Il Comune pronto a lavorare per ricollocare i dipendenti di Fiera

Doria: <No alla fusione con Porto Antico Spa. Possibile solo una collaborazione funzionale>
I vertici della Fiera devono rispondere alla domanda del Comune e degli altri soci (Regione, Camera di Commercio e, per una piccolissima parte, Autorità Portuale): “A quali condizioni l’azienda può stare in piedi?”. <Una delle condizioni dipende da numero di dipendenti che deve essere sensibilmente inferiore a quello attuale. Anche rispetto a questo problema, come in passato, il Comune è pronto a fare la sua parte. I fatti lo dimostrano: tra il 2013 e il 2015 le aziende Comunali sono fatte carico molto più di quelle di altri enti dei lavoratori in esubero che sono stati distaccati. Il Comune è un azionista significativo, ma non controlla la Fiera. Non è l’unico. Non può essere solo il Comune a farsi carico di questa emergenza, una delle tante emergenze occupazionali della città>: lo ha detto ieri in consiglio comunale il sindaco Marco Doria che ha relazionato ai consiglieri circa lo stato dell’arte del “Pasticciaccio Fiera”, un problema che arriva da lontano. Come ha ricordato Guido Grillo (Pdl), va fatto risalire ad almeno 15 anni di gestioni dell’azienda a capitale pubblico.
Doria ha a spiegato che il Comune, a fronte di una riduzione del tempo di concessione gratuita <prevista fino agli anni Trenta> concesso al momento dell’insediamento dell’attuale giunta, è pronto a versare 4 milioni di euro, <un importo – ha spiegato Doria – che deve essere compatibile col bilancio>.
Il Sindaco ha anche detto che non ritiene utile la fusione del ramo d’azienda di Fiera che, con queste manovre e sempre se gli altri soci contribuiranno nella misura adeguata, potrebbe sopravvivere con Porto Antico Spa. <Il piano industriale – ha detto Doria – deve prevedere un coordinamento delle attività, ma non è possibile pensare in questo momento a percorsi di fusione prima che il soggetto “Fiera di Genova” sia in condizioni sane, di equilibrio duraturo. Non avrebbe alcun senso fondere un soggetto che sta in equilibrio con uno in grave criticità>. La fusione, a cui puntano gli altri due soci “significativi” permetterebbe alla Regione di entrare nella società che gestisce l’area Expo con un esborso contenuto.
Questi gli interventi dei consiglieri comunali
Putti (M5s):«Secondo i giornali, 40 dipendenti sono stati messi recentemente in mobilità. Non abbiamo avuto notizia, come Consiglio, del buco presunto di 8 milioni, del possibile intervento del Comune, dell’ipotesi di bad company».
Piana (Lega Nord): «Qual è il destino dei 40 lavoratori? A che cosa vanno incontro? Che possibilità ci sono di inserirli nelle aziende del Comune?»
Enrico Musso (Lista Musso): «È giusto riconoscere gli sforzi del Comune, che vanno verso il ripianamento dei bilanci, ma non si affronta mai il problema dell’aumento dei ricavi. Manca il piano d’impresa».
Farello (Pd): «Il Comune di Genova in questi anni è intervenuto, per Fiera, oltre le proprie responsabilità. È urgente definire senza equivoci il destino urbanistico delle aree e fare un progetto per la città, per salvarne la ricchezza, di cui sono parte il lavoro e i lavoratori ma non Fiera, che non è detto si debba salvare».
Padovani (Lista Doria): «Di fronte alla riduzione dell’80% dei ricavi del Nautico, non è pensabile che Fiera possa sostenersi da sola. Se ha valore in termini di turismo e promozione, bisogna investire denaro».
Bruno (Fds): «È un segnale negativo, sul piano culturale, che i giornali titolino “Fiera salva, 40 lavoratori in mobilità”, cioè, come tutti ormai sanno, in definitiva licenziati».


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.