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Città fantasma dell’entroterra, la Regione partecipa al programma Interreg Alpin Space

Molti luoghi si sono spopolati nel corso degli anni, in particolare durante il periodo dell’emigrazione verso le Americhe. Molte soni sono i “paesi fantasma” del nostro entroterra. Per fare in mdo che non succeda più e che, anzi, i luoghi tonino popolati e fruibili, la Regione ha aderito a un progetto europeo ad hoc

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La Regione Liguria parteciperà al progetto Siera “Social inclusion and employment in rural areas” del Programma di cooperazione transnazionale Interreg Alpin Space 2014-2020. Lo ha deciso oggi la Giunta regionale su proposta dell’assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo dell’entroterra Stefano Mai. Il progetto, che ha come obiettivo lo sviluppo delle aree rurali, ha una dotazione finanziaria di 2,5 milioni di euro di cui 400 mila euro come quota per la Regione Liguria che si è candidata capofila del progetto.

Oltre alla Liguria, il programma Alpin Space riguarda la cooperazione tra i territori alpini di Francia, Svizzera, Austria, Germania, Lichtenstein e Slovenia. <L’obiettivo è lo sviluppo sostenibile delle zone che, per la propria posizione geografica, risultano svantaggiate – spiega l’assessore Mai – aumentare il grado di innovazione mettendola a servizio delle persone che abitano nell’entroterra invertendo il trend negativo dello spopolamento, valorizzare il patrimonio culturale, naturalistico e sentieristico, mettendo in sicurezza il territorio, e contestualmente promuovere attività legate alla terra sono tutte azioni che potranno avere una ricaduta positiva sul nostro territorio regionale, in particolare per il settore agricolo e lo sviluppo delle zone montane e collinari>.

Molti le città fantasma fantasma in Liguria. Ad esempio il borgo vecchio di Balestrino (nella foto sotto) in provincia di Savona, abbandonato nel 1963 per un dissesto idrologico. Il fascino del borgo fantasma ha portato un discreto turismo escursionistico in zona, ed è stato anche set cinematografico del film Inkheart – La leggenda di cuore d’inchiostro.

Balestrino

Il borgo di Lavazzuoli, frazione del comune di Valbrevenna in valle Scrivia, abbandonato negli anni sessanta e recentemente recuperato; Canate, frazione del comune di Davagna, Noci, frazione del comune di Montoggio e Assereto, frazione del comune di Casella, Beverone La Spezia frazione con circa 20 abitanti è una casa di riposo; il paese è situato nella Val di Vara. Ricordiamo, inoltre, l’enorme frazione “Cravarezza”, a Calice Ligure, abbandonata agli inizi degli anni sessanta a seguito della chiusura di un’importante miniera e per l’isolamento dalle località principali. Attualmente l’unico edificio ancora utilizzato è una piccola cappella, mentre rimangono in piedi ancora numerosi ruderi, tra cui una taverna e parte della miniera stessa.

In provincia della Spezia, Luni fu un’importante città romana, sede vescovile, finché non fu abbandonata dai suoi abitanti per la scarsa difendibilità dalle incursioni barbariche. Oggi è un sito archeologico.

Si può ricordare infine Bussana Vecchia (IM), semidistrutta dal terremoto del 1887 e poi completamente evacuata. Rimasta abbandonata fino alla metà del Novecento, alcuni degli edifici meno diruti vennero poi occupati da una comunità di artisti.

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