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Disco Club: recensioni, consigli, classifiche e novità. La rubrica di un dischivendolo/28 luglio 2016

rubrica Discoclub

A CURA DI DIEGO CURCIO

MIROSLAV VITOUS – Music of Weather Report

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Quando Miroslav Vitous nel 1974 decide di abbandonare i Weather Report, dopo esserne stato uno dei fondatori tre anni prima insieme a Wayne Shorter e Joe Zawinul, lo fa a causa della scelta del tastierista austriaco di portare la musica del gruppo verso “a commercial way into a Black funk thing”. Non sorprende quindi che in questa rivisitazione il contrabbassista nato a Praga tenda a preservare lo spirito delle composizioni del gruppo maggiormente influente della scena jazz-rock, più che riproporne pedissequamente melodie e canzoni. Insieme a Gary Campbell e Roberto Bonisolo (Soprano e Tenore), Aydin Esen alle tastiere, Gerald Cleaver e Nasheet Waits alla batteria, Vitous opta per una rilettura contemporanea, astratta, a tratti rarefatta, a tratti ribollente, di alcuni tra i titoli più famosi dei Weather, anche posteriori alla sua dipartita. È il caso delle “Variations” su “Birdland”, celeberrimo brano di Zavinul tratto da “Heavy Weather” e di quelle su “Pinocchio” di Shorter, scritta originariamente per il quintetto di Davis nell’album del 1968 “Nefertiti” e ripresa dieci anni dopo in “Mr. Gone”. Insieme a tre nuovi blues scritti da Vitous, il disco comprende anche “Seventh Arrow”, “Scarlet Woman”, “Morning Lake” e “Acrobat’s Issues”, canzone suonata dai primi Report, ma mai incisa su disco. Se omaggio doveva essere, non poteva essere migliore. Danilo Di Termini


NEIL YOUNG – Earth

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Ennesimo disco dal vivo per l’instancabile Neil, presente sui palchi italiani proprio in questi giorni; in Earth, però, c’è una di quelle bizzarrie che caratterizzano le ultime uscite del canadese: invece del silenzio o degli applausi del pubblico, tra un brano e l’altro, e altrove, ci sono suoni naturali come api ronzanti, tuoni, uccellini (e uccellacci) assieme a molti altri rumori della natura e delle città. Per quanto riguarda la parte musicale, le canzoni provengono, un po’ a macchia di leopardo, dalla sterminata discografia di Young, con significative apparizioni , come Vampire Blues, Human Highway e After The Gold Rush tra i brani d’epoca e ben quattro brani, come ovvio, dal recente The Monsanto Years. La consueta “pièce de résistance” piena di energia e assoli se la guadagna questa volta una versione di ventotto (28!) minuti di Love and Only Love, dove The Promises of Real, la sua più recente e giovane backing band, non fa assolutamente rimpiangere gli scalpitanti Crazy Horse. Fausto Meirana

KEB’MO’ – That Hot Pink Blues Album

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“Quel disco di blues rosa bollente”: siamo abbastanza a digiuno di conoscenze sui doppi o tripli sensi nello slang americano, ma il senso si intuisce tutto, a leggere un titolo così. Quanto meno che ci troverete dentro dolcezze assortite e umorali, magnifiche lascivie in salsa afroamericana. Kevin Moore in art Keb’ Mo’ fa parte di quella generazione di bluesman sessantenni o giù o su di lì (Alvin Youngblood, Otis Taylor, Eric Bibb: quest’ultimo forse il suo specchio) che sono cresciuti con un mare di musica nelle orecchie, compresa tutta la fase ruggente del rhythm and blues e del classic rock. Oggi, secondo decennio degli anni Duemila, si va alla raccolta: ed ecco che, allora, il fluttuare come un’ape di fiore in fiore tra uno shuffle sornione e una scaltrita deriva soul, una ballad tormentone e un brano di rock blues come poteva affrontarlo Johnny Winter o Rory Gallagher non è certo un tabù. Anzi. Questo “live” è un esempio pressoché perfetto di come i veri bluesman siano, innanzitutto, e alla faccia della retorica dell’ “autenticità” grandi entertainer: gente che sa fare spettacolo senza svendersi.E senza svendere il blues. Si arriva in fondo a questo doppio live con la voglia di ripartire da capo. Non poco, di questi tempi. Guido Festinese

