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Contrordine compagni! Pep sfida lo SpecialOne

Magari sarà un caso, o un beffardo scherzo del destino, ma il fatto che Claudio Burlando, ex vicesindaco, ex sindaco, ex parlamentare, ex ministro, ex presidente della giunta regionale, per venti anni padre padrone dell’attuale Pd ligure, torni a scendere in campo proprio il giorno dedicato a Santa Rosalia, che oltre ad essere patrona di Palermo è la santa protettrice dei disoccupati, un recondito significato potrebbe pure avercelo. O sarà stata invece la stagione dei funghi che si avvia al termine, funestata da un sole troppo caldo e qualche lieve acquazzone a spezzarne l’afa, a suggerirgli che è’ l’ora di lasciare da parte gli hobby meditativi e contemplativi del buen retiro e tornarsene alle rituali occupazioni. Oppure, più probabilmente, ad infastidirlo potrebbe essere stato quell’andarivieni fra il ministero di grazia e Giustizia e Genova dello spezzino e guardasigilli, una volta suo amico, Andrea Orlando. Con qualche mira sui suoi territori visto che nella sua La Spezia, respira aria di minoranza, tenuto in scacco dalla capogruppo Dem in Regione Raffaella Paita. In tutti i casi, comunque, Claudio ha battuto un colpo – e che colpo – dopo qualche estemporaneo intervento registrato, per esempio in difesa dell’incognita Erzelli – insieme all’acquario una delle sue creature – sui quotidiani locali.
E l’apparizione di Burlando, che sulle pagine del Secolo XIX boccia e liquida definitivamente le possibili, ma non probabili, aspirazioni del sindaco marchese Marco Doria a succedere a se stesso, costituisce la notizia del giorno di Santa Rosalia, giornata in cui, anche Regazzoni, se non fosse ateo, dovrebbe accendere almeno un cero alla nobile palermitana della famiglia Sinibaldi, perché proprio oggi può finalmente segnare nel suo score personale un punto a proprio favore.
La sortita di Burlando, che da tempo, da perfetto pensionato, rifugge tavole rotonde e dibattiti per accomodarsi più agiatamente al desco conviviale, pare sia avvenuta al cospetto delle appetitose focaccette di Crevari, nello stand della festa dell’Unita’. Momento dedicato alla culinaria, in cui Burlando si è lasciato andare a qualche ragionamento, sul filo della sua proverbiale erre arrotata, rivolto agli astanti che hanno condiviso con lui focaccette e sapere politico. Lo stesso ex presidente della giunta regionale ha escluso una ricandidatura di Doria, argomentando che i giudizi nei confronti del sindaco sull’astronave sarebbero pesantemente negativi. Ed è’ sembrato quasi un segnale attraverso cui annunciare un cambio completo di strategia da parte della dirigenza, occulta e manifesta del Pd genovese. Proprio nel corso di un dibattito, avvenuto ieri pomeriggio, il segretario provinciale Alessandro Terrile, ha fatto chiaramente intendere che il ricorso alle primarie era ritornato prepotentemente alla ribalta e affatto accantonato come pareva, al contrario di quanto aveva deciso al suo ritorno dal camino di Santiago di Compostela.
A far effettuare una rapida marcia indietro, e sarebbe la seconda, al segretario provinciale Dem pare siano stati i risultati di un misterioso sondaggio commissionato dallo stesso Pd sull’operato di Doria e sulla possibilità di ottenere una buon consenso in caso di ricandidatura. Un sondaggio che – stando ai si dice – avrebbe avuto risposte particolarmente sconfortanti. Tanto disastroso che uno dei suoi primi supporter, quel ministro Orlando che parlava di lui intervenendo nei salotti genovesi, alla fine ha dovuto rimangiarsi tutto affermando che al Pd per vincere sarebbe servito un vero rinnovamento. Tanto che il politologo professor Francesco Gastaldi anticipava “Un editoriale di Primocanale firmato Politicus (chi si cela dietro questo pseudonimo?) parla di una possibile rinuncia di Doria e parla dell’ipotesi di candidatura di Luca Venceslao Borzani. L’articolo dice che la decisione di Doria sarà (ovviamente) influenzata dall’esito del Referendum, ma nell’articolo non si comprende bene, vittoria del NO dove? A Genova? In Liguria? In Italia? I risultati potrebbero essere molto diversi …”
Ed era stato lo stesso Simone Regazzoni, unico, per ora, candidato alle resuscitate primarie, a rasserenarsi di fronte al passo indietro di Orlando su Doria “Sono felice che il Ministro Orlando dica esattamente le stesse cose che io dico da tempo. Se questo partito finalmente si accorge che sul territorio serve un vero rinnovamento di persone e idee il Pd ha ancora la possibilità di vincere”. Ma l’uscita di Orlando che in virtù di passate alleanze con Mario Margini e Mario Tullo doveva aver pensato di avere già in mano il Pd genovese, è’ stato il fattore scatenante che ha fatto saltare la mosca al naso proprio a Burlando. Questi, pur partecipando ad un appuntamento che per lui è’ diventato tradizionale, quello delle focaccette di Crevari, ne ha approfittato per fare il punto della situazione e per esternarlopersonalmente, o, più probabilmente, riportare, ai giornalisti. Ma il segnale che fosse tutto anticipatamente stato concordato, alla fin fine lo ha dato Terrile impegnato in un altro dibattito in cui da parte dello stesso Terrile, ma anche di altri responsabili della coalizione, l’ipotesi della seconda candidatura di Doria è stata sepolta. Tanto che anche il segretario regionale dell’Idv Paolo Carbonaro è’ tornato a parlare apertamente di primarie.
