Da Occhetto all’economia circolare. Quella strana propensione del Pd a scatenare l’effetto boomerang
Il fiuto del Pd e dei suoi esponenti attuali e d’antan e’ proverbiale quasi al pari della predisposizione al cilicio del “tafazzismo” o del “tafazzianesimo”. A seconda che si voglia intendere la propensione a martellarsi gli attributi come una disciplina o altresì come una vera e propria religione. Ormai degno di leggenda, e perciò indimenticabile, il neo segretario del Pds Achille Occhetto che definì, in occasione delle politiche del 1994, l’organizzazione del rinnovato partito comunista una “gioiosa macchina da guerra” dimenticandosi di fare i conti con Max D’Alema. Perse poi le elezioni spalancando le porte al primo Governo di Silvio Berlusconi. Esecutivo di cui fece parte come guardasigilli uno dei fondatori di Forza Italia, l’ avvocato genovese Alfredo Biondi. E sembrerebbe da ascrivere a questa insanabile voglia di autoflagellazione anche il convegno che si svolgerà alle 18 a palazzo Ducale organizzato oltre che dal Pd, dal gruppo dell’alleanza progressista socialisti e democratici e da Green Blue. L’argomento riassunto, ma nemmeno troppo sotto il titolo “Economia circolare, il futuro dell’Italia e dell’Europa. Verso i nuovi modelli economici basati su rigenerazione e riuso” plana come sale sparso sulle ferite sulla nostra città, alle prese con il nuovo scandalo giudiziario sulla raccolta differenziata dei rifiuti in cui è stata coinvolta l’Amiu.
Una vicenda che graverà come un fantasma su palazzo ducale. Anche perché fra i relatori della convention compare il presidente di Amiu, Marco Castagna. Insieme a lui un parterre formato dalla due europarlamentari Simona Bonafe’ e Renata Briano, dal deputato Lorenzo Basso tutti di appartenenza Pd, dal commissario del Pd David Ermini
e dal segretario genovese Alessandro Terrile. È vero che Castagna, chiamato in causa sull’inchiesta della magistratura, ha rivendicato per se e per l’Amiu il ruolo di vittima e di parte lesa e si è giustificato dicendo che sin dal momento del suo arrivo l’Azienda ha subito cambiato registro. Comunque è altresì assodato che sia il dirigente che i suoi tre sottoposti finiti agli arresti domiciliari continuavano a prestare servizio nell’azienda di cui Castagna e’ presidente. E di fronte alle perplessità, tutte legittime, dei genovesi, costretti a fare i conti con la sensazione, purtroppo diffusa, di essere stati presi per i fondelli, dopo tanti sacrifici per differenziare a domicilio la spazzatura al fine di agevolarne lo smaltimento, e’ lecito che l’impressione davanti a questo convegno organizzato dal Pd, per sensibilizzare i cittadini sul risultato da raggiungere e fissato a livello europeo nel luglio di 2 anni fa sul riciclaggio (70 per cento rifiuti 80 per cento rifiuti da imballaggio), sconfini nel grottesco.
I nostri politici parleranno di economia virtuosa e di sostenibilità, di fonti energetiche rinnovabili, di flussi biologici in grado di essere rinnovati nella biosfera e di flussi tecnici destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera. Delineeranno la visione di un’economia circolare e il suo impatto sulla creazione di posti di lavoro, risparmio delle risorse e riduzione dei rifiuti. Un tema “alto” da sviluppare in funzione di un futuro prossimo. Tutti argomenti che, probabilmente, di fronte alle notizie recenti sul metodo di smaltimento dell’Amiu e delle sue ditte satellite o appaltanti, sembreranno agli astanti come disquisire del sesso degli angeli.
A fare il paio con questa inconscia attrazione per l’involontaria autofustigazione ci sono anche le recenti presunte irregolarità legate alle primarie napoletane denunciate dal candidato sconfitto ed ex sindaco Antonio Bassolino, con tanto di ricorso poi rigettato.
Un tema, quello del richiamo a presunte violazioni nelle votazioni, già cavalcato dall’europarlamentare Sergio Cofferati, in gara con Raffaella Paita per la candidatura alla presidenza nelle ultime consultazioni regionali in Liguria. Poi reinterpretato, ma dall’esterno, dal segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, per le primarie milanesi, suscitando la levata di scudi di tutti gli esponenti nazionali e non del Pd. Proprio oggi la consigliera regionale pentestellata, Alice Salvatore, negli ultimi tempi feroce nell’additare le magagne degli aderenti al partito del premier Matteo Renzi, ha postato un video sulla su pagina Fb in cui sbertuccia il collega Pippo Rossetti. E commenta “Guardate come viene sbugiardato Rossetti con testimonianza video in tempo reale. Le primarie Pd, ma non fateci ridere. Perché una risata vi seppellirà. Votiamolivia”. Infatti nel giro di tre minuti, tra le 17 e 03 e le 17 e 06 Rossetti, che dichiara ai microfoni di Telenord “Noi siamo contenti perché sono state primarie dove, per ora, non ci sono stati problemi. Continuiamo su questa strada” viene ridicolizzato dalle immagini in onda su Fanpage. Nel filmato compare un signore che consiglia uno dei votanti in procinto di entrare nel seggio ” Questa, vedi. Devi solo mettere una croce su questi nomi. No questi, non su Bassolino. Sugli altri. Vedi questa è una femmina. È Valeria”. E il riferimento alla vincitrice Valeria Valente e’ chiaro. Cosi’ la Salvatore conclude sulla sua pagina twitter “Secondo voi quanto tempo di credibilità ha una sparata del Pd? Io dico tre minuti. Prima di essere smentita brutalmente”.
Ma nonostante tutto il Pd continua a fare finta che non sia successo niente. Del resto questa propensione ad autoassolversi delle truppe Renziane e’ stata duramente criticata anche da un guru della sinistra come Michele Serra. Con riferimento alle parole del vicesegretario Debora che aveva glissato sul valore delle richieste di Bassolino: “Gli organismi competenti presteranno massima attenzione al ricorso. Ma non saranno 30 persone ad inficiare la partecipazione di 30 mila napoletani”.
Insomma una sentenza già scritta, tant’è che il ricorso dell’ex sindaco e personaggio ormai scomodo e per questo Pd da rottamare, e’ stato bocciato. Prova evidente che anche il nuovo Pd dei rottamatori ha mantenuto la sua naturale e più che ventennale vocazione all’autofustigazione da brutte figure. Come se il tafazzianesimo o il tafazzismo, che dir si voglia, da disguido estemporaneo si fosse trasformato prima in disciplina e poi in fede irrinunciabile.
Il Max Turbatore


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