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Doria, il marziano che preferisce il Ramadan

È ridisceso fra noi. Anzi no, è rimasto sull’astronave, ma ha dato ordine ad un suo messo di inviare un comunicato stampa. E poi… poi ha provato a stupirci palesandosi sulla sua pagina facebook, con una lunga perorazione si quasi 30 righe, esatta copia del comunicato stampa autografato. Ma non preoccupatevi per tanta solerzia, non è accaduto alcunché. Il sindaco Marco Doria si è solo deciso, ha soltanto deciso, di scendere in campo, con qualche giorno di ritardo, comunque, per prendere posizione su una polemica che poteva rischiare di travolgerlo. Ancora una volta sul problema della sicurezza. Non era bastata, infatti, la tardiva visita al Prefetto per informarsi sullo stato dell’arte per quanto riguarda le recrudescenze nel centro storico e in periferia. Il marchesino era riuscito a rimettersi nei guai, a quanto pare e secondo la voce del sindacato autonomo dei poliziotti, per qualche incauta dichiarazione sull’operato delle forze dell’ordine. In buona sostanza al termine della visita avrebbe spiegato che i lavoratori non si impegnerebbero abbastanza suscitando le obiezioni del Sap che dopo aver protestato ha replicato con un comunicato “Il sindaco non si offenda, ma vive al di fuori della realtà. Prima di dire certe cose, s’informi e vada a vedere sul campo che cosa fa la polizia e quanti siamo. Lo sa quanti uffici sono chiusi perché gli agenti sono per strada? Il sindaco è mai stato a Principe, alla Fiumara, in un commissariato o in altri punti sensibili della città con le pattuglie antiterrorismo o con i colleghi che di notte fanno controlli ed interventi a rischio della loro incolumità personale? Noi non lo abbiamo mai visto”. E il segretario del Sap di Genova Giacomo Gragnano ha rincarato la dose “In quattro anni di governo della città il sindaco Doria non ci ha mai incontrati. Se vuole conoscere le cose veramente, ci convochi e noi saremo lieti di accompagnarlo sul campo, spiegandogli ciò che avviene nella realtà e come funziona. Senza nessuna polemica”.
Insomma il “senza nessuna polemica” è rimasto solamente un buon proposito perché sulla vicenda si è lanciato immediatamente il vicepresidente del consiglio comunale ed esponente di Fratelli d’Italia Stefano Balleari che da tempo batte sul sicurezza delle periferie e del centro storico. Balleari, da tempo in campagna elettorale, ha subito approfittato dell’occasione “Chi lo avrebbe mai detto? Le nostre forze dell’ordine che scrivono a “Chi l’ha visto” per aver notizie del Sindaco di Genova, ma anche, direi, della giunta ‪#‎PDoria‬. Quando accusi le forze dell’ordine perennemente sotto organico, mal equipaggiati, mal pagati e spesso mal considerati, quando punti il dito verso di loro e dici che “non s’impegnano a sufficienza per fare il loro dovere” devi avere dei seri problemi con la comprensione della complessa realtà dei fatti. Questi uomini, questi professionisti si impegnano ogni giorno al limite delle loro possibilità sopperendo, spesso, alle carenze, con lo spirito di servizio e la loro volontà. Attaccarli in questa maniera non solo è pretestuoso, ma indica una volontà politica di non riconoscere la sicurezza dei genovesi come obiettivo primario dell’amministrazione.Le forze dell’ordine si sostengono senza se e senza ma. Io sto dalla parte di chi ha scelto come mestiere di proteggerci alle volte anche a rischio della propria incolumità”. E Balleari ha postato il tutto sulla sua pagina fb con tanto di manifesto in cui un sorpreso Doria si rivolge alle forze dell’ordine rispondendo “Carissime forze dell’ordine se ci ho detto che vengo a visitarvi vuol dire che vengo. Non chiedetemelo ogni 4 anni”. La notizia è circolata per diversi giorni in rete sino a che il sindaco, martedì sera a tarda ora,,ha deciso di rispondere facendo comparire