8 marzo, “La Polizia di Stato con le donne – Una storia d’impegno e di appartenenza”. Testimonianze genovesi

La Polizia di Stato, in occasione della Giornata Internazionale della donna dell’8 marzo, ha organizza la campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione dal titolo “La Polizia di Stato con le donne – Una storia d’impegno e di appartenenza”, per raccontare il ruolo della donna in Polizia e la sua evoluzione, nonché l’impegno dell’Istituzione a salvaguardia dell’universo femminile. Anche a Genova, due donne, il primo dirigente Delia Bucarelli e il vice questore aggiunto Maria Teresa Canessa. Delia Bucarelli, hanno raccontato la loro esperienza. Lo hanno fatto davanti agli studenti del Liceo Classico Statale Cristoforo Colombo.

La Polizia di Stato ha creduto per prima nell’impegno e nel coraggio delle donne, arricchendosi fin dal 1959 di un “Corpo femminile” dedicato alla violenza sui minori e di genere – che ha consentito alle prime donne di indossare la divisa nel 1960 – e permettendo, con la riforma del 1981, pari opportunità di carriera, specializzazione e trattamento economico.
Una presenza che negli anni si è fatta sempre più incisiva, fino ad arrivare alle attuali 15472 unità (più 1,8% rispetto al 2005) che rappresentato il 15,4% della forza della Polizia di Stato. Dato percentuale che nella Provincia di Genova sale al 16,9% con 435 donne in divisa su un totale di 2567 effettivi.
Un universo vastissimo, quello delle signore del distintivo, che si è fatto largo sia in realtà operative, come la Squadra Mobile, la Digos, l’Ufficio Prevenzione Generale ed il Reparto Prevenzione Crimine, che in attività tecnico-scientifiche e mediche, dove le percentuali toccano il 35-40% del totale.
Donne in divisa che, negli ultimi 10 anni, hanno quintuplicato la presenza nei ruoli dirigenziali e direttivi (da 50 a 253) ed aumentato del 4,9% nei funzionari (da 813 a 915), grazie all’elevato livello di scolarizzazione (23 su 100 le donne laureate in Polizia contro i 10 uomini su 100). Donne speciali che non rinunciano ad avere una vita privata: turni e servizi fuori sede non fermano la voglia di metter su famiglia.L’altro tema della campagna è l’impegno della Polizia di Stato nel contrasto e nella prevenzione dei reati di genere, quali il femminicidio, la violenza familiare e lo stalking.
Attenzione al fenomeno che la Polizia di Stato garantisce attraverso la formazione degli operati che intervengono nelle cosiddette “liti in famiglia”, che spesso si rivelano vere a proprie aggressioni, attraverso strumenti di prevenzione come l’ammonimento del Questore, nonché attraverso l’attivazione di specifici protocolli d’intesa, come il “Percorso Rosa” e il “Tavolo di rete Amaltea”, sottoscritti dalla Questura di Genova con importanti Enti Istituzionali che operano sul territorio.
Tutte queste iniziative hanno consentito piccoli passi in avanti, come testimoniato dai dati statistici nazionali, che vedono un lieve calo delle vittime in ambito familiare/affettivo, passate da 58 nel primo semestre 2014 a 56 nello stesso periodo 2015, così come sono in diminuzione le vittime di percosse, scese da 3541 a 3325 e le violenze sessuali, passate da 1981 a 1627.Analogamente a Genova e provincia si è registrata, dal 2014 al 2015, una diminuzione dei casi di stalking, scesi da 197 a 127, dei maltrattamenti in famiglia, scesi da 204 a 128 e delle lesioni, passate da 310 a 306, mentre in controtendenza col dato nazionale sono le denunce di violenze sessuali, passati da 60 a 78 e delle percosse, da 83 a 93.

ps
È stata presentata a Roma il 4 marzo scorso, presso la Camera dei Deputati, nel corso di un convegno al quale hanno partecipato i massimi vertici istituzionali ed esponenti della magistratura e del mondo giornalistico una maglietta che riproduce gli hashtag realizzati per l’evento (#focusonwomen e #donnalcentro), che è stata indossata prima dell’inizio degli incontri dei campionati di serie A e B di calcio nelle giornate del 5 e 6 marzo (Genoa – Empoli e Virtus Entella – Bari nella nostra provincia).

La Questura di Genova ha aderito alla campagna a livello locale organizzando nella giornata di lunedì scorso, 7 marzo, un incontro sui temi in argomento con gli studenti del Liceo Classico Statale Cristoforo Colombo, relatori il primo dirigente Delia Bucarelli e il vice questore aggiunto Maria Teresa Canessa. Delia Bucarelli, entrata all’Istituto Superiore di Polizia nel 1986, è a Genova dal 1991, dove ha lavorato in diversi uffici della questura e diretto vari commissariati in città. Poliziotta di lunga esperienza e madre di due ragazzi, dal 2014 dirige l’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico. Maria Teresa Canessa è da anni impegnata nella tutela delle donne e dei minori vittime di reato dapprima alla squadra mobile ed oggi alla divisione anticrimine, dove ricopre l’incarico di vice dirigente. Mamma di tre gemelli, ha saputo coniugare l’impegno professionale con la famiglia. Di recente è stata protagonista di un gesto di distensione, durante le proteste dei lavoratori Ilva a Genova, che ha avuto risalto mediatico a livello nazionale. Il convegno ha visto inoltre il saluto istituzionale del prefetto della provincia di Genova Fiamma Spena e l’intervento del procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Genova Valeria Fazio. A svolgere il ruolo di moderatore la giornalista Maria D’Elia della redazione regionale della Rai.

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