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Disco Club: recensioni, consigli, classifiche e novità. La rubrica di un dischivendolo/7 luglio 2016

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A CURA DI DIEGO CURCIO

SHAWN COLVIN & STEVE EARLE – Colvin&Earl

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Protagonisti: Shawn Colvin, cantautrice americana di indubbia sensibilità artistica unita a oscure inquietudini esistenziali e Steve Earl, di cui molto apprezziamo il talento, la determinazione e l’indomito coraggio di ex “angry young man”. Dalla loro collaborazione nasce un album dalla solida impostazione country-rock che alterna interessanti cover e alcuni ottimi brani originali. I due artisti vantano splendide voci in perfetto equilibrio tra passionalità e malinconia, a tutto vantaggio di brani come Tell Moses, Come What May e la bluesy Tobacco Road di John Loudermilk. Vale la pena di soffermarsi anche sulla splendida ballata di Emmilou Harris Raise the Dead e sul classico firmato Jagger Richard per cogliere la varietà degli spunti e il rigore stilistico dei due artisti, accentuato dalla produzioe di Buddy Miller. Chi si concederà l’edizione Deluxe avrà modo di ascoltare anche una cover dei Beatles, Baby’s in Black. Shawn Colvin e Steve Earl hanno avviato una collaborazione destinata a proseguire nel tempo? Visti i risultati, c’è da sperare che quest’album non resti un episodio isolato. Ida Tiberio

MORGENGRUSS – Same

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I Morgengruss – nome che i conoscitori dei Popol Vuh subito identificheranno – sono il progetto in chiave solista di Marco Paddeu (Demetra Sine Die e Sepvlcrvm). Questo primo capitolo, che esce per la volitiva e sempre ottima Taxi Driver di Genova, è un gioiello luminescente in sette tracce, con riverberi che paiono provenire dal profondo del cosmo e un intimismo lirico di rara intensità. Forza evocativa e suggestione spaziale sono le parole d’ordine del folk-drone di Morgengruss, un progetto coltissimo (tra le fonti di ispirazione, anche la poesia di William Butler Yeats). Escursioni floydiane prima maniera, fiati vagamente magmiani, arpeggi acustici e post-sludge di ascendenza Neurosis si candidano ad essere punti di riferimento per orientarsi nella galassia Morgengruss, dove atmosfera, suono e ricerca melodica – la prestazione vocale di Marco è sentitissima, sofferta – declinano trame senza tempo, che affondano le loro radici nell’ancestralità di certo kraut rock, per rileggerne schemi e retaggio in modo assolutamente libero, senza alcun vincolo di sorta, nella costante tensione verso la pura espressione timbrica: coinvolgente, sontuosa e tuttavia quotidiana. Fondamentale al riguardo l’uso fatto – sempre da Paddeu, coadiuvato da amici ed ospiti – del sintetizzatore Korg MS20. Pure l’artwork – fantascientifico ed esoterico, insieme – è stupendo, così come il corredo fotografico. Davide Arecco

SCHNELLERTOLLERMEIER – X

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E’ terra incognita e, spesso, desolata, quella attraversata dagli svizzeri Schnellertollermeier. Per farlo armatevi di tempo e pazienza, non esattamente due caratteristiche fondanti, al momento. Però sarete ripagati da un palpitante mondo sonoro che offre sì inside e minacce ad ogni svolta, ma anche begli azzardi sonori ai bordi del rock più estremo che sia dato concepire. Loro sono tre, chitarra basso e batteria, non usano la voce, e il prodotto del power trio elettrico è quanto di più distante si possa concepire dal classico rock rinforzato di blues tipico delle formazioni a triangolo. Siamo invece dalle parti dei King Crimson più deliranti e atonali, in regioni che potrebbero appartenere al pianeta kobaiano dei Magma, ed anche, di quando in quando, in progressioni math rock che potrebbero rammentare certe cose dei Battles prima maniera. A volte è davvero difficile credere che i suoni alieni arrivino tutti da una chitarra, ma tant’è. Si parte con un brano monster da venti minuti, quello che intitola, e sembra un viaggio in una terra mutante, ad ogni sguardo, si prosegue con misteriose, assortite durezze e delicatezze che lasciano davvero attoniti. E affascinati. Avant jazz, ambient drone o punk all’assalto? Tutti e tre. Guido Festinese

