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L’occupazione decolla ovunque, ma non in Liguria. Cgil accusa Toti: “Cominci a occuparsi del futuro della Regione”

Vesigna, segretario generale della Liguria: <Violenta battuta d’arresto che ci ripiomba nel pieno della crisi>
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Nella giornata di ieri l’Istat ha reso noti i dati sull’occupazione relativi al secondo trimestre a livello regionale. La Liguria, come dimostrano i dati elaborati  dal responsabile dell’Ufficio Economico Cgil Liguria, Marco De Silva, si muove decisamente in controtendenza rispetto al Nord-Ovest e al dato nazionale per quanto riguarda occupazione e disoccupazione.

Per Federico Vesigna, segretario generale Cgil Liguria non c’è più tempo da perdere <Sapevamo che finito l’effetto metadone degli incentivi si sarebbe interrotto il trend di crescita delle assunzioni a tempo indeterminato, ma non potevamo immaginare una così violenta battuta d’arresto che ci ripiomba nel pieno della crisi. Da qualche tempo denunciamo la mancanza di scelte strategiche della Regione. Altro che growth act. È tempo che il presidente della Regione Giovanni Toti si occupi del futuro della nostra regione e lo faccia in fretta prima che sia troppo tardi>.

Ecco i dati in sintesi: dopo 7 trimestri consecutivi di crescita, la nostra regione inverte la tendenza e cala di 4 mila unità (607.000 occupati rispetto ai 611.000 del secondo trimestre 2015); ma quello che colpisce è l’andamento asimmetrico tra i sessi. L’occupazione maschile cresce di 9 mila unità (da 334 a 343 mila), quella femminile crolla di ben 12 mila (da 276 a 264 mila occupate).

La diminuzione dell’occupazione si verifica sia per i lavoratori dipendenti sia per quelli autonomi con un calo di 3 mila unità tra i primi e mille per i secondi. Cresce anche la disoccupazione rispetto al secondo trimestre 2015: più 9 mila disoccupati (da 63 a 72 mila) e anche qui le più colpite sono le donne (più 8 mila) rispetto agli uomini (più mille). Il tasso di disoccupazione cresce pertanto dal 9,4 per cento al 10,6 per cento, il livello più elevato dal 2004.

Una rapida analisi sui settori produttivi individua nell’industria il comparto che cresce maggiormente, mentre calano servizi e agricoltura. Nei servizi scendono gli occupati (478 mila occupati, ossia il 78,7 per cento del totale, in diminuzione di 4 mila unità), nonostante il turismo ne guadagni 12 mila e si porti a quota 150 mila occupati del settore.

L’industria con 119 mila occupati, è in aumento di 4 mila unità (ma solo grazie al dato delle costruzioni ed in particolare dei dipendenti maschi). Fanalino di coda agricoltura, silvicoltura e pesca con 10 mila occupati, in diminuzione di ulteriori 3 mila unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

<In conclusione si può parlare di una vera e propria gelata per l’occupazione ligure, soprattutto nella componente femminile, che vede una pesante battuta d’arresto, forse inaspettata nella tempistica, ma sicuramente in linea con i dati economici e produttivi della regione e non solo; saranno particolarmente difficili i prossimi mesi  in cui andranno a scadenza gli incentivi contributivi alle assunzioni/stabilizzazioni ormai sempre meno appetibili ed utilizzati, le liste di mobilità, la cassa integrazione in deroga e la miriade di crisi territoriali in cerca di soluzione>.

Ecco la risposta del presidente della Regione Toti: <La Cgil sta sbagliando: lo dicono i numeri del Settore Programmazione finanziaria e Statistica regionale,  che parlano di una Liguria in crescita su molti fronti strategici, e lo dice anche lo stesso ministro Padoan, che nel corso di un’intervista non parla affatto di crescita in Italia, anzi. La Cgil sbaglia anche il bersaglio: accusa la Regione quando dovrebbe attaccare il governo, incapace di dare una scossa all’economia del nostro Paese, cosa che al contrario noi in Liguria abbiamo fatto con una serie di provvedimenti a favore delle imprese contenuti nel Growth Act>.
<Nonostante la generale crisi – aggiunge Toti – nel primo trimestre del 2016 si rilevano in Liguria elementi positivi che perdurano anche nel secondo trimestre 2016>. Secondo i vertici della Regione, in particolare, si registra l’aumento degli occupati e l’incremento dei flussi turistici e delle compravendite immobiliari. I dati sull’occupazione fanno registrare valori positivi: gli occupati infatti dal 2014 ad oggi sono passati da 599.147 agli attuali 613.410. E l’andamento del mercato evidenzia un aumento delle forze di lavoro rispetto all’anno precedente, facendo registrare un +1,9%. Anche il tasso di attività è in aumento e si attesta al 70,8%, un livello superiore al dato nazionale e del Nord Est. I dati positivi, secondo la Regione, riguardano anche le imprese artigiane la cui quota, tra aprile e giugno 2016, è aumentata dello 0,35% (+162 unità) rispetto al trimestre precedente. <Questo dato – spiega Toti – ci posiziona al terzo posto nella classifica nazionale dopo la Valle d’Aosta e il Trentino Alto Adige.  Anche le imprese giovanili, femminili e straniere nel secondo trimestre del 2016 registrano valori positivi. Insomma -conclude il governatore ligure- i segnali ci sono e ci stimolano a lavorare sempre di più per lo sviluppo della Liguria di cui la Cgil, tra gli altri, per troppo tempo, è invece stata un freno>.

 

 

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