Italiani dopati
Ha la barba da rivoluzionario e l’espressione seria. E un cognome importante, quello dell’eroe dei due mondi. Però Luca Garibaldi, consigliere regionale dem, ha il dono dell’ironia, anche quando il momento da lunghi coltelli del suo partito, con Cuperlo che aggredisce verbalmente il ministro Franceschini, suggerirebbe, forse, maggiore cautela. Ma lui è fatto così e sceglie di stemperare. Il tema è lo stesso per il quale lo avevamo segnalato, meno di una settimana fa, quando con un altro post ci aveva fatto sorridere. Rappresentava l’ansia da prestazione del fronte del sì
Con le improbabili intercettazioni telefoniche:
A) Comunque sei mesi così sul referendum non li reggiamo mica.
B) Vabbe’ c’è l’Europeo e le Olimpiadi.
C) Con il calciomercato scavalli pure agosto.
L’ideale seguitoè il messaggio di Sergio Lanteri che Garibaldi condivide sulla sua bacheca “È appena scattato il momento in cui siamo passati ad essere tutti costituzionalisti a quello in cui siamo tutti C.t.. Si passa da Zagrebelsky a Zeman” . E si badi bene mister Zeman, non Antonio Conte, il vero ct degli azzurri. Già Zednek Zeman, quello che denunciò il doping nel mondo del calcio. Perché alla fine uno dei mali del nostro paese e dei suoi abitanti e’ la tuttologia, una sorta di doping collettivo, motivo per cui, a seconda delle circostanze, ci ritroviamo tutti, in vista degli avvenimenti incombenti, ad essere esperti di moto Gp o di automobilismo, critici teatrali, letterari o cinematografici, commentatori politici e giornalisti. E naturalmente commissari tecnici. Con buona pace dei tre intercettati. E, probabilmente, del premier Renzi.
Morale sul doping: la società di massa non vuole cultura ma intrattenimento



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.