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Cucina nel “basso” del palazzo dei Rolli. Abitanti esasperati. La Municipale indaga – IL VIDEO

La pm del centro storico (I Distretto) e i reparti Commercio e Tributi al lavoro sulla segnalazione dei residenti della strada, disturbati sia dall’eterno odore di cibo sia dalla processione serale di stranieri che ritirano le vaschette

ristorante abusivo 2

(Nella foto si vedono chiaramente sia il contenitore termico sia la borsa in mano della donna)

di Monica Di Carlo

Splendido, con le sue righe nere e bianche di pietra di promontorio e marmo che coprono l’intera facciata, con la sua scala gotica, con il suo portale di marmo che sembra una trina ed è stato recentemente ripulito, opera di quei magistri antelani che all’epoca fecero la scultura della Repubblica. Un pezzo di storia, costruito per essere grandioso alla metà del 1400, un palazzo dei rolli tra i più antichi dove i genovesi ancora vivono, che i genovesi ancora amano nonostante si trovi in una delle zone più difficili del centro storico sotto il profilo dell’ordine pubblico, dove si registrano fenomeni di spaccio e prostituzione oltre all’aggregazione di decine di stranieri non di rado ubriachi che contribuisce alla percezione di insicurezza.

palazzo Brancaleone grillo

Lì, tra le Vigne e San Luca, in un magazzino chiuso dall’esterno con un lucchetto, proprio sotto a uno degli strabilianti portali, ma con accesso anche dal cortile, bollono costantemente cisternoni di cibo. Proprio da qui, raccontano i residenti e documentano le fotografie, verso le 9,30 del mattino escono contenitori e contenitori di cibo pronti per essere distribuiti, si dice, sia alle prostitute dei vicoli che non amano abbandonare il “posto di lavoro” per pranzo, sia ai venditori ambulanti che in questa stagione verso metà mattinata partono per le spiagge. La sera, invece, c’è la processione all’altro ingresso (quello che dà su piazza Santo Sepolcro), dove cittadini stranieri ritirano le vaschette per consumarle all’aperto proprio nello slargo dove si assembrano o in altre vie e piazze circonvicine del centro storico. Ovviamente gettando poi i contenitori per terra. Nel frattempo, gli abitanti della zona soffocano dall’eterna puzza di cibo che ribolle nel basso che si sposa ad altri miasmi vari ed eventuali determinati dallo scarso senso civico dei frequentatori abituali (diurni e notturni) della zona che hanno scambiato vico delle Mele per un pubblico orinatoio.

abusivo vico mele
Il locale è un centro di cottura abusivo che commercializza “pasti veicolati”? Non è difficile seguire chi esce con le borse termiche per capire dove va, ma per provarlo è necessario documentare il passaggio di denaro, cioè la natura economica dell’attività. Per dirla in soldoni, bisogna sorprendere il passaggio di denaro di mano in mano. Generalmente, però, nei casi di ristorazione abusiva, il pagamento e il ritiro del cibo avviene in tempi diversi, proprio per evitare che le due cose vengano messe in connessione. Senza la prova, si tratterebbe solo di una “cucina solidale” dove chi cucina offre a chi mangia. Certo è che il magazzino non ha canna fumaria, assicurano i condomini e che dentro ribollono pentoloni di proporzioni non esattamente “formato famiglia”. Sembrano piuttosto quelli di una comunità. L’odore, annusato dal vivo, fa immediatamente pensare a quel passo del libro di Stefano Benni, “La compagnia dei Celestini”, in cui si definisce la puzza della minestra dei padri Zopiloti <Cimitero di cavoli, peti di zoo, fiato di carogne>. Insomma, sempre per citare Benni, vivere ogni giorno respirando quella <fraudolenza gastronomica> esaspera i residenti.
Il locale di vico delle Mele è di proprietà di italiani e, racconta la gente che abita in zona, è passato da essere un magazzino (fine ingloriosa per uno spazio nel nobile palazzo alto medievale e nonostante ciò congrua all’attuale consistenza del basso) ad alcova di prostitute <che almeno, però, non disturbavano, perché arrivavano al mattino e se ne andavano la sera> dice la gente del posto. Il magazzino è condotto da due persone che operano all’interno. Un senegalese con un permesso di soggiorno per lavoro autonomo (che dice in giro da mesi di essere in procinto di aprire un locale regolare in zona) e una cittadina della Mauritania richiedente asilo.

pm ristorante abusivo
La polizia municipale da qualche settimana sta indagando. Se si trattasse, come sostengono i residenti, di ristorazione abusiva, per chi la effettua ci sarebbe una multa da 5 mila euro, più possibili altre sanzioni legate a questione igienico sanitarie. Fondamentali anche le indagini tributarie sulla conduzione del basso, fino a poco tempo fa ceduto in comodato gratuito (formula invece possibile solo tra parenti) e oggi in corso di accertamento. Fatto sta che le divise e gli uomini in borghese della Pm da qualche tempo nel cortile e attorno al palazzo si vedono di frequente, con viva soddisfazione dei residenti, gli stessi che hanno dato vita alle cene in strada, aperte anche agli stranieri che sostano nell’area e avviate per cercare un dialogo e, attraverso questo, minimizzare i disagi.


Leggi anche l’indagine di GenovaQuotidiana sulla ristorazione abusiva in centro storico.

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