Renata Briano fa le pulci alla Commissione Europea
Due mesi fa, insieme al deputato Lorenzo Basso era a Genova per parlare di economia circolare. In poche parole un sistema economico pensato per potersi rigenerare da solo, con un forte impatto sul risparmio di risorse e sulla riduzione dei rifiuti. Ieri e’ passata dalle parole ai fatti. Una cosa abbastanza poco frequente per molti dei nostri politici in servizio permanente effettivo. L’eroina di giornata e’ Renata Briano, eurodeputata del Pd, che solitamente si occupa di pesca, dalle quote di tonno rosso ai molluschi sbiancati con acqua ossigenata, dalle alici finite nella discarica alle dimensioni delle vongole. Stavolta, pero’ le e’ bastato gettare l’amo e un’occhiata vicino al posto dove svolge le sue funzioni per portare a casa un bottino ricco. Perché’ non ha dovuto fare altro che segnalare le contraddizioni del sistema ed additare quelli che predicano benissimo ma poi, per pigrizia ed incoerenza, si ritrovano a razzolare male.
Così si è messa in testa di fare le pulci alla commissione Europea e, indirettamente,,a tutti i suoi colleghi deputati, che cianciano di ecologia e difesa della deforestazione, ma in fin dei conti si limitano alle parole. Ma, soprattutto, ha cercato di creare fra gli eurodeputati un caso di coscienza, più o meno personale.
Ci ha provato vellicando sull’incoerenza di una Commissione Europea che da una parte sostiene progetti e provvedimenti a favore dell’economia circolare e degli acquisti verdi e poi, proprio se va di lusso, si attiene al massimo alle regole della raccolta differenziata. Chiede infatti la Briano in una sua interpellanza ” Sosteniamo provvedimenti e progetti a favore dell’economia circolare e degli acquisti verdi, mi domando allora perché questa linea e questo aspetto non vengano sostenuti anche nella quotidianità degli uffici delle istituzioni europee. Dobbiamo essere i primi noi a dare il buon esempio”. E a tale scopo non si è limitata a evidenziare l’incoerenza, ha voluto anche offrire ai colleghi qualche consiglio, suggerimento o soluzione alternativa. “Per quanto riguarda lo spreco di carta penso a un migliore e maggiore impegno dei mezzi informatici per risparmiare in termini economici e ambientali. Per quanto riguarda le bottigliette penso all’installazione di erogatori d’acqua depurata collegati all’impianto idrico degli edifici. Consentirebbe un enorme risparmio, eliminando lo spreco di plastica”.
Encomiabile l’atto di accusa della Briano nei confronti della Commissione Europea, anche se nutro molti dubbi che la sua iniziativa porti a qualche risultato e non cada invece fra le proposte velleitaristiche che cercano in qualche modo di dare corso a un cambiamento di usi e costumi consolidati da troppi anni. Soprattutto se si parla di burocrazia. Penso a che cosa succederebbe se analoghi provvedimenti fossero presi in considerazione nei nostri uffici pubblici o in quelli dei nostri enti. In molti casi, ma neanche sempre, l’unica giustificazione che incide su certe inversioni della solita tendenza a rimandare e’ quella di carattere economico. Altre motivazioni di possibili miglioramenti a lungo termine non riescono quasi mai ad incidere. Ma mi consola una cosa visto che l’incongruenza segnalata dalla Briano accade negli efficientissimi uffici della Commissione Europea e non in un ufficio pubblico della terra dei fuochi. È proprio vero che tutto il mondo è paese.
Il Max Turbatore


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.