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Movida, il fornitore che non vende ai market stranieri


Si chiama Rinaldo Fidati e lavora per un’azienda di distribuzione di prodotti alcolici che serve bar e ristoranti, dei quali moltissimi sono nel centro storico e non vende ai market bengalesi. Lui condivide la scelta e racconta che da quando sono arrivati i negozi gestiti da persone originarie del Bangladesh la movida è molto cambiata. <Prima c’era gente normale con il solo torto di alzare troppo il tono della voce -dice -, ora è pieno di giovanissimi tutti ubriachi perché comprano ai market alcol a basso prezzo>. E non è che i gestori dei negozi comprino a prezzi inferiori agli altri. Al limite, acquistano i prodotti delle campagne sottocosto dei market. Fidati si chiede come guadagnino gli stranieri <che hanno le stesse spese degli italiani e vendono con un ricarico che non consente nemmeno di coprirle>. La situazione che consegue alla vendita indiscriminata a basso prezzo sono insostenibili per gli abitanti, ma anche per i titolari dei pubblici esercizi regolari. <Non è un mistero che in molti market si effettui anche mescita – dice il rappresentante -. Si tratta di pubblici esercizi abusivi che espongono prevalentemente alcolici>. Recentemente, un market è stato chiuso per vendita di alcolici ai minori e un altro sanzionato per la mescita. In entrambi i casi è intervenuta la polizia municipale.


Al di lá del fenomeno “market”, c’è anche qualche locale che ultimamente sta superando i limiti. In San Bernardo alcuni abitanti hanno avviato una raccolta di firme e i gestori che, invece, le regole le rispettano chiedono che si distingua tra chi crea problemi e chi cerca di far di tutto per evitarli.

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