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Arriva una soluzione temporanea per arginare lo scempio del latte gettato: andrà a Torino

Uno caseificio di Torino è interessato all’acquisto del latte genovese e venerdì dovrebbe arrivare la firma sull’accordo, ma può essere solo una soluzione temporanea. bidone latte

<Il latte dei soci della cooperativa Val Polcevera ha trovato un acquirente: il Caseificio Pugliese con sede a Lauriano in provincia di Torino si è detto interessato e venerdì sarà sottoscritto l’accordo per il conferimento del latte genovese>. Parola dell’assessore regionale all’Agricoltura e all’Allevamento, Stefano Mai in merito alla vicenda che vede al centro soci della Cooperativa Val Polcevera dopo il mancato rinnovo del contratto di acquisto del latte prodotto da parte di Parmalat. <Grazie all’impegno di Coldiretti e al lavoro di squadra che abbiamo intrapreso – continua Mai – è stato possibile individuare una soluzione “tampone” che consentirà di perpetuare lo scempio, che si sta consumando in questi giorni, del latte “in concimaia”. Per arrivare a una soluzione definitiva del problema e interrompere il circolo vizioso innescato dalle dinamiche europee che penalizzano i nostri produttori di eccellenza, sottoponendoli alla concorrenza sleale di operatori esteri, occorre una rivoluzione alle radici del sistema>. La guerra del latte è finita sui tavoli della conderenza Stato-Regioni, ma è chiaro che questa può essere solo una soluzione temporanea. <Ho presentato la richiesta di sollecitare il ministero delle Politiche agricole sulla necessità di rendere obbligatoria la tracciabilità delle materie prime utilizzate nei prodotti lattiero-caseari – spiega l’assessore Mai – la mia richiesta è stata accolta e condivisa da tutte le Regioni e a breve sarà elaborato un documento da inviare al governo e ministro Martina. Un primo importante passo avanti per la tutela del made in Italy. Da parte della Regione Liguria c’è il massimo impegno per trovare soluzioni definitive che tutelino e valorizzino l’intera filiera del latte, oggi strozzata da richiesta di produzione sottocosto che penalizza gli operatori di un settore strategico per la vitalità economico-occupazionale delle nostre vallate e per il presidio del nostro entroterra. La Liguria non vuole rinunciare a bere il latte ligure e pertanto continueremo a battere ogni strada che possa tutelare i nostri produttori e rilanciare le nostri produzioni. Nel prossimo Tavolo Verde, convocato d’urgenza per giovedì, ci confronteremo per studiare soluzioni per il futuro del comparto>.

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