Ilva, fumata nera per l’integrazione salariale. Lunedì il corteo
Nell’incontro a Confindustria di questa mattina è stata resa nota l’impossibilità dell’azienda di pagare integrazione, pari al 10%, ai 750 lavoratori in contratto di solidarietà. Attualmente, con il jobs act, percepiscono il 60 anziché il 70% dello stipendio.
I lavoratori hanno deciso di risi in assemblea, lunedì prossimo, a Cornigliano, nello stabilimento. Subito dopo comincerà il corteo verso la prefettura. Facilmente prevedibili forti rallentamenti del traffico.Bruno Manganaro, segretario della Fiom Cgil, spiega che <l’azienda non è in grado di far lavorare di più i dipendenti per coprire il taglio al contratto di solidarietà> e aggiunge <È un impegno che in passato l’Ilva aveva assunto ma che oggi non è in grado di rispettare. Non sappiamo se i firmatari
dell’accordo di programma, che, siglato nel 2005, prevedeva la
continuità di reddito e ritenuto inviolabile dai sindacati, lo rispetteranno sul tema delle integrazioni salariali>.
Nelle scorse settimane, durante un presidio dei lavoratori in consiglio comunale, il sindaco Marco Doria aveva detto che l’accordo di programma va rivisto alla luce della situazione attuale. I lavoratori chiedono, invece, di difendere l’accordo per la salvaguardia dei posti di lavoro nelle acciaierie anche in considerazione delle nuove regole sugli ammortizzatori sociali stabilite dal governo. Inoltre, i sindacati chiedono proprio al governo, oggi proprietario dell’Ilva, di far partire la linea di zincatura 4, completare la linea della banda stagnata e, ovviamente, di fare in modo che Cornigliano torni a essere un centro pienamente produttivo.
Per l’assessore alle attività produttive della Regione Edoardo Rixi la manifestazione <si poteva evitare> e per questo bisogna che <il Governo si debba assumere la responsabilità>.
<Noi avevamo risolto il problema già prima di Natale con un emendamento che è stato stralciato e che dovrebbe andare alla Camera a metà mese, quindi al Senato a fine gennaio per essere approvato ai primi di febbraio – commenta Rixi -. Questo, chiaramente, sta creando forti tensioni che noi avremmo voluto evitare. Avevamo detto di essere disponibili a mettere a disposizione i fondi della Società per Cornigliano per l’integrazione del reddito, ma questi devono essere autorizzati dal governo con l’emendamento che avevamo discusso prima di Natale>.


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.