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FraTullo d’Italia

Devo delle pubbliche scuse al governatore della Liguria Giovanni Toti. Qualche giorno fa lo avevo sbertucciato per un pronostico calcistico che aveva reso ai microfoni di “Un giorno da Pecora”. Gio’, con sicurezza, di fronte all’incalzare delle domande dell’intervistatore, aveva messo lì un ottimistico 2-1 a favore degli azzurri, impegnati nel campionato europeo in un confronto da brivido per passare ai quarti di finale, con la plurititolata Spagna-tichi-taca. Occorre poi che ammetta, a peggiorare la mia situazione, che, sul momento, avevo io stesso provveduto agli scongiuri del caso, toccando ferro e accluse parti intime. Eppero, il nostro governatore, ancorché abbastanza digiuno di calcio, aveva ragione. L’Italia di Conte, oltre le sue più ottimistiche previsioni, ha regolato le furie rosse con un secco 2-0. Per la verità patendo più di quanto dica il punteggio. Quasi che il famoso fattore C, attribuito al suo comandante Silvio Berlusconi, come un incredibile fiuto politico-calcistico, alla fine sia stato passato da regnante a improbabile delfino. Potere delle frequentazioni.
Ma non è di questo che intendo parlare, almeno non solamente di questo, in una giornata, quella di ieri, che ha visto rivaleggiare, in materia di post sulle pagine social, il ricordo commosso per Carlo Pedersoli, nuotatore olimpionico della nazionale italiana, trasformatosi, poi per la gioia di grandi e piccini, nel Bud Spencer, gigante buono dal formidabile sganassone, e i commenti prima .sofferti e via via sempre più tronfi per la vittoria degli azzurri sulla Spagna. Quasi che, dipartendo, il buon Carlo avesse, con sguardo amico, voluto trasferire sugli azzurri impegnati a Saint Denis, allo strade de France, un po’ di quella sua carica vitale che ce lo ha fatto apprezzare nei suoi film.
Alla fine pochi si sono dimenticati del popolare Carlo, molti di più sono stati quelli che hanno snobbato, probabilmente volontariamente, l’impresa azzurra. E molti di più fra gli esponenti pentestellati, dem e sinistra. Ma anche i leghisti hanno fatto finta di niente, quasi che gli azzurri per loro continuassero ad essere una palese contraddizione rispetto alle mire secessionistiche, che, a dire il vero, da qualche tempo, credevamo finite in soffitta.
Una vittoria, oltretutto, strameritata, quella di Conte e soci, conquistata e voluta quanto insperata. Con una partita perfetta per la quale gli stessi spagnoli ci hanno fatto i complimenti. Caterina Venchi, genovese in vacanza, posta la prima pagina de “La Marca” in cui si ammette la superiorità degli azzurri, e commenta “Viva la sincerità'”. Un amico gli affida un altro commento “Onore alla Spagna senza tutto quel casino che ha fatto l’Inghilterra”. Con battuta, piuttosto scontata, sulla Brexit. Anche se in effetti, poco più tardi, il cattivo presagio a livello di Ue si trasformerà in una realtà da incubo per la squadra di Hodgson, regolata dalla cenerentola Islanda.
