Gelati, pane, tè, pranzi completi: la mappa della ristorazione abusiva nei vicoli

Ecco dove agiscono e cosa vendono gli irregolari, presso i quali si servono quasi solo i loro connazionali

venditore canneto

(Uno dei venditori abusivi di piazza Stella-Canneto il Curto)

di Monica Di Carlo

La ristorazione abusiva e la vendita di alimentari nel centro storico, fatta dagli stranieri per gli stranieri, ha diversi “punti vendita”. Uno è il colombiano che vende gelati e frullati, già pizzicato lo scorso anno dalla polizia municipale del I distretto (Centro), con base alla Maddalena. Quando gli agenti gli sequestrarono la merce, in vico Mele, faticarono poi non poco a uscire dalla strada, perché un folto gruppo di stranieri era arrivato a difesa del venditore e della sua merce.
Hanno dismesso l’attività di ristorazione e si sono dedicati ai “servizi” due sudamericani che agivano prima in via della Maddalena. È successo da quando ha aperto una gastronomia colombiana regolare tra vico della Galera e vico Gattegga. Ora danno una mano ai commercianti della zona portando via i cartoni, consegnando il caffè a domicilio e guadagnandosi la vita con altre piccole incombenze. Non sono i soli. C’è chi si occupa di portare i connazionali dal dottore e chi disbriga pratiche burocratiche a pagamento.
Due le senegalesi che preparano e vendono the caldo ai magrebini e ai loro connazionali al Progetto Chance e a Belvedere Pertusio. Una di loro è già stata sanzionata dalla polizia municipale del territorio, sempre I Distretto. L’altra è una donna di circa 40 anni.
I venditori ambulanti di cibo si spostano con grandi borsoni pieni a volte di pane e focaccine, altre volte di couscous. Gravitano principalmente in corso Quadrio la mattina e in piazza Stella il pomeriggio.
Ci sono poi i “forni” abusivi. Il pane viene fatto in casa dalle donne e viene consegnato da uomini a diverse macellerie islamiche a Pre’ e nella zona di Canneto.
Tre i laboratori-ristoranti dove si prepara il cibo da veicolare e si dà da mangiare agli stranieri sul posto. Uno è in vico Sant’Antonio, nella zona di Pre’, l’altro in vico dei Cartai, tra Sottoripa e piazza Banchi, quello che sbuca proprio a un angolo della chiesa di San Pietro. Il terzo è in vico Mele al civico 6. Lì gli stranieri mangiano, ma vengono anche preparati i pranzi per le prostitute della zona degli Orti di Banchi-vico del Santo Sepolcro (tra via San Luca e piazza di Santo Sepolcro, dietro le Vigne) e aree limitrofe. Sono tante e lasciare la postazione potrebbe significare perdere un prezioso cliente cedendolo alla concorrenza. Per questo non si spostano nemmeno per mangiare. Ordinano e pagano al mattino e a mezzogiorno arriva il pasto veicolato in contenitori inseriti in borse termiche. Chi consegna non maneggia denaro.

cartina ristorazione abusiva

Cosa si fa per stroncare questo commercio abusivo? Ai venditori ambulanti di gelati, panini e focaccette e tè gli agenti della polizia municipale hanno comminato diverse volte la multa prevista che, di norma, non viene pagata dai venditori i quali risultano nullatenenti. Per i ristoranti-centro di cottura tutto è un po’ più difficile: bisogna provare la filiera e riuscire ad entrare nella casa, che è un appartamento privato. Per entrare serve il permesso del magistrato che di solito lo concede solo per terrorismo o droga e ben difficilmente lo rilascerà per la somministrazione abusiva che comporta appena una sanzione pecuniaria. Il risultato sarebbe probabilmente solo quello di far spostare il centro di cottura. Insomma, sarebbe necessario un grande sforzo per ottenere un risultato trascurabile in un momento, tra l’altro, in cui il personale è scarsissimo e che dovrebbe invece investire molto tempo per le investigazioni. Lo stesso discorso vale per la panificazione, mentre qualcosa di più di potrebbe fare sui venditori, commercianti in possesso di licenza, che comprano e rivendono un prodotto senza garanzie igieniche e totalmente in nero, ma, alla fine, si tratta sempre di sanzioni modeste. In questo caso, la Finanza potrebbe contestare l’evasione fiscale, ma ci sono in effetti fenomeni ben più macroscopici e di maggiore portata delittuosa da perseguire.

4 thoughts on “Gelati, pane, tè, pranzi completi: la mappa della ristorazione abusiva nei vicoli

  1. La panificazione nord africana è un fenomeno capillare, ricordo che in Vico Vegetti alto la poverissima vicina di fronte riempiva il pavimento (si, il pavimento!) di pani bassi impilati che, immagino, non fossero tutti destinati al consumo familiare vista la quantità prodotta.
    Probabilmente anche quel poco ricavato dalla vendita serviva a sostenere la famigliola, ricordo che aveva due bambini in età scolare.
    Complimenti per l’articolo e per lo spunto, sicuramente frutto di un lavoro accurato di indagine e di osservazione. Nessun altro giornale locale può vantare una simile cura. Bravi!!

  2. con la scusante che i provvedimenti portano a modesti se non trascurabili risultati, l’illegalità prolifera senza problemi e neanche troppo lentamente si diffonde a macchia d’olio.
    Per riprendere un triste esempio si diceva che nella giungla vietnamita era impossibile sradicare la guerriglia con metodi tradizionali ed allora furono usati metodi poco giustificabili e senza risultati se non distruggere l’ambiente.
    Studiamoci sopra

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