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l dehors davanti a Palazzo Spinola cancella il degrado e fa la differenza in vivibilità

Ma la cortesia non è il pezzo forte del locale

locanda spinola 1

C’era una volta un museo. Bello, originale, emozionante. Un museo che non è “roba da museo”, che racconta la vita e la ricchezza della Genova d’altri tempi, dalle opere d’arte alla cucina ottocentesca, che è una specie di macchina del tempo, che o una città lo ha da secoli (tanti quanti può averne un palazzo dei Rolli) o non lo avrà mai. Palazzo Spinola di Pellicceria: bello, bellissimo, ma assediato. Dalle prostitute e da gruppi di stranieri seduti sui “tognolini” che reggono le catene con cui è stata cinto il cortile di mattoni nella piazza. Per carità, gli africani che occupano ciascuno dei pilastrini non fanno nulla di illegale e stanno lì (e nel cortile dell’ingresso posteriore) a guardare i loro cellulari perché c’è il wireless gratuito. Ma i turisti, quando arrivano, vengono naturalmente respinti dalla forte sensazione di insicurezza e girano sui tacchi. Non gli può accadere nulla, per carità. Tuttavia, chi di noi si avventurerebbe, in una città straniera, tra vicoli e piazzette così “presidiati”? Non è questione da poco, perché il turismo, col porto, sembra l’unica “industria” capace di fare sviluppo in questa città che di lavoro ha tanto bisogno per chiunque ci vive, italiano o straniero che sia. Qualche recensione negativa sui siti di turismo sulla percezione di insicurezza e il settore è rovinato. Funziona così nell’era del web e dei social: anche l’apparenza ha una sua importanza sostanziale.
Questa situazione c’era e c’è ancora. Ma scompare magicamente nelle ore del giorno in cui arrivano i tavolini, gestiti dalla Locanda Spinola, un ristorante che sta proprio lì davanti e che ha chiesto al museo di poter utilizzare parte del cortile per il proprio depor: un’iniziativa fortemente voluta anche dagli abitanti del quartiere e chiesta a più riprese, ricevendo sempre come risposta un anacronistico “Fuori i mercanti dal tempio”. Poi è arrivato il nuovo direttore dei musei liguri, Serena Bertolucci, un concentrato di entusiasmo e di voglia di fare, che sa valorizzare le nostre risorse facendo in modo che alle “ragnatele” si sostituiscano iniziative interessanti, che valorizzino il territorio e gli stessi beni, senza mai perdere di vista la qualità. Risultato? <La nostra richiesta è stata esaudita – dice Merenglen Tafa, titolare del ristorante -. Oltre ai tavolini, in qualche occasione nella piazza suona anche un musicista, artista di strada. Siamo molto contenti>. Così come i residenti della zona che possono apprezzare il mutamento immediato delle frequentazioni e il ritorno dei turisti.

locanda spinola ulocanda spinola


Aggiornamento 13 agosto: abbiamo voluto provare il locale e non siamo rimasti soddisfatti perché per noi la cortesia è tanto importante quanto il cibo. Che non abbiamo assaggiato perché abbiamo deciso di alzarci e andarcene.
Questa la nostra recensione su TripAdvisor.
https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g187823-d3589629-r405052057-Locanda_Spinola-Genoa_Italian_Riviera_Liguria.html#

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3 thoughts on “l dehors davanti a Palazzo Spinola cancella il degrado e fa la differenza in vivibilità

  1. Ho avuto occasione di mangiare in questo ristorante e ne sono rimasto sodisfatto sia per il personale che per la qualità. Locali come questi nel centro storico ve ne sono parecchi, peccato il degrado umano che si trova intorno a molti.

  2. Peccato sia un ristorante che non ha saputo accogliere con un sorriso le scuse per un ritardo di ben 14 minuti su una prenotazione. Felice per la piazzetta, ma ne faremo a meno.

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