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Capodanno alle Erbe, la riscossa della movida vivibile

Hanno scelto uno “spettacolo sostenibile” per dare un segnale forte alla città, per dire che la movida deve essere sicura, compatibile con le esigenze di vivibilità degli abitanti, un luogo dove poter lavorare e divertirsi senza creare disagi. Vogliono che la città si convinca che il centro storico non è il luogo dove tuttoè consentito, ma il salotto buono di Genova e un fondamentale motore per il turismo.

  I commercianti del Civ Ascom “Il Genovino” di piazza delle Erbe hanno scelto una data speciale per il loro appello ai genovesi, alle istituzioni, alle forze di polizia: la notte di Capodanno.

Giancarlo Bertini, presidente di Assest, Associazione Centro Storico Est, che raccoglie gli abitanti della zona, dice di accogliere con speranza la prima iniziativa dei pubblici esercizi che punta a una serena convivenza. <Vogliamo riportare le famiglie a vivere questo territorio, che è prezioso e va vissuto con rispetto al contrario di quanto accade ormai da tempo col fenomeno Movida> commenta Bertini.

  GenovaQuotidiana ha scelto di essere media partner di questa iniziativa che punta ad affermare che la città vecchia vuole vivere e seguire la propria vocazione turistica rispettando le esigenze di ciascuno dei soggetti che la animano e rifiuta abusivismo, irregolarità e maleducazione.
RadioGaGa

Ospitiamo volentieri, quindi, l’itervento della presidente del Civ “Il Genovino – piazza delle Erbe”, Marina Porotto che oggi ha spiegato, insieme a Ilaria Natoli, presidente della Consulta Civ Ascom Confcommercio e alla presenza del presidente dell’associazione Assest (che raduna gli abitanti della zona), Giancarlo Bertini, il senso dell’iniziativa, racconta come sarà la festa di anno in piazza e chiede a istituzioni e forze dell’ordine di non abbandonare il centro storico.

Il centro storico di Genova negli ultimi anni si è trovato ad affrontare una crisi profonda. L’abbandono e il degrado sembrerebbero aver preso il sopravvento sulla buona volontà e sugli sforzi di abitanti e operatori commerciali che, colpiti anche dalla crisi, hanno difficoltà a trovare le risorse per mettere in atto le iniziative necessarie a tentare di fermare questa parabola discendente. Pur capendo le difficoltà dell’Amministrazione a trovare soluzioni adeguate ed efficaci, vediamo che poco cambia, che le soluzioni non arrivano e per questo proviamo un forte senso di abbandono. Intuiamo che esiste la volontà di risolvere il problema, ma ci pare chiaro che, al momento, sia sopraffatta dalla scarsa disponibilità di mezzi. Tuttavia questa non può essere una giustificazione e le istituzioni possono e devono fare molto di più.

Vivibilità e funzione turistica in pericolo

Abbandonare il centro storico all’incuria e al degrado significa erigere un muro tra la città antica e il resto di Genova, rischiano di condannare all’isolamento 23.500 abitanti – tanti sono i residenti di Pre’-Molo- Maddalena – e migliaia di aziende. Se si andrà avanti così, sfumerà gradatamente il ruolo turistico che faticosamente il Comune, insieme ai soggetti privati, ha costruito in questi anni, gli stessi anni in cui il Civ Ascom “Il Genovino” ha iniziato a lavorare molto attivamente nella zona di piazza delle Erbe. In questo periodo abbiamo scoperto con sorpresa di essere rimasti un’oasi. Qui, tra questi palazzi che vedete, è difficile che la delinquenza riesca ad agire solo presidio delle attività economiche della piazza lo impedisce. Sono occhi sul territorio, luce, servizio. A pochi metri di distanza, invece, accade di tutto: spaccio, borseggi, vandalismi. Nella migliore delle ipotesi, è la maleducazione di chi grida, orina ovunque e vomita ubriaco, a regnare sovrana. Ci siamo chiesti perché tutto questo nella nostra piazza non accade. È ovvio: delinquenti e maleducati evitano le zone più luminose, più vive, dove le attività economiche sono più attente al territorio e quindi si integrano meglio con le esigenze degli abitanti, rispettando regole e orari e offrendo loro quel servizio (le colazioni e il caffè la mattina, la possibilità di trascorrere qualche ora di svago sotto casa e la sicurezza di non rientrare a casa al buio la sera) che altrove, in zone anche molto vicino alla piazza, certe attività economiche che mettono in atto comportamenti scorretti, non sanno e non vogliono offrire.