IL DIARIO

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Diario della settimana 22/27 luglio
Finalmente è finita, sì, da oggi e dopo 959 giorni nessuno mi verrà più a chiedere “Scusi, a che ora apre l’agenzia di viaggio?”. Il curatore del fallimento ha dato l’ordine di sgomberare tutto quello che era rimasto per anni chiuso nel negozio vicino al mio, computer, mobili, pubblicità, comprese le offerte sul vetro; negli ultimi tempi queste avevano attirato parecchi occhi e più di una volta ho sentito discorsi di questo genere, “Guarda che prezzi buoni hanno, dobbiamo tornare quando è aperta” oppure “Si portano già avanti, puoi prenotare per la settimana di Natale e per Capodanno (del 2010!)”.
Esco per prendere un cd dalla vetrina, davanti un cliente mi saluta e dice, “Cosa devo fare per entrare nel Diario?”, “Non so entra in una maniera eclatante”. In realtà entra in maniera normale, gira per un po’ e poi mi chiama per prendergli l’ultimo disco di Neil Young, a questo punto la sorpresa, indica un cd nel reparto italiano e “Non me lo sarei mai aspettato di trovarlo qui”, lo prendo, è un disco del 1998 dei Vetronero, non capisco e gli chiedo “Perché?”, “Sono io il responsabile”, giro il cd ed effettivamente l’autore è Giuliano P., “Ecco hai visto che ce l’hai fatta ad entrare nel Diario?”.
Una signora, un po’ avanti con gli anni, è scandalizzata perché “in tutta Genova non trovo un cd di tango – e prosegue – non c’è nemmeno più la Ricordi”, “E’ stata assorbita dalla Feltrinelli, è all’ultimo piano”, “Ah sì, la Feltrinelli, però è un peccato che la Ricordi non ci sia più”; va be’, lasciamo perdere, le mostro l’unico che ho “Sulle rive del tango”; “Non c’è quello che mi interessa, La Paloma”, perfetto, un cliente anni fa, mi ha ordinato sei cd intitolati “La Paloma”, contenenti 120 versioni diverse della canzone (in tutte le lingue, anche la versione italiana di Tony Astarita) e (probabilmente rinsavito) non è mai venuto a ritirali; ovviamente la signora rimane sbigottita e rifiuta l’offerta, “Vorrei anche spendere poco”. A questo punto interviene Massimo V., “Signora, se si scarica sul computer un programma apposito, può registrarsi gratis tutti i tanghi che vuole”, “Ma io non ci capisco niente”, Massimo si prodiga in spiegazioni, poi ci lascia e saluta la signora, che risponde con “Grazie signora”.
Esco per prendere un po’ d’aria, nel mentre passa un metallaro di quelli stanziali fine anni ’80, uno di quelli che hanno un po’ esagerato e le conseguenze si vedono, “Ciao Ale, come va?”, Eh, beeeeh (mi viene un dubbio, il sopranome in dialetto che si riferiva a un certo animale, sarà mica derivato da questo beeeeh?), non tanto bene”, “Cosa ti succede?”, “Ho perso il posto di lavoro”, “E cosa facevi?”, “Il giardiniere, beeeh niente di speciale, ero in una cooperativa con altri ragazzi che hanno avuto dei problemi”, lo devo guardare in maniera strana, perché si sente in dovere di aggiungere, “come me, però ci divertivamo”. Una domanda mi si impone, ma cosa coltivavano questi?
