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Pontedecimo, fine di un’odissea in lungotorrente Verde: dopo anni di proteste, code e lavori a metà, è arrivata la svolta

Per l’assessore alle manutenzioni e ai lavori pubblici Massimo Ferrante, la conclusione dell’intervento segna la fine di una lunga stagione di disagi a Pontedecimo. L’opera, legata al Terzo Valico dei Giovi, era stata accompagnata per anni da proteste, viabilità complicata e cantieri incompleti

A Pontedecimo la notizia ha il peso delle vicende che si trascinano troppo a lungo. Il Comune annuncia la chiusura del dossier di via Lungotorrente Verde e l’assessore alle manutenzioni e ai lavori pubblici Massimo Ferrante lega il risultato a un percorso riaperto dopo il sopralluogo della scorsa estate con la sindaca Silvia Salis e con il Municipio Valpolcevera. «A seguito del mio sopralluogo della scorsa estate, insieme alla sindaca Silvia Salis e al Municipio Valpolcevera, ci siamo subito presi l’impegno per richiedere a Cociv la ripresa e conclusione dei lavori in Lungotorrente Verde. Dopo tanti anni finalmente restituiamo ai cittadini i lavori conclusi e una via interamente riqualificata». Quel sopralluogo estivo, in effetti, era stato accompagnato da una presa in carico politica della criticità da parte della nuova amministrazione, che a settembre 2025 parlava già di interlocuzione con il Consorzio Collegamenti Integrati Veloci per prevenire situazioni di degrado nella zona.

Per capire perché questo annuncio conti così tanto bisogna tornare indietro di oltre dieci anni. I primi disagi documentati compaiono già nel febbraio 2014, quando il Comune dispose la chiusura del tratto di via Pieve di Cadore compreso tra via Ospedale Andrea Gallino e Lungotorrente Verde per la demolizione di un fabbricato nell’ambito degli interventi legati al Terzo Valico dei Giovi. L’anno dopo, il 31 luglio 2015, Lungotorrente Verde entrò formalmente nel pacchetto delle opere “anti-disagi” concordate per Genova: l’intesa prevedeva espressamente la modifica della strada come intervento di mitigazione collegato al grande cantiere ferroviario.

Da lì in poi, però, la storia non è stata lineare. La documentazione progettuale del 2016 spiega che l’intervento, inserito nell’addendum agli accordi del 2015, venne rivisto dopo che il Comune chiese una modifica sostanziale, con il rifacimento dell’arginatura sul lato opposto e una soluzione capace di allargare la strada ed eliminare le opere a sbalzo previste in origine. Nel gennaio 2018 il tema arrivò in Consiglio comunale nell’ambito della procedura di Intesa Stato-Regione, ma nell’ottobre dello stesso anno, quando venne aperta una nuova viabilità realizzata dal Consorzio Cociv, il tratto centrale risultava ancora “provvisoriamente non oggetto di adeguamento”. In altre parole, una parte dell’opera entrò in funzione, ma il nodo non era affatto chiuso.

È da quel punto che la vicenda diventa, per i residenti, il simbolo di un cantiere interminabile. Nel novembre 2021 il presidente del Municipio Valpolcevera scriveva a Rete Ferroviaria Italiana per chiedere un intervento urgente dopo uno smottamento che aveva imposto semaforo e senso unico alternato, con il traffico della Val Verde e di Pontedecimo descritto come “in ginocchio”. Nel 2022 il Comune mise nero su bianco i limiti alla circolazione in discesa al Torrente Verde, con divieto di transito veicolare all’altezza del civico 1B e percorso pedonale protetto; nel maggio 2023 quelle misure furono prorogate fino al 31 agosto. Nello stesso febbraio 2023 si parlava ancora di viabilità ridotta all’incrocio tra via Pieve di Cadore, ponte Dellepiane, via al Ricreatorio e via Poggi, segno che i problemi quotidiani per chi attraversava la delegazione erano tutt’altro che risolti.

Nemmeno l’apertura al transito dell’allargamento, richiamata nel settembre 2023, ha coinciso con la vera fine del cantiere. Nel febbraio 2024, in aula, il Comune ricordava che la questione dell’impianto semaforico all’incrocio tra Lungotorrente Verde, via Poggi, via Cadore e via al Ricreatorio era legata a un accordo del 2017, ma precisava anche che dal territorio era arrivata la richiesta di rivalutare tutto alla luce della nuova configurazione del cantiere. Poi, nell’agosto 2025, Massimo Ferrante spiegava in Consiglio comunale che l’allargamento aperto al transito nel settembre 2023 risultava ancora incompleto, perché i vecchi pali dell’illuminazione insistevano sulla carreggiata e i lavori erano rimasti sospesi per problemi contrattuali con la ditta esecutrice. E ancora nel febbraio 2026, nei comunicati sulla viabilità, il Comune indicava in via Lungotorrente Verde provvedimenti temporanei per la realizzazione del nuovo sistema idraulico nel tratto interessato dall’adeguamento del nodo di Pontedecimo.

Per questo l’annuncio di oggi ha un significato che va oltre la semplice fine di un lavoro pubblico. Lungotorrente Verde è stato per anni una promessa solo parzialmente mantenuta, con tappe amministrative, varianti, aperture parziali e nuovi stop che hanno esasperato il quartiere. Se adesso, come sostiene Ferrante, la strada viene davvero restituita ai cittadini in forma compiuta, allora non si chiude soltanto un intervento urbanistico: si chiude una delle partite più emblematiche dei disagi lasciati a Pontedecimo dai cantieri del Terzo Valico dei Giovi.


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