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Ordinanza movida, i pubblici esercizi si incontrano e decidono il ricorso al Tar

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Si sono incontrati questo pomeriggio i titolari dei pubblici esercizi della zona della movida aderenti a Fepag Ascom Confcommercio e a Fiepet Confesercenti, presenti personalmente o tramite delega. <Già una ventina di titolari vogliono il ricorso al Tar – dice Cesare Gruppi, segretario di Fiepet Confesercenti. In questi giorni gli addetti delle associazioni di categoria gireranno per il centro storico per raccogliere ufficialmente le adesioni. Pensiamo di arrivare a un centinaio. Il Tar si riunisce alla metà e alla fine di ogni mese per discutere le sospensive in attesa del giudizio di merito. Se tutte le adesioni arriveranno entro il 15 maggio, l’udienza sarà alla fine del mese>.

<Partiamo dal presupposto che in certe zone ci sono abitanti giustamente arrabbiati perché ci sono locali che tengono aperto fino alle 5 del mattino, ma bisogna anche tenere presente che l’ordinanza riguarda tutto il centro storico e colpisce locali virtuosi allo stesso modo di quelli che creano problemi – dice Marina Porotto a nome di Fepag Ascom – Per noi la soluzione giusta sarebbe stata quella di chiudere alle 2 tutti i giorni dando mezz’ora di tempo per le pulizie e per smontare i dehor che sono removibili>.
Porotto è anche la vice presidente della Consulta Civ Ascom e la presidente del Civ delle Erbe. <Qui problemi non ne abbiamo mai creati – dice -. Il problema non è quanto un titolare tiene aperto, ma che collaborazione ha con gli abitanti. Se qualcuno disturba, qui siamo noi i primi a redarguirlo. Per me la migliore soluzione è ancora quella di adeguare l’ordinanza, ma se se i colleghi decidono per il ricorso, noi ci siamo, anche perché non passi l’idea che si possano penalizzare senza discrimine le imprese>.

Intanto pare che anche i mini market, per la maggior parte di proprietà di cittadini bengalesi, si siano affidato a un legale per il ricorso al tar.

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