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Incendi in collina, per la magistratura sono dolosi. Aperto un fascicolo a carico di ignoti

Dietro la devastazione che dalle 23 di ieri sera ha travolto e ridotto in cenere i boschi di Davagna, della zona del Fasce potrebbe esserci la mano di una sola persona. Spento il primo rogo. Ancora attivo, ma ridotto, il fronte del secondo
LE IMPRESSIONANTI FOTO DEI VOLONTARI

Per Paola Tomassone, comandante della Guardia Forestale della Liguria, non c’è dubbio: gli incendi che sono divampati la notte scorsa sono dolosi. E così la procura ha aperto un fascicolo, per ora contro ignoti, per incendio doloso. Perché il fatto che i roghi siano divampati a poche decine di minuti l’uno dall’altro, giusto il tempo necessario per spostarsi da dove il primo ha cominciato a divorare il bosco a dove il secondo ha iniziati a mandare in fumo gli alberi, potrebbe essere un indizio concreto, da verificare grazie alle telecamere. Sì, perché anche sulla strada per Lavagna ce ne sono e anche su quella che risale il Monte Fasce. Vita dura quella del delinquente nell’era delle webcam, dei telefonini con video camera, della globalizzazione delle immagini. E i i piromani non sono esclusi. Nemmeno la giornata sembra stata scelta a caso, con un vento caldo che spirava e ha spirato senza tregua per tutta la giornata, che ha spinto tizzoni e lapilli a colonizzare altro verde.
Ormai le fiamme a Davagna sonno state spente, quelle sulla strada che porta dal Fasce al Monte Corona resistono ancora, ma il focolaio è ristretto rispetto allo spaventoso fronte di tre chilometri di questa mattina.
I pompieri, i volontari della protezione civile e le guardie forestali hanno lottato per 24 ore contro il mostro fatto di fuoco e ne hanno avuto ragione. Per fortuna non ha toccato le case. E c’è poco da sperare che l’uomo capace di spezzare tante vite, quelle delle creature del bosco e di privare i genovesi di decine, centinaia, migliaia di alberi e arbusti abbia avuto almeno la decenza di evitare le aree abitate: le fiamme non si governano e poteva anche andare peggio, soprattutto perché di notte è più difficile organizzare le operazioni di spegnimento.
Ora quell’uomo così poco umano da gioire della devastazione del bosco non resta che prenderlo.

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Foto del “Coordinamento Volontari Protezione Civile Provincia di Genova”

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