sulla sua pagina Facebook quello che poi sarà il testo del comunicato ufficiale diffuso mercoledì dal suo ufficio stampa. “No a falsità e calunnie. Per la legalità con i lavoratori delle forze dell’ordine. Devo smentire con fermezza affermazioni false e calunniose che circolano, che mi attribuiscono frasi da me mai pronunciate di critica ai lavoratori delle forze dell’ordine. Nei giorni scorsi, in diverse occasioni e in prefettura, ho avuto modo di rappresentare la situazione critica che si vive in alcune aree del centro storico in particolare per la recrudescenza di fenomeni legati allo spaccio di droga e agli scontri tra bande per il controllo di questo traffico. Mi sono fatto interprete del malessere di tanti cittadini del centro storico. Questa situazione deve essere affrontata con un rinnovato e rimodulato impegno delle forze dell’ordine che devono essere messe nella condizione di poter operare con efficacia. Sembrerebbe che il Sap di Genova, senza preoccuparsi di conoscere il mio pensiero, abbia diffuso un comunicato falso e offensivo nei miei confronti. So bene quanto siano difficili le condizioni in cui operano i lavoratori della polizia, dell’arma dei carabinieri e della guardia di finanza. Spiace vedere che, per una volgare strumentalizzazione politica, il Sap diffonda falsità. So che purtroppo di fronte alla calunnia la smentita, magari fatta passare sotto silenzio, potrebbe non bastare. Questo non mi impedirà di continuare a denunciare le situazioni di disagio vissute dai cittadini, di impegnarmi nel fare rispettare la legalità in modo efficace e senza inutili crociate parolaie, di costruire in tutti i modi la migliore collaborazione con i lavoratori delle forze dell’ordine per difendere gli interessi pubblici. Marco Doria”.
Sarebbe probabilmente bastato un contatto con gli esponenti del Sap e la richiesta, attraverso il prefetto di poter incontrare anche i rappresentanti delle forze di polizia. Forse ci si attendeva questo, oltre al l’ufficialità della visita al Prefetto, da parte di un sindaco, e per di più di sinistra. Doria ancora una volta ha scelto la strada peggiore quella dell’ufficialità, senza supportarla con una azione adeguata sul territorio. Cosa che poi ha richiesto il sindacato, e poco importa se è quello autonomo a protestare. Ci sarebbe da chiedersi a questo punto chi consigli il nostro primo cittadino, sempre in ritardo e con il fiatone sugli argomenti che coinvolgono i suoi sudditi. Anche perche’ questo comunicato non dissipa assolutamente i dubbi, visto che parla di “un rinnovato e rimodulato impegno delle forze dell’ordine”. Forse sarebbe bastato chiedere un incontro anche con i sindacati in modo da poter conoscere le due facce della medaglia, se non già allora, subito dopo l’incontro con il prefetto almeno adesso, a polemica innescata. Ma a quanto sembra lui ha difficoltà a scendere dall’astronave. E delega, riuscendo ad innescare polemiche sulle polemiche, perché poi, magari rivela un presenzialismo inaspettato per la chiusura del Ramadan. E, si badi bene, nessuno parla di una scelta sbagliata, anche il giorno dopo dell’ennesima strage islamista, eppero’, rinunciando al dialogo con le forze di polizia e limitandosi ad una secca quanto tardiva smentita, una parte dei suoi concittadini ha l’irritante sensazione di parzialità. Come dire che per molti genovesi Doria non è il sindaco di tutti. Troppo attento come è a non scontentare quella parte che lo ha eletto e che, a quanto pare assegna diritto di cittadinanza appunto ai fedeli dell’Islam ma non ai lavoratori delle forze di polizia. Una dimenticanza che crea a priori un’urticante sensazione di discriminazione. A cui, probabilmente, Doria, intento nella contemplazione del suo sussiego, dirà di non aver pensato. Nel prossimo comunicato stampa.

Il Max Turbatore

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