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Ore decisive per trovare una nuova sede a Gigi Picetti

Sono contate le ore per lo sfratto a Gigi Picetti nello spazio laboratorio di Vico Del Ferro sede del “Folk club Oltremare” dove da anni il popolare artista, figura quasi ancestrale della città vecchia di Genova, si impegna in attività di laboratorio teatrale e di volontariato.

Secondo quanto racconta lo stesso Picetti, lo sfratto di A.R.T.E (conseguente a un giudizio del tribunale) che dal 2011 ha iniziato l’iter burocratico sulla base di una serie di controindicazioni all’attività in quel locale, potrebbe arrivare già il prossimo 7 gennaio e non il 15.

“Lunedì mi vedo con i rappresentanti di A.R.T.E. e del Comune per cercare qualche soluzione, ci sarebbe in predicato la possibilità di trovare a breve qualche altra sede ma per il momento si tratta solo di promesse” racconta Picetti. Il tempo stringe, quindi, per recuperare un altro spazio e anche se la catena di solidarietà si è mossa subito in moto per aiutare Gigi e tra i tanti anche il Comune di Genova, il tempo che resta è veramente poco.

Picetti non è preoccupato per il rischio di perdere un tetto dove dormire “vado a dormire da un amico” dice ma per la necessità di ricollocare il tanto materiale prodotto in questi ultimi anni di lavoro che senza una sua sede andrebbe definitivamente perso.

Al di là delle modalità della burocrazia regionale nei panni di qualche antipatico personaggio dickensiano c’è un misto di stupore e sorpresa sul distratto comportamento delle istituzioni quando si tratta di attività artistiche e nei confronti di un personaggio come Picetti che rappresenta a tutti gli effetti un valore della storia della Genova contemporanea per le sue attività culturali di avanguardia e rigorosamente “underground” negli ultimi decenni.

Collaboratore di Dario Fo, fondatore del Teatro dell’Archivolto, inventore della Bicocca, primo locale a destinazione musicale a Genova. gestore e animatore della “Panteca” storico locale tra Principe e via Balbi dove mosse i primi passi Francesco Baccini e che rappresentò un punto di riferimento per gli artisti genovesi della metà degli anni ’80, gestore irripetibile all’Ostaja de Banchi che costituì un tassello importante nella riconquistata vivibilità del centro storico nella metà degli anni ’90, Picetti è stato interprete, protagonista e testimone di un mondo che ancora oggi rappresenta una risorsa per Genova.

Musicisti e attori, scrittori in erba e cantautori l’underground giovanile e colto che animò la prima movida, quella che beveva il “Bajeichito” il cocktail variante del gin tonic con il basilico inventato proprio dall’esplosivo Gigi, era una variante educata e civile rispetto a quella di oggi e una risorsa per i vicoli e Picetti, per dirla con una “frase fatta” era il suo profeta che contribuiva a renderla così formandola e intrattenendola con i suoi irresistibili racconti.

La città vecchia ha ancora bisogno di Picetti, dei suoi ricordi, dei consigli e degli insegnamenti ai giovani artisti alla ricerca di risposte e ai tanti per cui è e resterà un punto di riferimento obbligatorio.

 

 

 

 

 

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