Senza categoria 

Obtorto Tullo

Chi favoleggiava che il padre padrone del Pd ligure, tornato recentissimamente ad occuparsi del suo partito, disponesse dell’arma segreta o dell’asso nella manica da tirar fuori, con tanto di botti di accompagnamento, al momento giusto, rimarrà deluso. Dopo febbrili sondaggi andati a vuoto che hanno registrato i cortesi rifiuti, per esempio dell’assessore Gianni Crivello e della bella manager ed ingegnere Maria Silva, collocati entrambi nell’ala della sinistra, Claudio Burlando si è risolto verso altri lidi. Più propizi, visto che nel partito è stato e resta un grande vecchio. Improbabile trovare ascolto in Gianni Crivello, assessore della giunta Doria, che ha restituito la tessera del Pd qualche anno fa e non avrebbe alcuna intenzione di ritesserarsi. L’assessore, si è giustificato con un laconico “Riconosco i miei limiti”, dietro al quale, secondo i ben informati, ci sarebbero, al contrario, motivi di una presunta scarsa autonomia. Maria Francesca Silva, sarebbe stata adattissima. Giovane in carriera, rampante ha partecipato alle regionali del 2013 in Lombardia nella lista civica di Umberto Ambrosoli, ingegnere, come Burlando, è l’ex direttore di sviluppo di Genova High Tech, è attualmente, presidente di una società del ministero della difesa e consigliere di amministrazione di Ge.Am, una società controllata da Amiu Spa. Oltretutto è sentimentalmente legata al deputato genovese di ecologia e libertà Stefano Quaranta e quindi simpatizzante di Sel. Ma è stata particolarmente intransigente e ha respinto tutto al mittente sin dalle prime avances.
Così, il giorno dopo l’incontro pubblico con il sindaco Marco Doria alla festa dell’Unita’, con dibattito che, a quanto si dice, pare sia stato parecchio deludente, sono ricominciate a circolare, e stavolta con maggior vigore, le voci che darebbero come sicuro candidato alle primarie il deputato Mario Tullo. Il più indicato, almeno a quanto risulta dai desiderata dei suoi sponsor, per ricoprire il requisito dell’unitarietà a cui Il segretario Alessandro Terrile ha sempre fatto riferimento, anche durante il suo continuo avanti e indietro – primarie si, primarie no, primarie si’- in una sorta di training autogeno in vista del referendum. Senza contare che Tullo, nelle ipotesi dei suoi sponsor, pur con la sua carriera tutta all’interno del partito, essendosi occupato spesso della deficitaria situazione delle aziende liguri e della difesa delle maestranze, avrebbe le caratteristiche adatte per cercare di rosicchiare voti anche a sinistra. È tutto ciò
Nell’ipotesi, tutt’altro che da scartare, che i risultati della consultazione sulla costituzione risultino fatali al premier Matteo Renzi e ai suoi sodali. Così la decisione di convergere su Tullo deve essere stata presa proprio martedi’ sera, a dibattito ultimato, fra gli stand della festa dove Burlando è stato visto in compagnia di Mario Margini e Mario Tullo, insieme ad Alessandro Terrile. Entrambi genoani sfegatati, come Burlando del resto, sono stati sorpresi dall’attento obiettivo di Roberto Bobbio che ha postato immagine sulla sua pagina social con un commento “…il dubbio di Tullo, “..stasera poca coda per le frittelle,… saranno tutti in coda alla festa del grande Genoa?”. Si, perché proprio ieri sera in contemporanea con il moscio dibattito con Doria, alla Fiera si è tenuta la festa per i 123 anni della nascita del Genoa. I due, anzi i tre, Burlando compreso, si saranno mangiati le mani, anche perché i rossoblu’ in questo momento di inizio campionato si ritrovano in testa alla classifica, pur in compagnia dei cugini blucerchiati. Ma, come si dice il dovere innanzi tutto. E ieri sera c’era da mettersi d’accordo su una questione delicata. Anche perché Il filosofo Simone Regazzoni, l’unico vero candidato autoproclamatosi alle primarie, da qui alla possibile decisione di Doria rischierebbe di prendere troppo vantaggio. Doria poi, come se non bastasse, è incorso in questi giorni in un altro mistero. La sua pagina facebook è stata clonata e il responsabile della comunicazione è’ stato costretto a una denuncia alla polizia postale e ad un comunicato stampa. Anche perché, qualche malpensante, aveva legato la nascita di una nuova bacheca social attivata dal sindaco, ad un ringalluzzimento da campagna elettorale. Intendendolo come se si trattasse di un segnale forte di una probabile ricandidatura. Eppero’ nonostante le interpretazioni si siano sprecate, sino a immaginarsi, addirittura, la volontà di riscossa della moglie, tutto è stato ridimensionato.
