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Carta d’esercizio per gli ambulanti, scadenza sposata al 12 ottobre

Carta d’esercizio, la scadenza fissata per il 12 agosto è stata spostata dalla Regione al 12 ottobre prossimo. Si tratta della regolamentazione che sostituisce, in Liguria, il Durc, documento unico di regolarità contributiva. A Genova sarebbero state solo 219 (su 780) le aziende in grado di produrla in tempo. Martedì scorso l’assessore comunale alle attività produttive aveva avvertito: <Esiste un pericolo per tutta la categoria – aveva detto – A Genova solo 264 imprese genovesi su 780 l’anno fatta, appena il 34%. Di queste, 219 hanno ricevuto parere positivo, 5 parere negativo mentre le restanti 41 sono in attesa di una risposta dell’Inps. Se tra una ventina di giorni la situazione sarà ancora questa, secondo la legge regionale il Comune dovrà revocare la concessione del suolo pubblico a chi non ha presentato la domanda ottenendo un esito positivo. Noi, in seno all’Anci, lo avevamo detto che eravamo contrari alla Carta d’esercizio e che sarebbe finita così>.
Ufficialmente per la difficoltà dell’Inps a verificare la documentazione, i termini sono stati spostati, ma la verità è che gli ambulanti in regola con le regole imposte sono una netta minoranza.
Consultate dalla Regione in merito all’ipotesi di prorogare i termini, Anva Confesercenti aveva risposto con una lettera che considerava favorevolmente l’ipotesi mentre Fiva Ascom si era detta contraria ad ogni proroga.
L’associazione autonoma Aval, concentrata per lo più a Genova e meno su tutto il territorio regionale, da tempo sostiene che bisogna aiutare i colleghi in difficoltà per la crisi, ma si è sempre detta contraria prima alle proroghe per il Durc. Per quanto riguarda la scadenza della carta d’esercizio, però, il presidente Mauro Lazio, alla luce della scarsità di domande presentate, aveva contattato la maggioranza in via informale per chiedere la proroga.
<Una proroga necessaria che dà ad almeno mille imprese, solo nella provincia di Genova, un periodo di due mesi per mettersi in regola dopo di che scatteranno sanzioni fino al sequestro di merce e mezzi – spiega l’assessore regionale al Commercio Edoardo Rixi – diamo una boccata d’ossigeno a queste piccole imprese familiari che, sebbene a fatica, si stanno impegnando per la messa in regola. Un provvedimento di buon senso che il movimento cinque stelle non ha votato rischiando di mandare sul lastrico intere famiglie>.

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