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Lunardon da archeologo ad appassionato di vintage politico

A tempo perso fa il consigliere regionale, ma la sua vera passione, e nemmeno definibile come un hobby, vista la sua laurea in archeologia, è quella di riscoprire vecchie mummie, o cariatidi, che dir si voglia, da tempo sepolte nei meandri del suo partito di appartenenza. Personaggi, riportati alla luce, in questo caso, in occasione di un anonima festa dell’Unita’, bloccata dalla censura sui dibattiti principali che riguarderebbero il progetto di città – tanto le elezioni amministrative distano solo un anno – per la quale, rimestando nell’ amarcord collettivo, può andare bene un gruppo di compagni di età non inferiore alle settanta primavere. L’evento è quello di 2 giorni fa. Spazio dibattiti, ore 18,30 confronto con l’autore Gianni Cervetti, ex deputato, sul sul libro “Compagno del secolo scorso – Una storia politica”. Con l’autore che di anni ne ha la bellezza di 83, ad accatastar rimebranze tre esponenti del fu Pci. Il potente Camillo Bassi, lucidissimo nonostante i suoi 81 anni, tanto che ancora recentemente, come esponente dei 200 che votarono secondo coscienza alle regionali, affossando la Paita, ha cercato di arrecare al capogruppo regionale del Pd, altri grattacapi con un velenoso ordine del giorno. Al suo fianco altro capibastone e mente occulta dei salotti-caminetti-barbecue, Mario Margini di appena 8 anni più giovane, ex assessore regionale allo sviluppo con la giunta di Giancarlo Mori. Ultimo dei relatori Giulio Treccani degli Alfieri, uomo della burocrazia del partito ed ex consigliere di amministrazione di Carige. Oggetto del dibattito il lavoro di Gianni Cervetti, edito da Bompiani la cui locandina dice: L’appassionante autobiografia di uno storico esponente del comunismo italiano, una testimonianza inedita su un’epoca cruciale della nostra storia”. Lui spiega “Ho scritto questo libro per irritazione: irritazione nel sentire sciocchezze sulle vicende di cui, assieme a molti altri, sono stato testimone.” Gianni Cervetti, cita ancora la locandina ” Èun universitario nella Milano del dopoguerra che sogna di fare il medico. Ben presto però la sua passione politica lo avvicina al PCI e nel 1956 viene inviato a Mosca per studiare da quadro del partito. Sono anni decisivi tanto per la sua formazione politica e intellettuale quanto per la sua vita personale; qui comincia il lungo percorso che lo porterà a diventare, nei decenni, un grande conoscitore di cose, ambienti e personaggi russi. Nel 1961 torna a Milano e continua il suo impegno nel partito fino ad approdare nel 1975 alla segreteria nazionale con Berlinguer. In una ricostruzione vivida dei fatti salienti della sua epoca, Gianni Cervetti non solo ci restituisce il clima politico di quegli anni di speranze e disillusioni, ma ci offre personalissimi ritratti umani e aneddoti sui suoi protagonisti: da Giorgio Napolitano a Bettino Craxi, da Concetto Marchesi a Luigi Longo, Emilio Sereni, Giancarlo Pajetta, Emanuele Macaluso e molti altri”
L’identikit di Cervetti dice ancora ” nato nel 1933 a Milano, ha aderito al pci appena sedicenne. Dopo aver frequentato il liceo classico e la facoltà di Medicina a Milano, si è laureato alla facoltà di Economia dell’Università di Mosca. Al suo rientro in Italia ha ricoperto diversi incarichi alla camera del lavoro di Milano; dal 1966 al 1969 è stato segretario del comitato cittadino del pci e dal 1970 segretario della federazione milanese.Nel 1975 è stato chiamato alla segreteria nazionale del partito con Enrico Berlinguer, diventando poi responsabile dell’organizzazione. Nel 1984 è stato eletto parlamentare europeo e deputato due volte, nel 1987 e nel 1992. Ha pubblicato Partito di governo e di lotta (1977), L’oro di Troia. La vera storia del tesoro scoperto da Schliemann (con Louis Godart, 1996) e L’oro di Mosca (1999)” È così visti i due interessi paralleli, la politica e l’archeologia, Giovanni Lunardon non poteva mancare, anche se lui di anni ne ha quasi quaranta di meno rispetto al politico scrittore. E almeno una trentina lo separano