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La carta di Genova a Santa Maria di Castello

Stasera (9 dicembre) alle 21, nell’ambito del ciclo di appuntamenti “I Mercoledì del Castello” organizzato da Assest, Associazione centro storico est (giunto alla sua ottava edizione, si terrà la conferenza “In tutta Europa altra carta non s’adopra che quella dé Genovesi (Archivio Storico, 1567)”. La produzione della carta nelle valli del ponente genovese.

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(Foto di Luca Traveni)

Relatori saranno Elisa Borsano e Giuseppe Traverso, del Museo della Carta di Acquasanta. L’ingresso è libero. La conferenza si inserisce nell’ambito de “I mercoledì del Castello”.

In passato, l’associazione si è occupata della storia, della lingua, delle colonie genovesi in Medio Oriente, dell’importanza di Genova nel Risorgimento e di tanti altri argomenti. Il ciclo 2015-2016 verte, invece, sul lavoro nei secoli scorsi. In quest’ambito si inserisce il tema della prossima conferenza.

La carta ha significato nella storia degli uomini lo strumento più utile per comunicare, e tale resta ai nostri giorni nonostante i cambiamenti culturali e tecnologici. Ogni nostro gesto è quasi sempre accompagnato dalla carta: gli acquisti, la lettura, ogni tipo di lavoro, lo svago, lo studio…. La carta è diventata parte della nostra vita senza che noi ce ne accorgiamo.

Museo della carta

Intorno al XV secolo nella Valle del Leira nasceva la manifattura della carta, favorita dalla presenza di torrenti utili per produrre energia per il funzionamento delle grandi ruote motrici e per la preparazione dell’impasto da cui si ricava la carta. Lungo il Ceresolo, il Gorsexio e il torrente Acquasanta nel XVIII secolo si potevano contare un centinaio di cartiere. Mele divenne famosa in tutto il mondo per le particolari caratteristiche della carta prodotta: è certo che il prodotto cartario genovese fosse così pregiato da poter ottenere tra il Cinque e Seicento il monopolio sul mercato europeo. La carta fabbricata nel territorio della Repubblica genovese veniva usata alle corti e nelle cancellerie di Spagna, Portogallo e Inghilterra, (perché considerata la più solida e l’unica a resistere ai tarli) come testimonia la frase riportata nel titolo della conferenza, tratta da documento conservato all’Archivio Storico di Genova.

Museo della carta

 

L’avvento delle macchine a vapore segnò l’inizio della decadenza dell’industria cartaria nel territorio. Le cartiere svincolate dall’ubicazione lungo i torrenti, l’energia dell’acqua era stata indispensabile fino ad allora per il loro funzionamento, potevano essere installate in luoghi più facili. Peraltro l’utilizzo dei grandi mezzi di trasporto per la spedizione della carta prodotta diventava praticamente impossibile nelle strette strade delle valli di Mele e le cartiere, che dopo la seconda guerra mondiale erano diventate soltanto 43, spariranno in qualche decennio.

 

Museo della carta

 

Il Museo della Carta è stato inaugurato nel 1997 a testimonianza dell’antico sapere dell’arte cartaria, che tanta importanza ha avuto per lo sviluppo economico e culturale del territorio di Mele. Sede del Centro è l’antica cartiera Sbaraggia, del 1756, una tra le ultime ad aver funzionato fino al 1985.

Al suo interno si trovano i vecchi macchinari e gli attrezzi utilizzati per la produzione della carta fino a pochi anni fa (1985), compresi la gran macina in pietra, che serviva per la riduzione in poltiglia degli stracci ed azionata dalla forza idraulica del torrente, i macchinari necessari alla creazione dei fogli e al loro taglio, alcune antiche filigrane, timbri e pesi necessari un tempo alla misurazione della grammatura.

Museo della carta

 

Attualmente il museo ospita una piccola attività artigianale per la produzione di fogli di carta pregiata per stampe e lavori di alto profilo, oltre a varia oggettistica in carta.

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