Capannoni di Voltri, conto da quasi 2 milioni per salvarli. Comune al lavoro sul progetto

Sopralluogo nei vecchi spazi dell’ex Ansaldo Cerusa usati per attività sportive: criticità strutturali pesanti e nodo concessioni. Massimo Ferrante e Davide Patrone puntano a un piano che renda possibile la riqualificazione

I Capannoni di Voltri tornano al centro del confronto politico e amministrativo. Questo pomeriggio la commissione consiliare ha effettuato un sopralluogo negli spazi di vico Limisso, all’interno del fabbricato ex Ansaldo Cerusa, oggi utilizzato anche per impianti sportivi. Una struttura considerata ormai segnata dal tempo e bisognosa di interventi consistenti, con una stima economica che il Comune colloca tra 1,5 e 2 milioni di euro.

Il punto, emerso durante la visita, non riguarda solo le condizioni materiali dell’edificio, ma anche la possibilità di costruire un percorso amministrativo solido per arrivare alla riqualificazione. Le direzioni comunali competenti stanno lavorando al Progetto di fattibilità tecnico-economica, passaggio necessario per poter inserire l’intervento nel piano triennale dei lavori pubblici e provare a dare una prospettiva concreta agli spazi.

L’assessore ai lavori pubblici e manutenzioni Massimo Ferrante ha sottolineato come il sopralluogo abbia permesso di verificare direttamente la portata delle criticità. Il Comune, ha spiegato, intende procedere nonostante un quadro finanziario più difficile per le opere pubbliche, anche per effetto della fine della fase più intensa dei finanziamenti legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’obiettivo resta restituire piena funzionalità ai Capannoni di Voltri, oggi utilizzati da società e associazioni sportive che gestiscono le aree attraverso concessioni collegate all’Autorità di Sistema Portuale.
Proprio il rapporto con l’Autorità di Sistema Portuale è uno dei nodi principali. Il fabbricato si trova infatti su area portuale e rientra nel meccanismo della concessione demaniale di durata quadriennale, una formula che rende più complesso programmare investimenti di lungo periodo. Secondo l’assessore Davide Patrone, questa scadenza ravvicinata scoraggia i concessionari e rende meno attrattivi eventuali progetti anche rispetto all’accesso a finanziamenti esterni.
Per questo il Progetto di fattibilità tecnico-economica viene considerato un passaggio decisivo: non solo per definire gli interventi necessari sull’edificio, ma anche per aprire un confronto con l’Autorità di Sistema Portuale su una concessione più lunga. Una durata più ampia potrebbe rendere sostenibile la riqualificazione dei Capannoni e dare maggiore stabilità alla futura gestione degli impianti sportivi ospitati nella struttura.
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