Una risorsa per la città

Noi crediamo che sia nell’interesse della città offrire ai turisti, ma anche ai genovesi, un centro storico che non vive del solo passato, dell’architettura dei suoi seppur splendidi palazzi. La storia e l’architettura sono il motore, ma poi serve l’olio che fa funzionare il meccanismo: occorrono servizi, luoghi dove consumare un aperitivo in sicurezza, posti dove fermarsi per la pausa pranzo o la cena e godere della grande bellezza che il centro storico della città offre. È per questo che noi crediamo che i locali che rispettano le regole, insieme alle botteghe che animano i carruggi, anche con le eccellenze messe in campo, ad esempio, dalle botteghe storiche (che non sono solo qualità, ma anche meta turistica), siano certamente non un ostacolo, ma una risorsa. È arrivato il momento di dividere i “buoni” dai “cattivi”. Di agevolare i primi e correggere i secondi obbligando questi ultimi al rispetto delle regole.

I problemi comuni ad abitanti e operatori sani

Esistono problemi sentiti tanto da noi, quanto dagli abitanti. Quello che si respira camminando tra i carruggi è un senso di abbandono, di degrado. La pavimentazione è completamente rovinata, semplicemente “rattoppata” di quando in quando nei punti che risultano pericolosi per l’incolumità dei passanti. Gli antichi cilindri in ghisa sormontati dalla pigna con cui viene chiuso l’accesso alle auto sono abbandonati all’incuria, dimenticati e arrugginiti. Dopo il tramonto, la scarsa illuminazione di alcuni tratti incoraggia la gente a non addentrarsi troppo nella visita dei carruggi. Gli abitanti e operatori commerciali, che vogliono lavorare nella legalità e nel rispetto delle regole, non vorrebbero che la movida fosse percepita solo come fracassona e maleducata. Tale percezione è riconducibile ad una scarsa tutela dell’area.

Ci sentiamo lasciati soli a contrastare gli abusi e le conseguenze di un sempre crescente numero di locali che devastano il territorio anziché arricchirlo, creano disordine e problemi di inciviltà anziché portare un valore aggiunto in termini di vivibilità.

Il regolamento è un passo avanti e va approvato, ma servono i controlli

Siamo convinti che un notevole passo in avanti sia stato compiuto con il nuovo regolamento, che ci auguriamo possa essere approvato dal consiglio comunale in brevissimo tempo e senza ulteriori ritardi. Restiamo tuttavia convinti che senza un maggiore controllo sul fenomeno dell’abusivismo dei mini market e di una parte degli artigiani alimentari, ma anche di quei locali, fortunatamente pochi e concentrati fuori dalla piazza, che non rispettano le regole tutto risulterà inutile. Chi rispetta le regole continuerà a farlo subendo la concorrenza sleale di chi non lo fa. Quelli che agiscono “di rapina” sul quartiere, usandolo, creando disagio ai residenti e agli operatori sani, mettendo addirittura a rischio la salute e la stessa vita dei tanti ragazzi giovanissimi, e non di rado minorenni, ai quali servono alcolici fuori da ogni regola e buonsenso, continueranno a farlo. Noi rediamo che servano controlli di polizia seri, massicci, organizzati, capaci di punire gli irresponsabili e convincere tutti, operatori scorretti e frequentatori, che il centro storico non è il luogo dove “tutto è lecito”, a scapito dei residenti e delle attività che operano con correttezza. Solo così si fermerà il degrado.

