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Il greggio, il torrente Polcevera e l’inquinamento delle idee

Oggi pomeriggio ho avuto l’avventura di transitare in automobile lungo il ponte di Cornigliano sul Polcevera, notando un po’ di assembramento. Sulle prime ho pensato ad un gruppo di pensionati, con le mani dietro alla schiena. I soliti osservatori del nulla. Poi ho visto qualche fotografo e svariate telecamere puntate verso il corso del fiume e sono uscito dalla mia personale svagatezza.
Evidentemente stavano controllando le operazioni di bonifica e che le chiazze oleose non arrivassero al mare.
Mi è capitato così di riflettere su questi giorni convulsi, in cui, per ironia della sorte, si sono trovati a coincidere lo sversamento in mare del greggio dell’Iplom e l’effimera illusione che il referendum antitrivelle potesse andare in porto. E, come se non bastasse,  sull’emergenza si è trovata a gravare anche l’allerta lanciato dall’Arpal per il maltempo in arrivo. Si temeva una precipitazione con pioggia diffusa e insistente sulla Liguria che avrebbe fatto crescere il livello del torrente inquinato, spingendo le acque in mare. Ma al momento pare che tutto sia, fortunatamente, sotto controllo.
Non è di questo che voglio parlare ma delle diverse reazioni di alcuni nostri rappresentanti politici. Reazioni che evidenziano posizioni agli antipodi. In mezzo c’è tutto quanto è accaduto in questi giorni. Il lavoro dei giornalisti, la rabbia degli abitanti, perfino la passerella della maggior parte dei nostri politici. In loco per rendersi conto di persona di quanto stava succedendo e quanto potesse accadere. Mentre tecnici e operatori, probabilmente, si auguravano che il via vai terminasse al più presto, in modo da poter finalmente lavorare senza correre il rischio di inutili distrazioni.
Ho puntato la mia attenzione sulle dichiarazioni dell’assessore al turismo Gianni Berrino e su  quelle di una pasionaria dell’opposizione, quella Alice Salvatore, rappresentante in Regione del MoVimento 5 Stelle, che per principio, o forse per non deludere l’Elevato, Beppe Grillo, ha deciso di non fidarsi nemmeno delle dichiarazioni del rappresentante del governo Graziano Del Rio.
Il ministro Del Rio, detto per inciso, si è dimostrato ottimista per quel che riguardava la possibilità che la macchia oleosa riuscisse a raggiungere il mare. Ma, evidentemente, per i pentastellati, ormai, tutti i colleghi del premier Renzi sono conniventi con i petrolieri. Perciò Del Rio, questa è’ la tesi della Salvatore,  si adopererebbe per sminuire l’entità del danno. Nel pomeriggio la Salvatore posta sulla su pagina twitter un messaggio un pelino strumentale tratto dal blog di Beppe Grillo, in cui si sostiene che l’ottimismo del ministro risulti contraddittorio se messo in connessione con l’invio immediato, deciso dal ministro Galletti, di due navi per arginare l’eventuale sversamento in mare di petrolio. La Alice mi sembra impegnata in una battaglia senza esclusione di colpi il cui unico risultato è confondere le idee degli abitanti rischiando così di accendere la miccia alla rabbia latente.
Agli antipodi l’assessore Gianni Berrino, reduce dal battesimo del volo Genova Amsterdam all’aeroporto Cristoforo Colombo. Per lui la macchia nera che si è riversata nel Polcevera e minaccia di arrivare al mare e’ solamente un danno d’immagine per il flusso turistico che si avvia ad implementare con l’arrivo di tanti olandesi. Pochi giorni fa aveva rimarcato la “bufala” giornalistica del giornale tedesco Bild. I giornalisti teutonici avevano sostenuto che ci fosse un piano dei terroristi travestiti da vu’ cumpra’ per azioni kamikaze sulle nostre spiagge. Così, dopo la smentita ufficiale della nostra intelligence, si era premurato di cinguettare su twitter “Aspettiamo lo stesso i tedeschi sulle nostre spiagge. Facciamo sapere ai tedeschi che nonostante la notizia destituita di ogni fondamento del giornale tedesco Bild, noi li attendiamo egualmente”.
Eppero’, di fronte ad ulteriori allarmismi  si fronte al pericolo di inquinamento del nostro mare si è ritrovato a dover tirare di nuovo il freno. Perciò si è avventurato in un nuovo messaggio stavolta rivolto ai suoi conterranei, ma probabilmente anche agli operatori dell’informazione, soliti cavalcare la notizia sino in fondo. “Liguri, cerchiamo di non mandare messaggi negativi che possano influire sul l’avvio della stagione turistica. La stagione turistica e’ alle porte e il rischio è che messaggi allarmistici esasperati possano danneggiare l Liguria. Non facciamo sembrare il problema più grande rispetto a quello che è”. Per ribadire “Il tema della rottura dell’oleodotto e’ molto delicato per il comparto turistico e, da liguri, dobbiamo avere la forza di non cavalcare il disagio e far sembrare il problema più grande di quello che è”. Sino a pensare di spendere qualche soldo in una campagna promozionale mediatica “Per tranquillizzare chi ha già prenotato e convincere il mercato degli indecisi a venire in Liguria”.
Quello che sorprende nelle due posizioni opposte e’ come ognuno dei due rappresentanti politici cerchi di minimizzare o, al contrario, di esasperare la realtà esclusivamente per i propri fini. Più comprensibili quelli di Berrino che teme un danno economico per la nostra Regione e gli operatori del settore turistico. Solamente e prettamente strumentale ed ideologico quello della Salvatore. E mentre Piercamillo Davigo lancia i suoi strali sulla disonesta’ della nostra classe politica (“Non hanno smesso di rubare, ma di vergognarsi”) viene da pensare che anche il cercare di distorcere la verità a proprio uso e consumo risulti, in fin dei conti, una particolare forma di disonestà. Probabilmente più grave di quella denunciata dal neopresidente dell’associazione Nazionale Magistrati. Per la quale, comunque, la vergogna sarebbe d’obbligo.
Il Max Turbatore

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