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Movida, sesso sotto i riflettori nei giardini della casa di Colombo

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di Monica Di Carlo

La passione che travolge, i sensi che prendono il sopravvento, il sesso che diventa urgenza. E che importa se l’alcova è praticamente nella centralissima piazza Dante? L’atmosfera c’è, tra gli ulivi e le colonne medioevali del chiostro posizionato accanto alla Casa di Colombo. La luce sarebbe meglio che fosse soffusa, ma tutto non si può avere se non si ha tempo nemmeno per cercarsi un posticino appartato come fanno quelli che affollano i bagni di certi locali della zona, davanti ai quali si forma la coda di gente che si contorce in preda a ben altre urgenze fisiologiche. Ma anche il sesso, quando scappa, scappa!
L’incontro non esattamente romatico avviene, dunque, ai piedi della Banca d’Italia (per evidenti motivi di sicurezza, piena di telecamere) sotto i riflettori e sotto lo sguardo incredulo di chi passa in vico dritto Ponticello che unisce, appunto, piazza Dante al centro storico cioè alla zona della movida.
Tra i tanti angoli bui della zona, i due amanti hanno scelto quello più illuminato. In fondo, devono aver pensato, meglio un guardone che un malintenzionato che potrebbe approfittare della situazione: difficile rincorrere con le braghe calate qualcuno che, approfittando della distrazione del proprietario, sfilasse il portafoglio dai calzoni arrotolati alle caviglie. Certo, c’è una terza via: l’auto, ma siamo in tempi di vacche magre e non tutti i giovani possono permettersela. Poi, metti che te l’abbia prestata la mamma e nemmeno l’infoiamento più estermo può valere una madre inviperita e urlante a causa di macchie sui sedili di provenienza sospetta.

Gli improvvidi amanti devono essere di quelli a cui piace farlo con la luce accesa, abbandonando ogni pudore. Solo che un conto sono la propria camera da letto o la stanza di un albergo, altro conto è uno dei luoghi più affollati della notte genovese. C’è sempre chi ha un cellulare ancora carico anche se è notte inoltrata ed è pronto a documentare la performance en plein air per poi inviarla via Facebook o Whatsapp agli amici per farsi due risate con loro. Il guardone informatico, signori miei, ormai è sempre in agguato.

Non è dato sapere se i protagonisti dei filmati (le riprese sono due, che documentano diverse pratiche e posizioni, dei quali vi proponiamo solo due fermo immagine, risparmiandovi mugolii e sospiri) fossero esibizionisti o semplicemente così ubriachi da non rendersi conto che in un posto così la platea sarebbe stata assicurata. I due amanti travolti dalla fregola si esibiscono prima in un rapporto orale, con le mani dell’uomo che si muovono dappertutto e la donna che ondeggia (diciamolo, piuttosto scomodamente) tra una colonna e un capitello. Poi, lui posa le chiappe sulla (presumibilmente gelida) pietra del muretto del chiostro e lei sale a cavalcioni. Il resto, lo potete intuire.
Chissà che ha pensato lo spirito di Cristoforo Colombo se ancora si aggira per quelle lande. Certo è che già qualche tempo fa due focosi amanti “in urgenza” si rifugiarono in quel posto e vennero individuati dall’ormai mitico “vigile Pelle”, un sovrintendente capo della polizia minicipale che lavora nel reparto di Pg. Evidentemente, il posto ispira.
E chissà che hanno pensato gli eventuali turisti di passaggio. Certo non torneranno a casa ravvivando la maldicenza che vuole i genovesi freddi e distaccati.
Le performance sessuale dei due giovani rilanciano una volta di più il tema della movida dei “senza rispetto”, i giovani e giovanissimi che pensano che nel centro storico tutto si possa fare: ubriacarsi, pisciare per strada, vomitare e persino consumare come se nulla fosse un rapporto sessuale nel bel mezzo del via vai dei coetanei.

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