Confortato da tutti questi segnali Regazzoni stamattina ha commentato con un post “Vedo che nel dibattito sulle comunali è intervenuto anche Claudio Burlando per dire quello che sostengo, nel partito e pubblicamente, da mesi: Doria non è ricandidabile, non ha lavorato bene e non ha consenso. Bene, meglio tardi che mai. Adesso diamoci da fare per creare primarie che siano una vera occasione democratica di confronto sui temi reali della città. Io e le persone che dentro e fuori il Pd mi appoggiano ci siamo. Evitiamo però di partire dalle alleanze con annessa spartizione di posti: sarebbe uno spettacolo poco edificante. Partiamo dalle idee e dalle soluzioni concrete per questa nostra città”. E se Regazzoni sottolineava la notizia buona era il politologo professor Francesco Gastaldi a spargere sale su quella cattiva “Ancora l’instancabile Regazzoni all’attacco” che rimandava ad un articolo” Le attenzioni che il ministro spezzino Andrea Orlando sta dedicando alla vicenda delle comunali genovesi è encomiabile. Ieri, circondato dall’establishment del Pd genovese, da Mario Margini, Mario Tullo e Alessandro Terrile ha fatto sapere che le primarie “non s’hanno da fare”. Nell’attesa che il ministro spezzino trovi e scelga in solitaria, o con l’aiuto di Margini e Tullo, il candidato Godot che magicamente ricomporrà l’unità delle varie anime dell’apparato del Pd genovese io vado avanti”: lo ha spiegato in una nota Simone Regazzoni.
“Credo sia un dettaglio, ma il Godot di Orlando, Margini e Tullo non si manifesterà prima di dicembre. Io, nel mio piccolo, continuerò il mio percorso di ascolto dei cittadini e di proposte politiche su temi che interessano la città. L’unità dell’apparato non serve a nessuno. Servono un vero confronto politico: e coraggio di innovare. È un gioco che mi appassiona poco. Per questo credo che lascerò che il ministro spezzino lo giochi con i suoi amici di Risiko Margini e Tullo. Nel frattempo, a metà settembre, presenterò un piano per un nuovo Welfare forte a Genova. I bisogni delle persone più deboli non aspettano i vecchi giochi di partito”.
E la dichiarazione di Regazzoni deve essere in qualche modo servita a richiamare l’attenzione di Burlando che se non fosse intervenuto tempestivamente si sarebbe trovato fuori dai giochi. Ma qualche segnale di disgelo c’era stato già ieri in tarda serata, quando proprio Regazzoni aveva avuto un lungo confronto con il commissario regionale del Pd David Ermini. Tanto da incuriosirci con una immagine di Frank Underwood, il protagonista di House of cards, la serie dicata alla politica amatissima dal premier Matteo Renzi “Frank, ci siamo, ci serve una filosofia dietro”. Una filosofia che i, candidato Regazzoni ha già preannunciato. Dopo i temi dell’immigrazione e della sicurezza, legata a criminalita’ e movida, sarà la volta del welfare. Solo che, senza le primarie e con l’ordine di fare come se non esistesse Regazzoni sembrava essere stato ricacciato verso il duro percorso di una lista civica che lo avrebbe di fatto bandito dal Pd. Con il risultato, però, di frammentare ancora l’elettorato della sinistra impedendo di fatto un fronte unitario con l’ispirazione di battere i Cinque Stelle e il centro destra. In realtà forse si sarebbe preferito attendere il risultato del referendum prima di decidere se fosse il caso di eliminare Doria dai possibili candidati, ma visti i risultati del sondaggio, e soprattutto intravista ancora la possibilità di spuntarla con i Cinque Stelle in caduta libera dopo i fatti di Roma, il Pd ha deciso di cambiare strategia. Evidentemente ad offrirsi come grande tessitore è stato proprio Burlando, che nel tentativo di porre fuori gioco Orlando, ha ripreso i contatti con Tullo, con Margini e anche con Pippo Rossetti, ex assessore al bilancio della sua giunta e renziano. Intanto stasera alla Festa dell’Unita il ministro alla difesa Roberta Pinotti ha provveduto a rilanciare Regazzoni dicendo pubblicamente che il suo intervento sulla sicurezza non ha una connotazione di destra.
