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Inchiesta ‘ndrangheta, il Cociv alza la voce e minaccia denunce alla Consob

Il Consorzio si scaglia contro i media e promette esposti

Una lettera inviata a tutti i giornali che hanno pubblicato ieri le notizie relative all’operazione “Alchimia”, con gli arresti di presunti ‘ndranghetisti anche liguri che, secondo gli inquirenti e la magistratura hanno avuto interessi nei subappalti del Terzo Valico. Così il Cociv (Consorzio collegamenti integrati veloci, il general contractor a cui è affidata la progettazione e la realizzazione della linea ferroviaria alta velocità e alta capacità della linea Milano-Genova Terzo Valico dei Giovi) minaccia denunce anche alla Consob: <Sarà fatto un esposto per verificare se, nella diffusione incontrollata ed enfatica delle notizie, ricorrano i presupposti per l’adozione dei provvedimenti tipici dell’Autorità, ivi compresi gli estremi delle ipotesi di reato previste dal Testo Unico sulla Finanza (quali l’art. 185 del decreto legislativo n. 58 del 1998)>. Cioè, il Cociv adombra sui media il sospetto di aver voluto rendersi responsabili di “manipolazione di mercato” a suo danno. Un’accusa gravissima.

A parte il fatto che nei nostri pezzi sull’inchiesta il Cociv non è nemmeno nominato (prima di inviare minacciose lettere a destra e a manca, i pezzi sarebbe opportuno leggerli), se il Consorzio aveva intenzione di spiegare ai cittadini cosa è, come lavora, quali sono le garanzie che offre e che è obbligato dalla legge (come tutte le imprese) a produrre per poter partecipare  alle gare d’appalto, come fa in una parte della missiva da noi ricevuta e inviata a molte testate, poteva scrivere una lettera di questo tenore e non un messaggio che ha tutta l’aria di voler intimorire preventivamente chi scrive. Per questo motivo, se il Cocociv ha intenzione di spiegare il proprio modus operandi attraverso GenovaQuotidiana, attendiamo una mail dal tenore decisamente diverso. Il nostro fine è quello di dare voce a tutti, ma ai modi ci teniamo, sia a quelli dei nostri lettori che commentano sui social, sia a quelli delle nostre “fonti”.
Non avendo scritto nulla in merito al Cociv non capiamo, comunque, in che modo potremo essere interessati e toccati dalle minacce di denuncia alla Consob del Consorzio.
Confermiamo la validità dell’informazione da noi ricevuta e diffusa e cioè che gli inquirenti ritengono di avere gli elementi necessari per provare che l’organizzazione ‘ndrangetista era riuscita a trarre profitto da alcuni subappalti relativi al Terzo Valico.
Il Consorzio <diffida chiunque dal pubblicare notizie false e scorrette, riservandosi di adire tutte le sedi per tutelare la propria reputazione>. Una diffida preventiva suona un po’ come una minaccia. Per quanto ci riguarda non c’è bisogno di alcuna diffida e quindi la rimandiamo al mittente permettendoci di commentare che i “modi” spesso sanno raccontare molto di chi li usa.

Monica Di Carlo

*Il Cocov ci fa sapere via mail di aver inviato la lettera a tutti coloro che hanno parlato e scritto dell’inchiesta e dice che <Quando si parla di terzo valico siamo coinvolti in qualità di General Contractor>. Non possiamo che rispondere che se la Direzione distrettuale antimafia presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria dice che, citiamo testualmente <Le investigazioni hanno accertato stabili collegamenti con le famiglie di origine da parte di esponenti dell’organizzazione mafiosa dimoranti in Liguria, attivi in settori strategici imprenditoriali quali l’edilizia ed il movimento terra anche attraverso l’acquisizione di sub-appalti per la realizzazione dell’infrastruttura ferroviaria del c.d. “Terzo Valico”> non saremo certo noi a omettere la notizia.

cociv terzo valico

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