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Nuova casa per rifugiati a Pre’, abitanti pronti alle barricate. Gli stranieri: “Lavoreremo per il quartiere”

La notizia e l’insediamento di un gruppo di profughi al civico 7 di via Pre’. Sarà lì, molto presto uno dei tanti appartamenti che a Genova ospitano i rifugiati. La novità non piace alla gente della zona che teme l’aggravarsi di una situazione già critica per via delle presenze di quegli stranieri, per lo più centroafricani, che in zona hanno stabilito il quartier generale di un fiorente spaccio di stupefacenti in città e, soprattutto, nel centro storico. Sono loro a <dover nuovamente richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla gestione del quartiere>.
Marco Montoli, presidente dell’associazione “Il Cesto” conferma e dice che ci abiteranno sei richiedenti asilo, garantisce che non ci saranno ripercussioni negative sul palazzo e sul quartiere e che gli ospiti saranno controllati come usualmente fa l’associazione. Da una parte i cittadini pronti alle barricate, dall’altra “Il Cesto”  cui vertici dicono di voler incontrare i comitati anche per discutere del ramoscello d’ulivo teso dai sei stranieri che si offrono per dare una mano al recupero della zona come già fanno alcuni loro connazionali tra i Giardini Luzzati e i Giardini Baltimora, meglio noti come “giardini di plastica” oggetto dei lavori di pulizia e, in qualche caso ritinteggiata degli spazi comuni.

Ecco la lettera aperta dei comitati cittadini Comitato Vivi Gramsci: Assest e comitato difesa territorio ambiente cittadini Genova Centro Est, Civ Borgo di Pre’,  Osservatorio Pre’-Gramsci, Residenti della Casana, Comitato De Marini a cui si unisce il Civ “Borgo di Pre'”.

Apprendiamo l’ennesimo progetto di utilizzare abitazioni per un ulteriore accoglienza di nuovi migranti. I’immobile in questione questa volta è in via Pre al 7 … Forse di fronte alla possibilità di un buon guadagno un soggetto privato è pronto a firmare un contratto con una cooperativa per l’accoglienza di un numero non precisato di profughi-migranti. Il Quartiere, gia pesantemente compromesso da un degrado che rende impossibile mettere in atto progetti di vera integrazione si interroga sulla validità di questa ulteriore operazione e sull’ennesimo forte impatto che avrà con i residenti e gli esercizi commerciali della zona . Come evidenziato anche dai media nei giorni scorsi, in settimana abbiamo letto di testimonianze dirette di spacciatori che utilizzano questi migranti ( alcuni avevano fatto richiesta di asilo ) come manodopera, e delle fortissime tensioni che si sono create arrivando a minacce, risse e coltelli alla gola.
Chiediamo che questa scellerata idea venga fermata!!! Questa operazione a nostro avviso aggiungerebbe ulteriori difficoltà al lavoro delle forze dell’ordine che tanto fanno per garantire sicurezza e legalità al quartiere.

Montoli, da parte sua, punta invece sulla collaborazione tra residenti e associazione per portare a compimento una serie di iniziative di recupero come già accade tra i giardini di plastica e piazza delle Erbe.

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