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Teatro dell’Archivolto, giovedì debutta “Cannibali” di Kronoteatro

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Debutta giovedì (con replica venerdì) alle 21 al Teatro dell’Archivolto “Cannibali”, nuova produzione di Kronoteatro.
Di base ad Albenga, la compagnia guidata da Maurizio Sguotti, caratterizzata da una ricerca sul corpo molto rigorosa, si è fatta apprezzare da pubblico e critica con la trilogia teatrale “Familia”, composta dai tre spettacoli “Orfani”, “Pater familias” e “Hi Mummy”.
Le tematiche generazionali sono centrali nel lavoro di Kronoteatro, che ha potuto sperimentare direttamente al proprio interno il confronto e l’alleanza tra generazioni diverse. La compagnia ha, infatti, assunto l’attuale fisionomia quando nel 2007 al nucleo originario fondato da alcuni giovanissimi studenti – Tommaso Bianco, Alberto Costa, Vittorio Gerosa, Gabriele Lupo, Alex Nesti, Nicolò Puppo, Matteo Tonarelli – si è aggiunto Maurizio Sguotti, professionista di età molto maggiore rispetto ai ragazzi. L’incontro tra esperienza da una parte e freschezza e coraggio dall’altra ha dato vita a un percorso virtuoso, che ha portato Kronoteatro a diventare una delle formazioni più originali nella scena della ricerca teatrale italiana.
In questi anni il gruppo ha portato avanti un teatro declinato al maschile (per quanto i testi siano firmati da una donna, Fiammetta Carena), dove il corpo è l’elemento fondante, su cui plasmare immagini, movimento e parole. Con “Cannibali” Kronoteatro esplora il conflitto tra due uomini, uno maturo e uno giovane, indagando i meccanismi dell’esercizio del potere.
Per l’uomo adulto il potere è tangibile perché politico, sociale ed economico; il suo sforzo è volto ad accrescere il proprio dominio o perlomeno a mantenere lo status quo. Il giovane possiede un altro potenziale: la giovinezza. L’anziano, sul cui corpo sono già chiari i segni degli anni, tenta in tutti i modi di mantenersi giovane e performante. Il giovane fa del corpo il tempio del proprio potere, rendendolo competitivo ed omologato agli ideali di forza, potenza e bellezza.
Ciascun individuo lotta per accrescere l’unico dato sensibile che gli conferma d’essere in vita: il potere sull’altro. Ne nasce uno scontro volto all’accumulo di comando. Ed è la vita a diventare terreno di conquista, far west dove espandere i confini del proprio dominio.

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