Non pensavo che sarebbe tornato, anche se aveva promesso di venire il 3 agosto a ritirare i cd messi da parte, ed invece ecco lo schizzato che mi piomba addosso, accompagnando un colpo nel fianco con “Uhei, come va? Te ne ho mandati di clienti, un giorno vengo e ti porto via tutto; i miei dischi sono arrivati?”, “Veramente erano già da parte, Sex Pistols e Jerry Lee Lewis”, “Sì, quelli, ma ce n’era un terzo, quale era? Non mi ricordo più, dunque, Sex Pistols, Jerry Lee Lewis e …porca miseria, il terzo, qual’era il terzo?”, per interromperlo devo urlare “PUBLIC ENEMY!”, “Ecco quello! S’intitola Black Power”, turna gliel’ho già detto il titolo giusto, ma mi sembra inutile ripeterlo, intanto rimarrà sempre convinto che sia quello. “Vengo il primo agosto a prenderli”, “Ma non dovevi venire il 3?”, “Sì, boh, è lo stesso, lo stipendio lo prendo l’uno; porca miseria un giorno ti faccio uno scherzetto, vengo qui e ti porto via tutto” e, rifilandomi un’altra gomitata nel fianco, se ne va.
“Ciao amico!”, entrata esuberante di un altro cliente su di giri, che prosegue, “Ehi, sai che assomigli al cantante dei R.E.M.?”, “Mi hanno dato del Peter Gabriel, Brian Eno, Anthony Hopkins, Raimondo Vianello, ma sei il primo che mi da del Michael Stipe”, “Sembri suo padre”, “Chissà, magari a suo padre assomiglio veramente”; “Senti cerco quella canzone divertente di Iggy Pop, a volte è molto famosa, a volte spesso la usano per i film, a volte si sente spesso alla radio”, “Di Iggy ho solo questi tre cd”, “No, non è in questi, ne hai altri?”, “No, ti ho detto che ho solo questi – e per liberarmene penso bene di appiopparlo a Lorenzo del reparto usato – prova qua dietro nell’altro negozio, magari ce l’hanno”. Va nell’altro negozio, ma dopo cinque minuti torna trionfante, “Di là ce l’hanno, posso vedere se c’è anche qui?”, “Scusa, ma hai guardato tu, ho guardato io e non c’è; poi, se l’hai trovato di là, perché non lo compri?”, mi guarda con aria di superiorità e andandosene mi lancia dietro, “Lo prenderò, quando me ne viene la voglia”.
Per concludere l’immediata demolizione della mia illusione d’inizio giornata: una signora si affaccia sulla porta e “Scusi, ma l’agenzia di viaggio ha chiuso?”.
Concludiamo con Nicola, l’unico fan vivente dell’Eurofestival, non se ne perde un’edizione e poi compra anche cd e dvd; oggi viene a ritirare il video, la stranezza è l’accoppiata: oltre a quello si porta via l’ultimo dei Sigur Ros e il best di … Raffaella Carrà!

LE PROSSIME USCITE

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Domani
TIM BURGESS – VINYL ADVENTURES FROM ISTANBUL TO S.F
KARMAKANIC – DOT
DAVID MCWILLIAMS – LORD OFFALY
XTC – ENGLISH SETTLEMENT
BJÖRK – VULNICURA STRINGS
EMERSON, LAKE & PALMER – PICTURES AT AN EXHIBITION Deluxe edition
EMERSON, LAKE & PALMER – SAME Deluxe edition
EMERSON, LAKE & PALMER – PICTURES AT AN EXHIBITION Deluxe edition

LA CLASSIFICA DELLA SETTIMANA

1 AFTERHOURS FOLFIRI O FOLFOX
2 RADIOHEAD A MOON SHAPED POOL
3 MICHAEL KIWANUKA LOVE AND HATE
4 NEIL YOUNG EARTH
5 JEFF BECK LOUD HAILER

 

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