Certosa si ribella: “Non siamo il Bronx”
Enrico D’Agostino presidente del Comitato dei liberi cittadini di Certosa non ci sta. Una vita a sbattersi per risolvere i problemi quotidiani del quartiere, a cercare di migliorare ogni giorno la situazione nel piccolo quotidiano e poi un tragico incidente che avvelena gli animi e il giorno dopo gli impietosi titoli della stampa
di Giovanni Giaccone
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Il nostro quartiere non è il Bronx di noi si parla solo quando si verifica qualche incidente o qualche grave fatto di cronaca. Questo è un quartiere di gente che si impegna tutti i giorni per rendere vivibile questa zona ma di questo passo veniamo sempre più ricacciati verso un’immagine di periferia senza pregio.
I problemi però ci sono?
Certo che ci sono ma sono complessi e arrivano da lontano. Io capisco chi ieri è sceso per strada esasperato, è comprensibile vista la tragedia che è accaduta ma non vorrei che poi una legittima protesta andasse alla deriva e diventasse una specie di “caccia all’emigrato”. Non parteciperemo a fiaccolate o altre manifestazioni che rischiano di andare verso quella direzione.
Si spieghi meglio, vuol dire che l’immigrazione non c’entra nulla con il disagio che è stato denunciato ieri dopo l’incidente?
Circa tre o quattro mesi fa a distanza di poche settimane uno dall’altro in via Rossini si sono verificati due gravi incidenti: La prima riguardante l’investimento su strisce pedonali di una donna anziana, molto conosciuta nel quartiere, che non ha avuto solo per mera fortuna dei risvolti tragici, investita da una automobilista che venne abbagliata dal riverbero del sole, mentre l’altro incidente/investimento avvenuto sempre su pedonali e sempre in via Rossini ha riguardato un giovane che aveva riportato un trauma cranico. E questi sono solo due di innumerevoli investimenti avvenuti in via Rossini che hanno portato il nostro Comitato alla rivedere la tracciattura di tali attraversamenti e anche il loro spostamento. Ci siamo impegnati noi per risolvere il problema e nessuno è sceso in piazza.
Quindi vuol dire che…
Voglio dire che certamente a Certosa ci sono tanti immigrati, ma non è quello il problema…
Che invece sarebbe?
Basterebbe leggersi le relazioni della DIA del 2009 e la relazione della Commissione Parlamentare antimafia del 2012/13 dove indicavano la Valpolcevera e la zona di Certosa come la più alta concentrazione di attività mafiosa…(vedasi gli incendi dell’estate 2012 a Certosa (ben 15) oppure le dichiarazione di una testimone di mafia che affermava che a Certosa si nascondeva Davide Emanuello e che transitava per i suoi viaggi in terra francese Bernardo Provenzano: Questo per non andare troppo indietro nel tempo quando in questo quartiere vennero alla ribalta gli omicidi dei Fiandaca e di Angelo Stuppia, oppure l’omertà del pagamento del pizzo a note “famiglie” di Certosa.
Però è vero che molta criminalità diffusa è opera degli immigrati.
Loro sono la manovalanza, in periodi di crisi come questo certe dinamiche sono inevitabili ma non sono loro a tirare le fila di una regia ben più complessa della criminalità in questa zona che, torno a ripetere, ha radici e complessità ben più antiche.
Come pensate di uscire da questa situazione?
Evitando derive razziste che non farebbero il gioco del quartiere e lavorando come abbiamo sempre fatto, impegnandoci tutti insieme e cercando la collaborazione di tutte le persone oneste che abitano a certosa e che sono veramente tante, perché, lo ripeto, questo non è il Bronx.
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