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Vendevano meduse in salamoia spacciandole per germogli di soia. Cinesi denunciati

341353_1-475x467-1Gh’è de tuttu comme a Zena! Nelle bottegucce del centro storico c’è davvero di tutto, dall’eccellenza dell’alimentazione tradizionale fino… alle meduse in salamoia. Così, da un’indagine partita tra i carruggi, la Guardia Costiera di Genova insieme alla Capitaneria di Livorno ha ricostruito il fraudolento traffico di due imprenditori cinesi che dall’Oriente importavano il celenterato conservato per poi venderlo come “tubero di senape con germogli di soia” prendendosi pure la briga di ri etichettarlo in italiano (ovviamente, con l’indicazione non corretta. Gli importatori sono residenti nella provincia di Prato, in Toscana e sono stati denunciati per importazione illegale di alimenti sul territorio italiano. Il traffico aveva assunto dimensioni importanti, visto che negli stabilimenti di prato sono state trovate 4 tonnellate di meduse di diverse specie. Guai anche per i quattro titolari degli esercizi commerciali del centro storico genovese che commercializzavano la “prelibatezza” ai quali sono state appioppate sanzioni amministrative da 1.100 euro ciascuno.
Le meduse hanno rappresetato una delle curiosità alimentari presentate a Expo2015. Con le meduse in salamoia viene ad esempio benissimo il tempura. Inoltre la Cotylorhyza tuberculata o Cassiopea mediterranea, una scifomedusa (si chiama proprio così) diffusa sulle coste pugliesi, oltre (si è detto alla manifestazione mondiale dedicata al cibo che si è tenuta lo scorso anno nella capitale lombarda) ad essere uno dei cibi del futuro contiene un composto attivo che previene il tumore al seno. Altre meduse, però, sono tossiche e, comunque, il celenterato in Italia non è considerato un animale destinato all’alimentazione.

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