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Monaco si affida a Renzo Piano e pensa ad acquisire il porto di Ventimiglia

di Angela Valenti Durazzo

Il Principato cresce sul mare e getta l’ancora oltre confine. In attesa della realizzazione del nuovo quartiere eco-sostenibile (ed extra-lusso) dell’Anse Du Portier, firmato dal ligure Renzo Piano (con architetti, urbanisti e paesaggisti quali Alexandre Giraldi, Denis Valode e Michel Desvigne) che permetterà grazie ad un terrapieno di conquistare altri 6 ettari al mare e dello studio, affidato sempre all’architetto genovese, della ristrutturazione della passeggiata del Larvotto in modo da inserirla armoniosamente nel nuovo quartiere e nella città, cresce l’attesa da una parte e dall’altra del confine per l’acquisizione da parte di Monaco del Porto di Ventimiglia, approdo a sole 7 miglia marine e circa venti minuti di navigazione dal Principato.
L’accordo preliminare siglato prima dell’estate (e al vaglio dei servizi di governo) prevede infatti “l’acquisizione da parte della S.E.P.M., (Società di Gestione dei Porti di Monaco) di proprietà del Governo monegasco, del 100% delle quote della società ‘Cala del Forte Srl’ del gruppo imperiese ‘Cozzi Parodi’, titolare della concessione per la realizzazione di un approdo turistico in località ‘Gli Scoglietti’ nel Comune di Ventimiglia”. L’accordo prevede inoltre una concessione di 85 anni.
Il costo del progetto, “opportunità turistica ed imprenditoriale per Monaco e Ventimiglia”, si aggira intorno agli 80 milioni di euro e rappresenterebbe la possibilità per le oramai sature strutture portuali monegasche, il Port Hercule e quello di Fontvieille, di guadagnare a lavori ultimati oltre 170 nuovi posti barca, alcuni dei quali soprattutto destinati alle grandi imbarcazioni. Nonostante gli oltre 1000 attuali posti, infatti, vi sono liste d’attesa per approdare in ambedue i porti turistici monegaschi.
«Avevamo pensato di realizzare nel porto di Fontvieille un’altra diga protettiva con un aumento dei posti barca. Ma i costi sono alti, poiché la profondità è importante. Abbiamo dunque, a mio avviso, un interesse maggiore ad investire nella gestione di altri porti», aveva d’altronde spiegato già nel 2014 Aleco Keusseoglou, presidente delegato della S.E.P.M., nel corso della conferenza dell’Associazione degli Imprenditori Italiani a Monaco “il Porto e il suo avvenire”, ribadendo come il freno principale, anche in campo marittimo, resta quello dello spazio. «Se trovassimo un altro porto da 350 posti sarebbe pieno tutto l’anno» aveva infatti sottolineato scherzosamente il relatore della serata.
Anche l’evento nautico del “Monaco Yacht Show”, fissato quest’anno dal 28 settembre al 1 ottobre, necessita di nuovi spazi per accontentare la clientela vip.
I ventimigliesi, legati a Monaco economicamente e storicamente, anche per via delle migliaia di frontalieri che ogni giorno varcano il confine per recarsi a lavorare a Monte Carlo, hanno accolto l’annuncio positivamente. «Penso che la prospettiva del porto di Ventimiglia ai monegaschi non possa che portare benefici per la nostra città – spiega Roberto Lacchin, vice presidente del Frontalieri Autonomi Intemeli (FAI) – innanzitutto perché i ventimigliesi potranno finalmente vedere il loro porto finito. E poi perché si spera ci siano ricadute per la nostra città sia come manodopera che come benefici per il commercio».
Lo stesso Keusseoglou, insignito lo scorso 2 giugno durante la festa della repubblica italiana nel Principato di Monaco dell’onorificenza della “Stella d’Italia”, ha espresso l’augurio che tale operazione «possa rafforzare ancora di più i legami tra Monaco e l’Italia e che possa permettere al comune di Ventimiglia e al Principato di trarre tutti i benefici e vantaggi economici adeguati».
Sono stati molti, infatti, negli ultimi anni gli sforzi monegaschi per incrementare la capacità e l’efficenza portuale, a partire dall’edificazione della grande diga semi galleggiante, inaugurata nel 2003, lunga 352 metri che, essendo in grado di proteggere dalle onde, può accogliere più navi da crociera contemporaneamente, ridisegnando la fisionomia di questa amena baia naturale adagiata ai piedi della Rocca.
“Il nostro porto – ha spiegato d’altronde il ligure Gianbattista Borea D’Olmo, direttore generale della S.E.P.M. e discendente di una storica dinastia di Sanremo – si fonda su tre cardini: migliorare ed incentivare la cultura dell’accoglienza, creare procedure di sempre maggiore trasparenza nella gestione delle prenotazioni dei posti barca, e migliorare lo specchio acqueo sul versante della protezione dell’ambiente”.

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