni sono stati raccolti più di 13 mila euro che l’associazione sta reinvestendo nell’allestimento floreale del Giardino di Flora e in altri lavori nel parco. Gli stessi volontari, ormai quasi 60, si prodigano ogni giorno svolgendo attività nel parco quali: pulizia dalle infestanti, spazzamento dei sentieri e l’importantissima opera di annaffiatura delle piante di nuovo inserimento.

IL PROGRAMMA DI RIQUALIFICAZIONE DEI PARCHI STORICI

Il Comune di Genova è stato impegnato negli ultimi anni in un grande progetto di riqualificazione dei parchi storici della città, di cui Villa Durazzo Pallavicini rappresenta una delle tappe conclusive, per restituire al capoluogo ligure un patrimonio di luoghi del tutto unici sotto il profilo botanico, culturale e paesaggistico e di particolare rilevanza nell’offerta turistica della città. La facilità con la quale possono essere raggiunti con i mezzi pubblici e talvolta la bellezza stessa del viaggio – in funicolare, in ascensore o in nave bus – ne fanno uno degli elementi più qualificanti del rilancio turistico della città.

Nel 2007 il Comune ha siglato un accordo di programma, in scadenza alla fine di quest’anno, con il Ministero delle Infrastrutture che ha reso disponibili 17,5 milioni di Euro ricavati dai residui dei mutui accesi per le Colombiane. Oltre alle opere di Villa Durazzo Pallavicini, sono stati effettuati importanti interventi a Villa Rossi, Villa Duchessa di Galliera, nei Parchi di Nervi, a Villa Rosazza e all’Acquasola.

Uno stanziamento pari a circa 2,5 milioni di euro, provenienti da fondi P.O.R FESR 2007/2013, ha consentito interventi nel Parco delle Mura, a Villetta Dinegro e a Villa Doria. In Villa Durazzo Pallavicini sono confluite risorse comunali utilizzate per il restauro di tutti i manufatti minori e per il rifacimento di una porzione del muro di sostegno del viale gotico.

L’assessore Italo Porcile, presentando il restauro a individuato con precisione il ritardo (dalla fine della guerra a 3 anni fa, quando sono cominciati i lavoro) con lui la villa è stata restaurata e promossa. In altri paesi ville molto meno belle di questa attirano da sole migliaia di persone. È il caso di “spingerla” al massimo mostrando lo splendore del parco storico in tutta Italia e all’estero. Ma, prima di tutto, è il caso che i genovesi vadano a scoprirla.

Intanto, all’interno del parco e delle sue strutture vengono organizzati corsi ed eventi. Chi ha proposte può scrivere a  direzione@villadurazzopallavicini.it.

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