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Centro di cottura irregolare di vico delle Mele, la pm vince la battaglia contro gli abusivi

pm ristorante abusivo
di Monica Di Carlo

Hanno imballato e portato via tutto il pentolame e il frigo smantellando così la cucina abusiva che avevano allestito in un basso del civico 6 di vico delle Mele, palazzo dei Rolli tra le Vigne e San Luca, nella zona della Maddalena. Lì preparavano quantità industriali di cibo che quindi ogni giorno confezionavano in modo da poterle trasportare e consegnare sulle spiagge della Riviera di Levante ai cittadini stranieri che offrono merce ai bagnanti. Ora due cittadini extracomunitari hanno dovuto chiudere bottega. La polizia municipale ha vinto così il braccio di ferro con gli stranieri che avevano allestito un centro di cottura in un magazzino e che tormentavano gli abitanti per tutto il giorno con l’odore del cibo giacché i locali non erano certo attrezzati come una vera cucina e quindi i fumi ed esalazioni si diffondevano in tutta l’edificio.

ristorante abusivo 2Cucinare non è illegale né lo è condividere il cibo. Provare l’avvenuta vendita (e l’esercizio abusivo della somministrazione, che prevede una sanzione da 5 mila euro) è pressoché impossibile. Pagamenti e consegne avvengono lontano da Genova (i due stranieri prendevano il treno per le località balneari ogni giorno) e in tempi diversi. Preparare cibo per “amici” non presenta profili di illegittimità, Bisogna riuscire a dimostrare il passaggio di denaro, provare che avvenga il pagamento, cosa pressoché impossibile considerate le proventi modalità di vendita.  Allora gli agenti del centro storico del I Distretto territoriale, insieme ai colleghi del Commercio e del Nucleo Tributario della pm, hanno cercato un’altra strada per risolvere il problema e sollevare gli abitanti da quella scomoda abitudine. Hanno cominciato a indagare e hanno scoperto così che i locali utilizzati (in comodato d’uso) da un senegalese in regola col permesso di soggiorno e da una richiedente asilo della Mauritania come abitazione con tanto di cucina erano destinati, invece, a magazzino. È stata dunque chiamata in causa la proprietaria (legalmente responsabile della modifica non regolare della destinazione d’uso) e le è stato ingiunto di regolarizzare la condizione dell’immobile entro tre giorni. Questa, a sua volta, per non finire nei guai e significare nel contempo che l’abuso era stato condotto dal proprio inquilino, ha ingiunto al senegalese di disallestire tutto quello che era servito per trasformare il basso (in precedenza condotto da prostitute, come ben sanno gli altri inquilini dello stabile) in abitazione. Così due giorni fa tutto quanto prima veniva utilizzato per preparare il cibo da vendere (compresi i pentoloni che certo non facevano pensare a un uso domestico per i pasti di una coppia) è stato portato via dal magazzino: il “centro di cottura” ha chiuso i battenti. Attualmente la polizia municipale sta comunque effettuando ulteriori accertamenti su tutta la vicenda.
Un’altra diffida è stata inviata a norma del regolamento di polizia urbana per un basso reso abitativo al civico 21 rosso, sempre in vico Mele.

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