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Il congresso eucaristico del 1923, quando Genova fu invasa da 3 mila persone


Genova e l’’Italia vissero per cinque giorni la vita di Cristo Eucaristico con impeto così gagliardo, con intensità così potente che maggiore non avrebbe potuto sopportare il cuore umano
(Osservatore Romano, 1923)

bucintoro
Lo si capisce già dai toni della frase, dalle parole usate dal giornalista del foglio della Santa Sede, in che direzione andava in quei tempi la Chiesa, al cui interno crescevano, di pari passo con l’avvento del Fascismo, istanze nazionaliste. Ufficialmente il nuovo corso era orientato a riportare la Chiesa alla propria grandezza, in realtà c’era chi usava per fini imperialistici la sua presenza in Italia. Tra le due guerre la chiesa fu dilaniata dallo scontro di chi la voleva universale e chi la desiderava sempre più “italiana” e, ovviamente, vicina al Duce. In questo clima cominciò a Genova, nel 1923, il congresso eucaristico. Lo ricordiamo oggi nel giorno dell’apertura dell’iniziativa che torna dopo 93 anni nella nostra città.
Allora era arcivescovo il cardinal Giosuè Signori e fu a causa di suoi problemi di salute che l’incontro slittò da maggio alla fine dell’estate. Sui giornali dell’epoca si può leggere che non si badò a spese per arricchire la cattedrale di arazzi e stoffe preziose. Per illuminarla furono utilizzate tredicimila lampadine.
Come accade anche questa volta, anche all’epoca mancava il papa, Pio XI, ma all’epoca il santo padre non lasciava quasi mai il Vaticano: Paolo VI e poi Giovanni Paolo II e, infine, Papa Francesco erano ancora di là da venire. Pio XI inviò in sua vece il legato pontificio, il cardinale Gaetano De Lai.
Erano presenti anche rappresentanti del Governo, guidati dal Duca di Genova.
Certamente, il congresso eucaristico era un’evento anche allora. Lo si evince anche dalla presenza di ben 280 corrispondenti giornalistici. In città, nel complesso, in quei giorni arrivarono più di trecentomila.
Il giorno clou fu quello della domenica del 9 settembre quando, dopo la messa pontificale del mattino in cattedrale, concelebrata dall’arcivescovo signori con sette cardinali, nel pomeriggio partì il corteo eucaristico che, dopo aver varcato le strade del centro storico, giunse in porto, dove il Santissimo Sacramento fu posto sopra un bucintoro, ricostruzione di una galea seicentesca genovese.

bucintoro-in-darsena

Sull’imbarcazione salirono gli alti prelati e le autorità civili e militari, mentre il popolo seguiva la nave a bordo di una miriade di piccole imbarcazioni. C’era una folla incredibile: il servizio d’ordine in porto fu garantito da oltre duecento volontari della storica Società Nazionale di Salvamento sparsi sulle imbarcazioni del corteo. Fu il messo Pontificio de Lai a impartire dal bucintoro la benedizione alla città.
È aperta nella sala delle Grida del palazzo della Borsa la mostra “Tra ricordi e immagini” dedicata al congresso eucaristico del 1923 e dove sono esposte cartoline, stampe e francobolli dedicati all’evento.   L’esposizione è visitabile nei giorni del congresso eucaristico fino a domenica dalle 10 alle 19. la mostra L’iniziativa è stata organizzata dall’ufficio beni culturali dell’Arcidiocesi e dall’associazione numismatico-filatelica La Lanterna.

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