Eppero’, dicevamo dell’impresa azzurra, snobbata più dalla sinistra che dalla destra. Oltretutto anche da alcuni tifosi di chiara fede bianconera come i due consiglieri regionali dem Luca Garibaldi e Juri Michelucci, che pensavo non restassero indifferenti alle imprese del trio difensivo BBC (Barzagli, Bonucci e Chiellini), coadiuvati da San Gigi Buffon. Eppure niente, nemmeno un misero cinguettio. Snobbata la muraglia juventina, come il folletto Giaccherini o l’ex sampdoriano Eder, autore della punizione poi trasformata nel primo gol da Chiellini. Azzurri dimenticati anche dai pentastellati, nonostante la Juve in fatto di stelle sulla maglia possa dire la sua. Unica eccezione Andrea Melis che al gol della sicurezza di Pelle’, in pieno recupero, si lascia andare a un “E vaiiii Pelle'”. Subito rimbrottato da un amico che protesta “Buu Buu…. Basta con sto calcio”. E a quel tale, e chi come lui, avesse l’idea del calcio come droga delle masse, comunque vorrei ricordare l’amore per questo sport di un intellettuale di sinistra come Pier Paolo Pasolini. Pasolini aveva confidato durante un’ intervista a Biagi ” Se non avessi fatto lo scrittore e il regista avrei voluto fare il calciatore” per poi esaltare il gol come essenza dello sport pedatorio “Il capocannoniere di un campionato e’ sempre il miglior poeta dell’anno”. Parole, d’accordo, che magari potrebbero contribuire a riappacificare i nostri distratti politici che rifiutano a priori il patriottismo di una partita di calcio della nazionale azzurra. E passi per lo snobismo filosofico del professor Simone Regazzoni, che, in occasione di Italia-Belgio, il primo incontro degli azzurri sul suolo francese, esaltava i vantaggi delle autostrade deserte- perché la maggioranza degli italiani era inchiodata davanti al televisore – ma l’atteggiamento di altri uomini della sinistra e’ davvero incomprensibile se non addirittura distorto. Prendiamo, per esempio, il parlamentare genoano, sempre esponente del Pd, Mario Tullo, che già il giorno prima della gara fra azzurri e rossi di Spagna si lascia andare ad una confidenza imbarazzante. “Lo so che sono un provinciale, ma la mancata convocazione di Pavoletti, la “simpatia” di Conte, non mi hanno fatto entrare in clima europeo. Ma se battiamo la Spagna c’è la Germania, sono fregato, mi tocca tifare convintamente”. Poi posta la targa dell stadio Azteca dove, il 17 giugno di 46 anni fa, ci fu l’impresa del 4-3 sulla Germania, con tanto di supplementari e gol di Boninsegna, Burgnich, Riva e Rivera. Detto fatto sabato affrontiamo proprio la Germania, ma la cosa non suscita, nel nostro fazioso parlamentare, la voglia di un post successivo. Anzi no. Un post ci sarebbe, ma si limita ad un “go home please” rivolto agli inglesi, sconfitti due ore dopo dalla Islanda. Un messaggio preceduto, prima dell’inizio della gara, da un ironico post in pieno clima Brexit “Ma non erano usciti dall’Europa? Forza Islanda”. Insomma, se per il calcio si riesce ad essere così faziosi pensate che cosa potrà succedere quando le correnti Pd, cercheranno di trovare una unità in vista delle prossime amministrative genovesi, o addirittura nel prossimo congresso..
Assente nel coro asfittico di lunedì anche il nostro sindaco Marco Doria. Ma si sa il calcio non è sport che possa destare grandi passioni fra i detentori di un lignaggio nobiliare.
Assente, sull’altro fronte, anche il patriottico e più casereccio Angelo Vaccarezza che, in molte occasioni, si è sdoppiato fra adunate Alpine e celebrazioni di feste dell’Arma, ma che, evidentemente non stravede per gli azzurri. Evidentemente il calcio non fa per lui. Dispersa, in questa occasione il ministro della difesa Roberta Pinotti, tifosa blucerchiata che, al contrario, dopo le prime due vittorie azzurre aveva esternato la sua soddisfazione. E lo aveva fatto soprattutto con gli svedesi, visto che la rete della vittoria era stata siglata dal Sampdoriano Eder.
Contraddittorio, comunque il comportamento del gentil sesso. Faccio riferimento alla parlamentare dem Mara Carocci. Posta un’immagine con i turisti che danno la schiena al Pantheon perché intenti a guardare la partita degli azzurri e fa notare quasi stupita per l’irriverenza “Turisti a Roma, alle spalle il Pantheon, di fronte la partita”. Tanto che un anonimo, lapalissianamente, fa notare “Il Pantheon c’è’ sempre, la nazionale no”. E, comunque sia, l’obiezione infastidita dell’anonimo la dice lunga sul senso di sussiego che certi nostri sinceri democratici, stemperano nei confronti dei vizi delle povere masse.
E poi, in completa controtendenza, ancorché donne, l’europarlamentare Renata Briano e la simpatizzante dem Manuela Arata. La Briano posta il filmato dell’esultanza, davanti al televisore, al primo gol degli azzurri e spiega “L’ho ripreso con il commento belga, evviva, siamo ancora in Europa”. Poi mette il post scriptum: “Della Brexit vi dico dopo”.
Già, perché in questi Europei, gli incontri si sono intersecati con il referendum che ha portato l’Inghilterra fuori dalla Ue. Pierluigi Vinai, segretario generale dell’Anci, altro juventino doc, si limita ad un messaggio in tema, confondendo i piani “Nuovo disco dell’estate, tutti a ballare alla faccia della perfida Albione”. Poi inserisce un articolo che tratta il rifiuto del divino Cristiano Ronaldo. Il pallon d’oro, di fronte alle preghiere reiterate del capitano islandese, tal Aroon Gunnarson, che gli chiedeva la maglia ha replicato “Tu chi sei?”. Così i compagni di squadra si Gunnarson la maglia gliela hanno comperata con una colletta. Cose, ma questa è una mia illazione, che nemmeno la FIOM nei confronti di Toti. Visto che alla fin fine la felpa richiesta con tanto di scritta FIOM, costo 30 euro, gli e’ stata regalata. Povero.
