Il nipote del generale Meinhold a villa Migone settant’anni dopo la resa

di Monica Di Carlo
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È un bel signore già in là con gli anni, sereno, pacato, molto distinto, con la camicia ben stirata e il fazzoletto nella pochette. Sale di buona lena la mattonata che a Villa Migone porta dal cancello al palazzetto, quello dove i tedeschi firmarono la resa al Cln il 25 aprile di ormai 70 anni fa. Sembra uno dei turisti che scelgono l’edificio per soggiornare a Genova: inglesi, americani, australiani. Parla un inglese fluente che tradisce appena la sua origine tedesca. Guarda incuriosito in ogni angolo, parla con la persona che gestisce la villa a nome dei proprietari, Davide Canazza. Chiede di vedere i luoghi storici dell’edificio, ma non è un visitatore qualunque. Quando si accommiata dopo la breve visita, stringe loro la mano di Davide dicendo il suo cognome: Meinhold. Inevitabile che Canazza sobbalzi per lo stupore. È lo stesso cognome del generale tedesco che firmò la resa: Günther Meinhold.
Il “turista” sorride, si lascia fotografare davanti alla lapide che ricorda gli eventi e sotto lo stemma della città. <Sono venuto a vedere dal vero i luoghi di cui parla il geneale nel suo diario> racconta Wilco Meinhold, avvocato tedesco diretto in Francia. <Sulla cartina o visto che sarei passato per Genova e ho deciso di fermarmi. Ho trovato il sito della villa su internet e ha deciso di visitarla. Davide gli chiede di andare ancora a trovarlo, al ritorno dalle terre d’Oltralpe. E così è stato, oggi, a Villa Migone, un gioiello nel cuore di San Fruttuoso. Ecco un servizio che racconta della villa e dei drammatici momenti della resa. https://genovaquotidiana.com/2015/09/01/villa-migone-dove-i-tedeschi-firmarono-la-resa-diventa-bb-per-finanziare-i-restauri/
Ed eccolo Günther, col cappotto colorato di verde, marciare alla testa dei suoi uomini in via XX Settembre dopo la firma della resa. Dopo un paio di anni di prigionia, “ospite” degli americani, il generale visse fino all’età di 89 anni, <Amato e stimato da tutti quelli che lo conoscevano> dice il pronipote.
<Tornava spesso in Italia – racconta Wilco -. ha soggiornato di frequente ad Alassio dove, nel 1974, gli amici organizzarono per l’ottantacinquesimo compleanno. <Era tornato diverse volte anche a Genova – prosegue l’uomo – e, senza dare troppo nell’occhio, aveva voluto rivedere anche Villa Migone>. Wilco da tempo contava di scendere in Italia, sulle orme dell’autorevole avo e di visitare il luogo dove si sono svolti i fatti che misero fine alla dominazione tedesca della città. Oggi è arrivato con la moglie e i nipotini. Tornerà, dice, per restare un po’ più a lungo, magari con una delle nipoti del generale perché anche lei possa recuperare le tracce di un evento di grande rilievo nella storia della famiglia.


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