Comunque, già stamattina, a porre la pietra tombale su Doria ci ha pensato con la sua solita verve ironica Francesco Gastaldi “Da leggere su Il Secolo XIX, Burlando e Terrile: no al Doria bis. Un ravvedimento operoso??? A Castelletto oggi giornata di lutto … radical chic, gauche caviar e sinistra cashmere affrante … ma troveranno nuovo fulgido vigore con il compagno “intellettuale” anni 70 … che però ha studiato in un noto liceo cattolico privato di Albaro…”. Ed è’ lo stesso Gastaldi ad uscire allo scoperto circa una possibile candidatura parlando a più riprese di Borzani che, comunque, in passato ha sempre ricordato di non essere iscritto al Pd, che avrebbe aspettato che Doria si facesse da parte, e attendendo una eventuale chiamata, avrebbe sempre ribadito di non avere molto entusiasmo per quel ruolo. Eppero’ di fronte ad una perorazione di Burlando, che potrebbe elevarlo a salvatore della patria, chi può mai sapere.
Comunque Burlando, scendendo in campo vorra’ sondare personalmente il terreno per scegliere eventuali candidati alle primarie che lo rappresentino, a meno che, in caso di una ricerca infruttuosa, non decida di fare il grande passo e tornare a palazzo Tursi, dopo che se ne era allontanato, da sindaco, al culmine della tangentopoli genovese, ventuno anni fa. In politica praticamente un’era. Se ciò’ accadesse Regazzoni si ritroverebbe a fare i conti con quello che fu, come discusso patron della Paita, personaggio a cui non aveva voluto fare riferimento. E proprio seguendo questa ipotesi, al momento surreale, ma non si sa mai, vien da pensare a un libro che recentemente il prof Regazzoni ha preso in mano. Ne dava annuncio lui stesso il 29 agosto sulla sua pagina Facebook “E stasera non ce n’è per nessuno. Finalmente è mio: il romanzo della sfida epica, durata 18 giorni, nell’aprirle 2011, tra il Barcellona di Guardiola e il Real Madrid di Mourinho. Naturalmente non serve precisare per chi batte il mio cuore” perché, oltre a Clint Eastwood, Regazzoni, pur confessando di non capirne nulla di calcio, è un profondo estimatore dello SpecialOne. A Burlando, eventualmente non resterebbe che interpretare la parte di Pep, taciturno e perfezionista stratega, almeno al pari di quanto il contendente è pirotecnico. Il romanzo è del giornalista Paolo Condo’ che così lo descrive “Quando non c’è’ offesa il motivo dell’odio profondo e del duello è’ il duello stesso”. E almeno a quanto pare anche i nostri due, come i due tecnici,si rispettano ma non si amano affatto.
Ma c’è’ un altro particolare che non è sfuggito al prof Gastaldi, probabilmente una casualità, che però Gastaldi stesso ha voluto egualmente segnalare, forse per ipotizzare che Burlando possa essere davvero tentato di mettersi in proprio. Ed è il ritorno a palazzo Tursi in qualità di funzionario dell’architetto Gian Poggi, braccio destro di Burlando quando era sindaco e con lui trasferitosi in Regione “L’architetto Gian Poggi (all’anagrafe: Giovanni Battista Poggi), classe 1954, fedelissimo burlandiano, già super dirigente in Regione e in comune a Genova con la giunta Pericu, persona di indubbie capacità e profondo conoscitore della città, è tornato in comune (di cui è dipendente) e si sta occupando del Blue Print”. E non ultimo da registrare ancora un caso tutto genovese che riguarda Ezelli, una delle due intuizioni di Burlando che rischia di andare a carte quarantotto mandando in malora anche le casse comunali, oltre che le legittime attese dell’Universita. Operazione su cui il Gastaldi si è speso parecchio “Articolo su vicenda Erzelli, 582 like, 2.500 visualizzazioni, a Genova c’è voglia di sapere le cose che nessuno dice”. Da non mettere in connessione, o forse sì. Ma a questo punto è’ davvero fantapolitica con un altro post sibillino del Gastaldi, ormai più che santo assurto al ruolo di oracolo” io sento molta aria politica da 1992″. Intanto Mario Tullo, uno dei possibili candidati, dopo aver messo in connessione la folla alla festa per le focaccette di Crevari e le code degli anni Sessanta in Unione Sovietica per comprare gli alimenti- facendo insorgere i suoi amici social – ieri ha postato “Aspettando Godot” di Claudio Lolli, facendo riferimento al Godot sfidante di Regazzoni e all’opera del teatro dell’assurdo di Samuel Becket per la prima volta in scena nel 1953. E di questo mitico Godot, che nella pièces non arriverà mai, ognuno sembrerebbe avere la sua personale percezione, visto che il tacere non è silenzio (cit) e niente è più reale del nulla (cit). Come sosteneva appunto lo scrittore di Dublino. Citazioni che sembrano cucite addosso alla pregressa situazione genovese del nostro Pd.
copertina max

 

Il Max Turbatore

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