E poi, dicevo, c’è la Arata che inserisce una immagine della formazione spagnola su cui campeggia una scritta gigante riferita ai risultati delle elezioni spagnole “Podevamos”, come dire avremmo potuto… ma il vostro europeo termina li’. Per colpa… o merito degli azzurri.
Gli altri, i maschietti, che pure qualche partita di calcio l’avranno pur vista, se non addirittura giocata, dal guardasigilli Andrea Orlando, ai parlamentari Lorenzo Basso e Stefano Quaranta, sino ai consiglieri regionali Gianni Pastorino, Luigi De Vincenzi, Pippo Rossetti, Giovanni Lunardon. Non pervenuti. Nel senso che, probabilmente, non li scuote nemmeno più il campionato Europeo.
Diversa la predisposizione pallonata di parecchi esponenti del centro destra, probabilmente più avvezzi a utilizzare qualsiasi emozione o suggestione di massa strumentalmente.
Maestro il governatore Giovanni Toti, aduso a servirsi di qualsiasi singhiozzo in qualunque trasmissione televisiva e radiofonica di alto o basso rango. Due i suoi messaggi. Il secondo più stringato “Capolavoro azzurro, grandi ragazzi. Forza Italia”. E poi inserisce l’immagine della TV che trasmette la festa finale dei giocatori italiani e spiega “Tanto entusiasmo e grandi emozioni anche oggi nella sala trasparenza di Regione Liguria che abbiamo aperto alla città per seguire i nostri campioni che ci stanno riempiendo di orgoglio e di soddisfazione. forza azzurri. avanti cosi”. Praticamente fotocopia il post del suo assessore Ilaria Cavo “Che bello veder vincere gli azzurri nella dalla trasparenza della Regione. Forza Azzurri”. Mentre gli altri assessori Marco Scajola e Gianni Berrino mirano al sodo “Grazie Italia e forza Azzurri” il primo e “Meravigliosa Italia. Andiamo Avanti”, il messaggio del secondo. È appena il caso di precisare, alla luce delle passate polemiche, che la sala trasparenza dove è stata data la possibilità di assistere alla gara degli azzurri, e’ quel che resta dell’idea del maxishermo a De Ferrari contrastata e fatta abortire ad opera del nostro sindaco Marco Doria, che gli azzurri e la passione per il calcio non sa nemmeno che cosa siano.
Vale la pena di ricordare ancora due ex politici di centro destra. Michele Scandroglio ex parlamentare di Forza Italia, pur con in cuore diviso fra Real Madrid e Entella retwitta un messaggio di Simona Vicari ” Questa è l’Italia che amo, cuore e testa oltre l’ostacolo è così la sorpresa è un ciaone alla Spagna”. E poi c’è il senatore Giorgio Bornacin, altro tifoso juventino. Quattro post con altrettante foto del trio BBC, di San Gigi Buffon santosubito, di due bambini in fasce uno con la bandiera dell’Italia sulla vestina che guarda l’altro, con la bandiera della Spagna, in lacrime. Sotto il risultato Italia-Spagna 2-0. L’ultimo post è dedicato a un Conte con le mani fra i capelli. Il commento dice “Il momento in cui ti ricordi che al Chelsea non avrai Chiellini, Bonucci e Barzagli”.
E poi ultimi, in tutti i sensi, seppur a pari merito, inserisco il consigliere comunale della sinistra Antonio Bruno in compagnia del comunicatore del Pd Alberto Villa. Bruno si lancia in un esame del controverso risultato elettorale di Podemos. come se per lui la Spagna calcistica non esistesse. Villa fa anche di più. Perché posta una intervista a Gigi Buffon “santosubito” pubblicato sull’Unita, in cui il numero uno azzurro approfitta della beatificazione per parlare del prossimo referendum costituzionale. E poi ci vengono a dire che la sinistra in Italia e’ cosi cambiata. E, comunque, sabato c’è Italia-Germania. E, contro il Mein Kampf, c’è’ da giurarlo, anche la sinistra riuscirà a ritrovare la coesione perduta, come promesso da fraTullo d’Italia. O no?

Il Max Turbatore

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