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Ristoranti a Ferragosto, il presidente Bove: “Tanti turisti, non è più tempo di chiudere”

Gli albergatori, nei giorni scorsi, si sono trovati nella difficoltà di indirizzare gli ospiti a causa delle chiusure dei ristoranti, che sono ancora troppe nei periodi festivi, mentre la città ha affermato la propria vocazione turistica e gli hotel anche in pieno periodo estivo registrano il “tutto esaurito”. La risposta al problema potrebbe partire, ora, dalla collaborazione tra albergatori e ristoratori

giorgio bove
Aperti i locali del presidente regionale Fepag Confcommercio Alessandro Cavo, aperto il ristorante del presidente dell’Associazione ristoratori Giorgio Bove (nella foto), aperto il locale della vice presidente provinciale di Fepag (e vice presidente della consulta Civ Ascom) Marina Porotto. Loro il buon esempio lo hanno dato, indicando alla categoria la “nuova via” dell’ospitalità genovese. <Non è più tempo di chiudere a Ferragosto a Genova – spiega Bove -. I giovani lo hanno capito immediatamente e hanno ingranato subito. Ora bisogna trascinare chi lavora da più tempo ed è restio a metabolizzare il cambiamento>. Cambiamento che si sostanzia nel “tutto esaurito” negli hotel in giorni che, fino al 2004, erano “bassa stagione”. Non è più così e bisogna adeguarsi anche se, soprattutto per le piccole imprese (la “taglia” più diffusa a Genova) che tirano avanti con risorse lavorative familiari o pochissimi dipendenti, non facile come per le grandi aziende.
<Purtroppo, se posso cercare di capire i colleghi, ci vuole da parte dell’Amministrazione comunale un ulteriore sforzo per la promozione turistica: ci sono pochi cartelli, troppa pubblicità negativa per talune zone del centro storico. Inoltre vedo passare molti turisti solo in alcune vie, escludendone totalmente altre. Vero, ovvio, che ci vogliono un po’ di sacrifici durante le festività, fa parte del lavoro che si è scelto di fare. Credo che ognuno sia libero di gestire il suo lavoro come meglio ritiene, per me lavorare a Ferragosto non è un sacrificio, pur avendo delle bimbe piccole. Il mio lavoro mi impone le ferie in altri periodi. Ma non tutti possono ragionare allo stesso modo, ci sono commercianti che fanno rete e che quindi sfruttano al meglio tutte le opportunità e altri che continuano a coltivare il proprio orto senza una visione di insieme. Il tempo a qualcuno darà ragione>.
Il problema, ora, potrebbe essere superato grazie all’avvio della collaborazione tra le associazioni degli albergatori e quelle dei pubblici esercizi. Prima delle prossime festività c’è un po’ di tempo ed entrambi i soggetti sembrano orientati a lavorare insieme per migliorare l’accoglienza per fare in modo che non si verifichino più problemi di accoglienza.

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