Sentenza sull’ordinanza movida, Kovac (Arci): “Il fatto che sia legittima non significa che sia efficace”

<In un rapporto di collaborazione leale con l’amministrazione comunale c’era stato un impegno a rivedere l’ordinanza. Sono passati molti mesi e non e successo nulla. Su questo come su altri fronti questo rapporto è messo a dura prova>

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<Come tutti, non ho visto fino ad ora la sentenza. Va contro un giurisprudenza che fino ad ora esprimeva orientamenti diversi ma è una sentenza e la rispettiamo.
Il punto è un altro: il fatto che l ordinanza sia legittima non significa affatto che sia giusta ne efficace> lo dice Stefano Kovac, presidente di Arci.
<Nel centro storico i pubblici esercizi occupano quasi mille persone> continua, ricordando che in ballo ci sono il futuro di molte aziende e tanti posti di lavoro.
<Arci ha ritenuto di non fare ricorso – prosegue – perché in un rapporto di collaborazione leale con l’amministrazione comunale c’era stato un impegno a rivedere l’ordinanza. Sono passati molti mesi e non e successo nulla. Su questo come su altri fronti questo rapporto è messo a dura prova. Se ora si approfittasse della sentenza per non fare nulla questo rapporto sarebbe gravemente incrinato. Il punto politico principale sono i giovani che in tutta questa vicenda sono trattati come puro oggetto, solo consumatori. Siamo di fronte ad una società di anziani che decide sulla base delle sue esigenze da sola e per se stessa, in maniera autistica ed escludente. L’unico punto che ci riguarda da vicino è la musica è qui siamo all’assurdo. La musica deve cessare alle 24 vuol dire non farla. La nostra proposta è stata responsabile, ma inascoltata. La musica non deve portare disturbo agli abitanti e non si deve sentire da fuori. Questo avrebbe davvero tutelato il riposo. Detta con amarezza, forse non era questo l’obiettivo>

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