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Farmacie, sindacati contro il Comune per la nomina del nuovo direttore generale

easy90-effetto4-bI sindacati contro il Comune per la nomina del direttore generale, per Farmacie Genovesi Srl, società a capitale pubblico di proprietà comunale.
<È con grande stupore, e solo attraverso il sito del Comune di Genova – dicono alle segreterie provinciali di Filcams Cgil Fisascat Cisl Uiltcus Uil Genova –  che scopriamo che Davide Grossi ha rassegnato le dimissioni dal ruolo di amministratore unico di Farmacie genovesi Srl a favore di Giuseppe Privitera. Con lo stesso stupore veniamo a conoscenza di un bando datato 13 novembre 2015 con il quale l’azienda intende procedere alla selezione del direttore generale della società. Secondo il bando, della durata di 60 mesi, è prevista una retribuzione annua lorda pari a 95.808 euro>. Per i sindacati, una cifra troppo alta che, se sommata al compenso di amministratore unico, diventa proibitiva per un’azienda in eterna crisi.

<Riteniamo che il compenso annuo da amministratore unico, (30 mila n. d. r.) sommato a quello da direttore generale (95.808 euro) rappresenti un  costo troppo alto per un’azienda che negli ultimi anni, non ha fatto che chiedere ingenti sacrifici alle proprie maestranze in cambio della salvezza. All’interno del bando si fa inoltre riferimento all’art. 16 dello statuto sociale delle Farmacie Genovesi Srl; vorremmo sottolineare che tale articolo recita “nominare, ove opportuno, un direttore generale”. Riteniamo che in una società partecipata sempre in bilico non solo per ragioni politiche ma anche e soprattutto a causa del pareggio di bilancio, la decisione che sta per essere assunta non sia assolutamente opportuna>.

<A tutto questo – proseguono Filcams, Fisascat e Uiltucs – si aggiunge la grave situazione del personale di magazzino, attualmente in distacco presso Servizi del Comune di Genova con scadenza a maggio 2016 e per il quale lo stesso  Grossi, in occasione  dell’ultimo incontro sindacale, ha dichiarato che sarà presto in esubero.  Siamo pertanto fermi nel voler impedire un processo le cui conseguenze, immancabilmente, verranno poi pagate dai lavoratori che rappresentiamo. Chiederemo quindi  un incontro con carattere d’urgenza a tutti i soggetti coinvolti, informando fin da subito l’opinione pubblica su quanto di grave sta accadendo>.

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