Intanto mentre Tullo – che sino a ieri sulla sua pagina social si è limitato a parlare della crisi dei Cinque Stelle a Roma – scalda i motori, il suo potenziale sfidante Simone Regazzoni, dopo aver festeggiato, alla festa dell’Unita’, la vittoria per aver costretto Terrile a ritornare sui suoi passi, ha convocato per domani una conferenza stampa in cui presenterà ufficialmente la sua candidatura alle primarie e il suo programma sul welfare. Apparirebbe,comunque, il filosofo, sollevato pribabilmente perché non dovrà vedersela con un politico potente ed esperto come Burlando, che preferisce rimanere fra le quinte e muovere i suoi adepti.
Tocchera’ perciò a Mario Tullo interpretare il ruolo di Pep Guardiola nella sfida sognata da Regazzoni e accostata dallo stesso filosofo a quella epica del 2011 fra Barcellona e Real Madrid, un vero e proprio duello fra il tecnico blugrana e Jose’ Mourinho, lo SpecialOne, che al pari di Clint Eastwood, è uno dei miti di Regazzoni. Anche se a dire il vero, rispetto a Burlando, Tullo potrebbe meglio interpretare il ruolo di Luis Enrique, sempre vittorioso, ma meno carismatico del Pep. Ai due alleati, Burlando e Tullo, comunque non potrà’ essere sfuggito il particolare che i colori della maglia sono gli stessi della squadra italiana per cui fanno un tifo indemoniato da sempre.
Ed è questo, probabilmente, l’unico particolare per cui il deputato di Oregina potrà dirsi soddisfatto. Infatti era palese già nelle settimane scorse che avrebbe gradito un’altra soluzione che non lo vedesse direttamente impegnato nelle elezioni del prossimo anno e gli permettesse di guadagnarsi la deroga per un altro giro parlamentare con le votazioni politiche del 2018. Contando sulla ricandidatura di Doria, infatti tutti i tasselli erano stati preventivamente messi a posto. Poi però la conferma del sindaco uscente è apparsa un’ipotesi troppo debole. Anche in virtù dei risultati di un misterioso sondaggio tra i genovesi. Ad inguaiarlo,il povero Doria, soprattutto il carattere gelido e sussiegoso, e un difetto inappellabile di comunicazione. Caratteristiche, oltre ad una certa dose si supponenza, che lo hanno fatto risultare antipatico. Al limite dell’arroganza che gli ha impedito martedi di partecipare alla seduta calda del consiglio comunale in cui si sarebbe parlato e si è discusso e litigato sulla scelta di ospitare 25 migranti in uno stabile di proprietà del Comune in via XX settembre.
Marco Doria, comunque non è ancora dato per sicuro uscente dalla tenzone. Dovrà soprattutto fare i conti con la carriera universitaria, ma non è detto che, al contrario, non intenda caparbiamente proseguire per la sua strada. A questo punto il quadro però si complicherebbe. Perché si dovrebbe decidere fra le primarie di coalizione, a tre candidati, oppure se ricorrere a due tornate, con le primarie del Pd il cui vincitore sfiderebbe il candidato o i candidati della coalizione. L’ipotesi delle primarie dirette di coalizione finirebbe per sfavorire tutti e tre i candidati con una polverizzazione delle preferenze che rischierebbe comunque di mettere a dura prova il candidato unitario Mario Tullo, favorendo indirettamente proprio Regazzoni e Doria. Ma è ancora presto. Perché’ la vicenda, nonostante gli scossoni di questi ultimi giorni si siano fatti frequentissimi rispetto al gelo imposto delle settimane scorse, sembrerebbe tutt’altro che risolta. E ci accompagnerà’, con altri colpi di scena, sino alla data del referendum.

Il Max Turbatore

Related posts