 

Il contributo degli operatori di piazza delle Erbe alla vivibilità


Noi operatori delle Erbe, abbiamo ragionato su come dare il nostro contributo alla città e al quartiere. Molti di noi non solo lavorano, ma abitano anche in questa zona, dove crescono i propri figli. I nostri sforzi si concretizzano ogni giorno, quando ci impegnamo a rispettare ogni regola. Lo vogliamo fare anche nella notte di Capodanno, una serata che vogliamo sia una grande festa per tutti e alla quale invitiamo i residenti.
Potevamo cavarcela, risparmiando, con un Dj set e con musica capace di calamitare centinaia di giovanissimi invece abbiamo fatto una scelta diversa, per noi più dispendiosa, ma crediamo più utile al territorio dove lavoriamo tutto l’anno e che condividiamo con gli abitanti. Con lo spettacolo che abbiamo programmato per Capodanno intendiamo creare un’alternativa alla serata di solo sballo incontrollato destinato a diventare un’altra fonte di disagio per il quartiere e i suoi abitanti oltre che di vero e proprio danno fisico, psicologico e culturale per chi lo sceglie.
Ci aspettiamo, per la notte di San Silvestro, una massiccia presenza di FORZE DI POLIZIA che veglino sul rispetto delle regole sia da parte di tutti gli operatori, sia da parte dei frequentatori. Siamo certi che a nessuno sfugga l’importanza di garantire la sicurezza di tutti e la vivibilità della zona in una serata come quella di Capodanno. Per questo chiediamo all’amministrazione comunale di stimolare, al Tavolo per l’Ordine e la Sicurezza, un servizio adeguato e interventi pronti e puntuali.

La serata di Capodanno in piazza delle Erbe

Abbiamo scelto il gruppo “Radio Ga Ga” proprio per cercare di conquistare un pubblico maturo e attento all’offerta di qualità che tutti gli operatori della piazza hanno deciso di mettere in campo per distinguersi da chi non rispetta le regole. La serata inizierà con un sottofondo di musica jazz e blues ad accompagnare l’aperitivo. Ci prepareremo ad accogliere i Radio Ga Ga alle 22.30.
Il loro concerto che ci accompagnerà per due ore, e brinderemo con loro all’inizio del nuovo anno. Per continuare la serata in musica abbiamo invitato in console Dj Nio (ZeroPlastica, nella foto sotto) che farà ballare tutti sulle note di musica revival ‘70/’80/’90 usando un nuovo modo di interagire con la musica: Playlizz. Si tratta di una piattaforma web che funziona come l’amato jukebox degli anni Settanta, con una marcia in più, la possibilità di poter “allegare” alla canzone la tradizionale dedica grazie al proprio smatphone, rimanendo comodamente seduti al tavolino.

Marina Porotto*

*presidente Civ Il Genovino-piazza delle Erbe e vice presidente consulta Civ Ascom


 

Dj Nio_ZeroPlastica2.jpg

Playlizz è semplice da usare: si tratta solo di avere un lettore di Qrcode sul proprio cellulare (si sgratuitamente scegliendolo tra le app). Usandolo, si può accedere alla playlist delle canzoni, selezionarle e mandare l’sms con la dedica.
In automatico, la lista delle canzoni si aggiornerà con il voto degli utenti. Le canzoni più scelte scaleranno la hit parade. I messaggi verranno visualizzati in tempo reale dal Dj così da permettergli di interagire con il pubblico. Con Playlizz, il Dj diventa anche un animatore interattivo con la possibilità di saggiare in tempo reale i desideri e gli umori del pubblico, aggregando così gli entusiasmi.
Playlizz è allora un modo diverso di intrattenere e di fare musica, dove il pubblico diventa protagonista della serata interagendo e selezionando lui stesso le diverse canzoni.

I Radio Ga Ga nascono ufficialmente nell’aprile del 2001, da un’idea dell’ex batterista Marco Biggi in collaborazione con Giorgio Pezzi. I due concepiscono fin dall’inizio uno spettacolo costituito esclusivamente da brani tratti dal repertorio dei Queen. Già dagli esordi, i Radio Ga Ga propongono la formula del tributo, presentando i grandi successi del famoso gruppo inglese eseguendoli completamente dal vivo, senza l’ausilio di nessuna sequenza o parte pre-registrata.

