La rivolta delle mense, stipendi da miseria e condizioni difficili
Stipendi da miseria e condizioni di lavoro impossibili. Così stamattina diversi lavoratori degli appalti relativi alla ristorazione collettiva (in pratica, gli addetti alle mense) si sono radunati davanti alla Prefettura. Questo perché a Genova non è presente la sede della controparte datoriale. In liguria gli addetti sono circa 3 mila e in Italia 80 mila. Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil hanno proclamato per oggi uno sciopero nazionale un presidio dino alle 12,30. I lavoratori sono ancora in attesa di contratto scaduto da 36 mesi. Il personale, costituito in maggioranza da donne, viene occupato principalmente nella refezione in appalto di scuole, asili, ospedali, case di riposo, mense aziendali, interaziendali. Si tratta spesso di un lavoro part time, per poche ore alla settimana, frequentemente con diversi mesi di sospensione lavorativa. <Stiamo assistendo ad un arretramento delle condizioni di lavoro di questi operatori che sono già stati fortemente colpiti dalle difficoltà di questi anni – dicono i sindacati -. Da parte datoriale sono arrivate proposte inaccettabili: riduzione del costo del lavoro, revisione della clausola sociale nei cambi di appalto, abbassamento delle tutele collettive e individuali, aumenti retributivi irrisori. I lavoratori attendono un contratto all’altezza delle aspettative>.


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