IL DIARIO

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Diario del 30 giugno 2014
Su una cosa non ci sono dubbi (non è che ne avessi molti nemmeno prima di oggi), l’età media della clientela continua ad alzarsi e, con questa, la loro smemoratezza e disattenzione. Ormai potremmo aprire un ufficio “oggetti smarriti”. Ha incominciato qualche tempo fa un ciclista che ha lasciato in negozio un paio di occhiali da sole aerodinamici. Poi altri occhiali, questi da presbite, nuovi con ancora sopra l’adesivo +2, li ha tirati fuori per leggere i misteriosi titoli stampati sul retro di un cd e li ha lasciati sul banco (forse perché, essendosi tolto gli occhiali, non li ha più visti). Il primato però spetta a un mega distratto. L’episodio risale a sabato scorso, ma ho aspettato a parlarne, convinto che “Nuvoletta” sarebbe tornato. Invece no, non si è più visto. Quel giorno, per digitare il codice sul pos, ha posato un mazzo di chiavi degno di San Pietro sul banco. Questo, più o meno, alle 17:00, alle 18:30 mi accorgo della dimenticanza, “Speriamo che torni prima della chiusura”. Invece non si vede; allora, guardiamo: chiavi di una Golf, come ha fatto a riprendere la macchina? Sarà andato a prendere quelle di riserva a casa, ma le chiavi di casa le ho io; ammettiamo che trovi qualcuno di famiglia e recuperi le riserve, torna prende la Golf e la deve posteggiare per strada, le chiavi del garage le ho io; per riprendersi della cattiva giornata, va in cantina a prendere una bottiglia, ma le chiavi della cantina le ho io; oggi, uscendo vede che c’è posta, ma le chiavi della buca le ho io. Finalmente in ufficio, è il momento di un caffè distensivo, ma la chiave elettronica per la macchinetta ce l’ho io. Distratto, ma anche smemorato, possibile che non sia stato in grado di ripercorrere a ritroso il percorso fino al negozio?

p.s. Oggi, 5 luglio 2016, la storia si ripete, questa volta alle chiavi di casa si aggiunge un casco.

LE PROSSIME USCITE

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Domani
THE AVALANCHES – WILDFLOWER
ROISIN MURPHY – TAKE HER UP TO MONTO
APHEX TWIN – CHEETAH EP.
CAR SEAT HEADREST – TEENS OF DENIAL
SARA WATKINS – YOUNG IN ALL THE WRONG WAYS
ROBERT ELLIS – ROBERT ELLIS
BROKEN BONES – BROKEN BONES
RADIO MOSCOW – LIVE IN CALIFORNIA
WOODKID & NILS FRAHM – ELLIS
CIRCA – VALLEY OF THE WINDMILL
CRAZY LIXX – SOUND OF THE LIVE MINORITY
Q5 – NEW WORLD ORDER
TRICK OR TREAT – RABBITS’ HILL VOL.2
JULIE RUIN – HIT RESET
RIDE – CARNIVAL OF LIGHT-GOING BLANK AGAIN-NOWHERE-SMILE-TARANTULA (ristampe)
ANGELIC UPSTARTS – POWER OF THE PRESS
CHAOTIC DISCHORD – FUCK RELEGION, FUCK POLITICS
CHELSEA – RIGHT TO WORK – THE SINGLES
MAJOR ACCIDENT – PNEUMATIC PNEUROSIS
JOE JACKSON – LIVE AT ROCKPALAST
CHILLS – KALEIDOSCOPE WORLD
TANGENT – STATELESS
BIFFY CLYRO – ELLIPSIS
CIBO MATTO – STEREO TYPE A

LA CLASSIFICA DELLA SETTIMANA
1 RADIOHEAD – A MOON SHAPED POOL
2 AFTERHOURS – FOLFIRI O FOLFOX
3 RED HOT CHILI PEPPER – THE GETAWAY
4 CLAPTON ERIC AND GUEST CROSSROADS – REVISITED SELECTION
5 VINICIO CAPOSSELA – CANZONI DELLA CUPA
6 ANOHNI – HOPELESSNESS
7 BUGG JAKE – ON MY ONE
8 BLINK-182 – CALIFORNIA
9 NEIL YOUNG & PROMISE OF THE REAL EARTH
10 GIOVANNI FERRETTI – LITANIA

 

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