Le parti vocali, così importanti nella musica del gruppo di Freddie Mercury e compagni, sono interpretate dalla voce di Giorgio Pezzi, con il supporto di numerosissime parti corali: l’intento, data la passione dei Radio Ga Ga per queste composizioni artistiche, è quello di riprodurre i brani dei Queen nel modo più fedele possibile. Il gruppo, che già dopo i primi concerti vede aumentare in modo incredibile il proprio seguito, inizia nel 2001 una lunga serie di esibizioni live, espandendo la propria fama in tutta la città di Genova, in Liguria, in Toscana, in Piemonte, in Lombardia, in Veneto e in Valle D’Aosta. Oggi, dopo mille concerti, i Radio Ga Ga sono ancora cinque musicisti uniti da una passione, la musica dei Queen, ed è esclusivamente verso questa che si sono orientati, con molta umiltà e cura, per lo sviluppo del loro spettacolo tralasciando le “imitazioni impossibili”, visto e considerato che Freddie Mercury, altrimenti detto “The Ultimate Showman”, è stato consegnato alla sua leggenda come un personaggio pressoché inimitabile.

Perché Genovaquotidiana ha deciso di essere media partner dell’evento

Innanzitutto perché è un evento di qualità completamente gratuito per chi vorrà passare ad ascoltare il concerto aspettando il nuovo anno in una delle più belle piazze del centro storico. Ci piace poi che siano stati invitati gli abitanti a quella che deve essere una festa per tutti e non un disagio. Apprezziamo la scelta di selezionare gli ospiti della splendida location che è la zona della movida in modo che siano quelli che, ragionevolmente, più sono in grado di rispettare il territorio. Certo, non può essere l’unica misura, ma è bello che gli operatori abbiano pensato e messo in atto per primi un’iniziativa che punta a spiegare alla città che il centro storico è salotto buono e vetrina turistica, non il posto dove ci si può permettere ogni comportamento scorretto e maleducato.
Gli operatori hanno fatto il primo passo dando l’esempio e ora aspettano che si muovano le istituzioni (il regolamento “anti alcol”, che in realtà è un modo per governare le deviazioni della movida, è il primo passo) e le forze di polizia, senza le quali ogni sforzo sarà vano. Certo, ci vuole anche un’azione che muti l’approccio, soprattutto quello delle giovani generazioni, non solo alla città vecchia, ma anche alle proprie serate di relax e divertimento.
È importante che la reazione, festosa e positiva, degli operatori sani sia partita proprio da piazza delle Erbe che, come dice Marina Porotto, è un’isola felice rispetto ad altre zone, anche molto vicine.
Ci convince particolarmente la visione del Civ e della sua presidente, che crede che la completa vivibilità diurna e notturna di questa zona, come di tutte le altre aree del centro storico, si possa conquistare solo attraverso l’alleanza dei commercianti sani  e dei residenti. Questo consentirà di fare “massa critica” contro chi non rispetta la città vecchia, i suoi abitanti, le sue attivitò economiche. A lungo il centro storico si è chiesto se fosse meglio il silenzio delle macerie post belliche, degli eroinomani che si trascinavano nei carruggi o il chiasso sregolato ed etilico della movida. Piazza della Erbe propone una terza via che passa dal rispetto delle regole e dalla necessità che il centro storico viva sia di giorno sia la sera per diventare motore dell’economia del quartiere e del turismo della città.Il contibuto di GenovaQuotidiana sarà quello di documentare l’evento con video e fotografie della festa, in cui ognununo dei partecipanti potrà riconoscrsi e ritrovarsi, scaricando le immagini gratuitamente.

Monica Di Carlo

Ringraziamo Luca Giannini per la bella locandina che bene illustra il tributo a uno dei mostri sacri della musica internazionale, Freddy Mercury, e al suo gruppo.

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