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Toti vs Paita, chi la fa l’aspetti

paita toti max

Non si amano nemmeno un po’. E neppure si rispettano. Anzi, addirittura si detestano. Cordialmente. Ma neanche troppo. Un comportamento tra il leader del centro destra Giovanni Toti e la pasionaria del centro sinistra e capogruppo dem Raffaella Paita, che rasenta l’ossessione. Uno si bea del vento che è cambiato esternando, esagerando nelle comparsate e nel taglio dei nastri. E l’altra lo sputtana. L’antagonista, caparbia, puntualizza puntigliosa sulle presunte nefandezze della giunta di centro destra e l’avversario la prende in castagna. Un nuovo capitolo dell’eterno duello tra il plantigrado Toti da Ameglia e la Sora Lella da La Spezia. In una disfida perenne che infiamma il ponente Ligure e l’intera regione, per la quale ci saranno, c’è da giurarlo, altre gaffe, nuove reprimende, ancora cadute di stile e rimbrotti.
Avevamo lasciato la malmostosa Paita che dopo aver redarguito il governatore con tanto di cappello da capostazione, per essersi appropriato della riesumazione della signora in rosso, ovvero del trenino di Casella, aveva assestato un secondo colpo per l’azzeramento dei fondi  per il premio della Spezia Exodus e agli istituti storici della Resistenza. Insomma, dopo aver ricordato a Toti che era stata la giunta Burlando, di cui la Paita faceva parte come assessore, ad aver stanziato circa 6 milioni e 600 mila euro per rimettere in funzione il trenino e il percorso ferrato. Dopo avergli contestato che qualche giorno fa, nel corso della cerimonia di inaugurazione, Toti aveva avuto l’impudenza di scordarsene e di non farne cenno, l’esponente del Pd lo ha attaccato anche per la micragnosita’ nei confronti della sua città. Stringato il tweet, proprio nel giorno in cui il suo ministro Maria Elena Boschi polemizzava con l’Anpi, l’associazione nazionale partigiani, colpevole di essersi messa di traverso sulla riforma della costituzione, distinguendo fa partigiani veri e finti “Giunta Toti taglia i finanziamenti a premio Exodus. Segnale grave, non possiamo accettarlo”. A testimonianza delle sue perplessità la Paita allegava al post un articolo di “La Repubblica” che confermava i suoi timori per il premio che dovrebbe essere conferito al presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano e per il finanziamento alle,attività degli istituti storici della resistenza.
Eppero’ la reazione del persecutore-perseguitato non si è fatta attendere. Nella stessa mattinata di ieri, prima dell’inizio della seduta fiume del consiglio regionale, il governatore rispondeva per le rime “Prima di attaccare e magari anche prima di scrivere meglio informarsi”. Comunque una smentita a metà, perché il presidente della giunta regionale accludeva al tweet di risposta la lettera del presidente dell’istituto ligure per la storia della resistenza e dell’età contemporanea, ed ex presidente del consiglio regionale Mino Ronzitti. Un comunista che democristianamente faceva notare come l’atteggiamento della giunta nei confronti delle attività della sua associazione fosse stato particolarmente collaborativo “Ho recentemente incontrato il presidente della giunta della Regione Liguria Giovanni Toti e successivamente l’assessore Ilaria Cavo. Entrambi mi hanno confermato il contributo ordinario che la Regione conferisce alla rete degli istituti sulla base di un protocollo di intesa che affida a questi ultimi una importante attività di ricerca storiografica e di promozione di corsi e seminari didattici a favore degli studenti universitari e delle scuole medie. In questi recenti incontri si è stabilito altresì di intensificare il rapporto di collaborazione fra Regione e ILSREC che avrà come primo appuntamento l’organizzazione di molteplici momenti di riflessione sulla figura di Sandro Pertini, in occasione del centoventesimo anno della sua nascita”. Poi Ronzitti, pur con garbo, non perde l’occasione per la zampata alla sua ex compagna di partito “Questo è quanto devo precisare, augurandomi che sulla Resistenza non vi siano polemiche di parte, poiché e’ e deve restare un comune patrimonio ideale e democratico. Con questo spirito voglio intendere che vi è un convergente impegno delle forze di maggioranza e opposizione della Regione Liguria. Ringrazio per queste ragioni per la sensibilità  e l’impegno concreto manifestato il presidente Giovanni Toti e l’assessore Ilaria Cavo”. Messaggio all’opposizione che, tradotto dal politichese e al di là dei convenevoli e della fuffa, intende mettere in guardia Paita e compagni dallo strumentalizzare una vicenda rischiando di vanificare gli sforzi di diplomazia del presidente tesi a ricevere quanto prima i fondi regionali.
Ma la Paita non demorde e la polemica va in crescendo. Tweet dimrisposta a Toti livoroso “Ma i soldi non ci sono citami il capitolo di bilancio. Non ci sono né per Exodus ne’ per gli istituti. E se li metti fai solo il tuo dovere”.
E Toti rincara la dose ” Raffaella Paita leggi le dichiarazioni di Ronzitti. Informati per decenza e rispetto dei cittadini che ti pagano”.
Poi tutto forzatamente si smorza. In aula c’è un consiglio carico di tensioni. Ma il duello fra il governatore e la pasionaria continua. E visto cordiale disprezzo fra i Nostri pare siano ammessi ulteriori colpi bassi. Domani è un altro giorno.

Il Max Turbatore

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