dagli altri relatori. Comunque si è presentato pronto a prendere appunti allo spazio dibattiti. Qualche giorno prima il professor Francesco Gastaldi, politologo gossipparo che da tempo ha rivolto la maggior parte delle sue attenzioni alle evoluzioni del Pd genovese, aveva messo le mani avanti con un’avvertenza al vetriolo “Per la Festa dell’Unità 2016 a Genova (non 1976 o 1986) mi raccomando tutti al dibattito “Compagno del secolo scorso” con l’antico migliorista e amico di Napolitano Gianni Cervetti (classe 1933), il compagno (già responsabile dei rapporti con l’URSS del PCI genovese) Camillo Bassi, Mario Margini e Giulio Treccani … età media dei relatori 80 anni …” approssimando, per eccesso l’età di almeno due dei relatori. Eppero’, la risposta del sempre stupito Leonardon sembrerebbe dargli torto, tanto che il post farebbe presupporre un dibattito tutt’altro che sonnacchioso, anche se gli organizzatori, giustamente previdenti, l’avevano collocato a metà pomeriggio. E Lunardon sentenzia, da par suo, utilizzando una frase di Cervetti ” La politica senza cultura semplicemente non esiste. E la cultura non è solo quella che si impara a scuola. È’ maturazione di idee, predisposizione ad assimilarne di nuove, disponibilità al confronto esteso, e’ mettere in gioco costantemente le proprie idee, guardando al futuro ma non dimenticando mai la comprensione del passato. Senza cultura la politica rimane solo traffico di prebende.” Parole del grande Gianni Cervetti oggi alla Festa di Genova”. Al di là della banalità della frase il dibattito che si sviluppa sulla bacheca di Leonardon è’ evanescente, sul tutto e niente, dal referendum, con testimonianze, chi vota sì e chi vota no, è perche’, agli anti-renziani che accusano il premier di aver rottamato un uomo di appena 80 anni, pur amico di Napolitano. Il risultato, ancorché confuso, è’ comunque succulento. Gastaldi incalza irridendo e addentando le caviglie “Festa dell’Unità 1976 o 1986?”, o domandando nuovamente “Età media dei relatori?”. Ma il clima è quello dove vale tutto e si discute di tutto. Del resto facebook è cosi’, non esiste insegnante che ti annulla il compito in classe perché sei fuori tema. Però l’attualità’ ha sempre la meglio: Rossella Verri “La conoscenza del passato prossimo e antico consente di capire il prossimo, di comprendere il presente e di progettare il futuro. Ergo: studiare bene tutta la storia”. Lo dicevano anche i latini historia magistra vitae. L’attualità dicevo, appunto, con la lingua che batte dove il dente duole. Mario Parisi “…percio’ a Genova è CHIUSA a doppia mandata nel “palazzo d’inverno” noto come Ducale ed è “protetta” da “protettori” designati per meriti “di appartenenza!”. E si ritorna al dibattito lasciato fuori dalla porta che rientra dalla finestra. Le candidature per le prossime comunali. E ancora un confronto senza capo ne coda, fra comunisti che erano in piazza De Ferrari nel Sessanta ed altri pezzi di Pd che hanno in odio Renzi e il patto del Nazareno. Sino a che Lunardon chiude bottega.
Appena due settimane prima ci aveva fornito con un post un’improbabile immagine di se’ di archeologo-ballerino, dedito, come si conviene, alle danze dell’antica Grecia “Ravioli, salsicce, piante grasse, ricchi premi e ballo liscio. Rossiglione in Festa. De L’unità. Al prossimo sirtaki mi unisco anch’io. Giuro”. Si può nascere vecchi come si può morire giovani, osservava Jean Cocteau, volendo spiegare che gioventù e vecchiaia sono soprattutto categorie dello spirito. Leonardon che di anni ne ha 44 lamentava qualche mese fa una tardiva varicella. Quasi si trattasse di un beffardo contrappasso, punizione al suo amore per le civiltà sepolte. E nonostante questo ha una visione del futuro che ostenta nella sua bacheca “ci si salva, si va avanti, se si agisce tutti insieme, non solo uno per uno. C’è’ futuro insieme”. Contraddizione nella contraddizione, direbbe qualcuno. Paul Valery, inguaribile nostalgico, diceva che il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta. O forse continua ad esserlo.

Il Max Turbatore

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