Toti e Rixi, le vitamine del sol dell’avvenir e i carboidrati di Mazzucca
Ammetto sono un po’ in confusione. A ridurmi in questa condizione ci ha pensato il duo delle meraviglie, il governatore Giovanni Toti e Il suo fido scudiero e assessore allo sviluppo economico Edoardo Rixi. Appena sopito il clamore della riunione monotematica dedicata alle frasi omofobe del loro accolito Giovanni De Paoli si sono imbarcati sul primo volo per Mosca, accompagnati da una delegazione di imprenditori del nostra regione. Proprio come le vecchie scuole quadri del Pci alla scoperta dei soviet. E nella pagina Twitter del nostro presidente il percorso da una missione impossible all’altra e’ evidente. Si parte dall’ultimo tweet dal tono persecutorio della Raffaella Paita in cui la Lella gli promette di essere una presenza costante nella sua vita politica e di fare in modo di non mancargli mai. Un cinguettio postato al termine di una giornata di polemiche sul non luogo a procedere nei confronti di De Paoli. Poi, ancora in Italia, una immagine un po’ sfocata di Toti all’aeroporto in procinto di partire per Mosca. A seguire, sei ore più tardi, foto in compagnia di un sorridente Rixi, con montone e colbacco calzato in capo, all’ aeroporto Shremetyevo di Mosca. Un po’ come Totò e Peppino scesi dal treno alla stazione centrale di Milano. Stessa foto postata da Rixi sulla sua pagina che commenta “Russia, interlocutore importante e strategico per la Liguria”. Nel cuore della notte moscovita proprio Rixi si concede una immagine meno istituzionale, scattata durante una passeggiata più o meno solitaria. Si fa ritrarre accanto ad un grosso bulldozer, la ruspa che Matteo Salvini ha fatto ricamare sulla cravatta. E la getta in politica “W la ruspa. No alle sanzioni contro la Russia”.
Ed ecco che arriva quel po’ di confusione di cui scrivevo poc’anzi. Perché ho ancora nella memoria il recente viaggio del nostro sindaco Marco Doria, alla riscoperta dell’ America. Proprio lui, che gode di una maggioranza di centro sinistra e ha vinto le primarie come candidato della sinistra sconfiggendo la Vincenzi, se ne va in California, negli Stati Uniti patria del consumismo. E non per un viaggio di piacere. E adesso i rappresentanti di una giunta di centro destra, un leghista e un forzista, in missione economica nella patria della rivoluzione socialista, quella della rossa primavera e del sol dell’avvenir. È tutto mi si annebbia un po’. È vero che il mondo è cambiato, che oltre a non esserci più le mezze stagioni non esistono nemmeno più le ideologie politiche di un tempo, che non ha più senso parlare di destra e sinistra, anche se Renzi e Verdini, strategicamente abbracciati per le unioni civili, hanno fatto storcere più di un naso. Ma da lì a rendersi conto che la sinistra guarda con interesse agli Stati Uniti e la destra con altrettanto interesse sonda la grande madre Russia, mi provoca, consentitemelo, un po’ di sturbo. Poi mi capita di leggere meglio il tweet di Rixi e mi frulla nel cervello lo slogan leghista. “No alle sanzioni contro la Russia”. Concetto ribadito anche da Toti “La nostra maggioranza (quella della Regione Liguria n.d.r) e contraria alle sanzioni”. E capisco tutto. Andremo lì con il cappello in mano cercando di farci fruttare quella sottile differenza che sta tutta nel “Siamo contrari alle sanzioni”. Con la non secondaria ragione che come riferisce Rixi “l’embargo in Russia sta distruggendo le nostre imprese”. Insomma col tipico fiuto ligure ci siamo portati avanti prima che a giugno, di fronte a una possibile revisione, Renzi e compagnia si prendano tutto il merito per essere stati i primi a richiedere già’ alla fine del 2015 meno intransigenza all’Europa, andando a stringere mani e a cercare affari nella patria dei rubli e dei gasdotti. Anche se poi in fine dei conti da quando il premier si era speso le sanzioni sono state prolungate di sei mesi. Ma Matteo Renzi in quanto a faccia tosta non è secondo a nessuno.
Comunque sia stamane prima giornata di lavoro della nostra delegazione con tanto di foto su Twitter nella sede della Regione Mosca e incontro privato fra i due governatori Toti per la Liguria e Andrey Vorobiev per Mosca. E Toti forte dell’amicizia fraterna fra il suo datore di lavoro Silvio Berlusconi e Vladimir Putin individua i settori in cui intende sondare le possibilità di busines: commercio, logistica per i traffici portuali, comparto agroalimentare e naturalmente turismo. Domani altra peregrinazione nel settore industriale di Ryazan. Un bel viaggio insomma in cerca di un’iniezione vitaminica per le industrie liguri alle prese con la crisi. Eppero’, al di là del risultato qualche controindicazione per i nostri politici esiste. Riusciranno, tra una cena ufficiale e l’altra, a fare a meno della cucina italiana, senza affogare la saudade culinaria in fiumi di wodka?
Altro personaggio alle prese con sedute ipocaloriche e’ il genovese Simone Mazzucca, n che lui in missione, ma a Roma, alla corte della ministro della difesa Roberta Pinotti per la quale lavora come portavoce. Nessuna difficoltà per lui, che ogni tanto ammette di avere qualche leggero problema di sovrappeso legato appunto alla cucina troppo condita della capitale. Li se se magna se magna, in tutti i sensi. Ma al di là dei piaceri della crapula Mazzucca ha con la sua pagina Twitter un rapporto intimista. Tipo diario di una quindicenne, dove prima di addormentarsi le adolescenti sono solite annotare le sensazioni sull’intera giornata. Una settimana fa, al termine di una serata faticosa per la partecipazione del suo ministro alla trasmissione di Nicola Porro “Virus” si era lasciato andare a un “Alla fine dopo un’intensa giornata di lavoro, Roma dopo la pioggia e’ bellissima”. Ieri ha stupito con gli effetti speciali legati alla sua cena da single in trasferta. “La cena del campione: amatriciana”. E per non star lì’ a trastullarsi con i dubbi che affliggono i forestieri di passaggio sotto al Cupolone (penne o rigatoni? Pancetta o guanciale?) ha scelto un ristorante tradizionale in zona “La matriciana” appunto, in via del Viminale. Locale tipico in attività’ dal 1879 con arredi anni Trenta. Stupenda la collezione di affettatrici e bilance in mostra per i clienti.
Per uno come Mazzucca che confida di avere tre passioni, la politica, la comunicazione e i carboidrati tutto e’ bene quel che finisce bene. A parte il cinghiale notturno sulla pancia


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