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Chiostro della Certosa, il piano del recupero

Il recupero del chiostro della Certosa, attraverso la partecipazione a un bando della presidenza del Consiglio dei ministri, e variazioni di bilancio finalizzate al mantenimento dei servizi: sono queste le pratiche urgenti esaminate questa mattina dalle commissioni consiliari III Bilancio e VII Territorio, in vista dell’esame del Consiglio, convocato per lunedì mattina, ultimo giorno utile. A presiedere la riunione, Monica Russo (Pd). Gli assessori Giorgio Crivello (Lavori pubblici) e Francesco Miceli (Finanze) hanno spiegato i motivi dell’urgenza.

Crivello ha illustrato l’intervento sul chiostro duecentesco e sulle adiacenze, «una delle “somme urgenze” derivanti dall’alluvione del 2014», quando ci fu il crollo della parte centrale del monumento. Questo intervento è stato scelto per la partecipazione al Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate bando, emanato il 15 ottobre, che richiedeva la presentazione della richiesta di partecipazione e dello studio di fattibilità entro fine novembre. Nonostante i tempi stretti, gli uffici comunali hanno lavorato per predisporre in tempo utile una delibera di giunta. Solo il 20 novembre ci si è accorti che il bando richiedeva una delibera comunale, espressione ambigua che può essere interpretata come delibera di giunta, come si pensava, ma anche come delibera di consiglio. Perciò, «per lo scrupolo di evitare rischi», all’ultimo momento si è optato per questa via.

Il chiostro della Certosa è stato scelto per la partecipazione al piano nazionale considerando il contesto urbano in cui è inserito e il valore monumentale della struttura. «Il territorio compreso tra il Campasso e Teglia – ha spiegato l’assessore – è infatti caratterizzato, come richiesto dal bando, da disagio sociale ed edilizio. Il chiostro si trova, d’altra parte, nei pressi della stazione del metró e può essere utilizzato in sinergia con il chiostro della vicina parrocchia. Con la demolizione di fabbricati a monte si può creare uno spazio aperto, mentre con il ripristino del pergolato, con la costruzione di un gazebo e la creazione di un giardino con essenze di pregio all’interno del chiostro, si può valorizzare un luogo prestigioso, uno spazio urbano di grande valore architettonico e, in qualche misura, invertire i flussi del turismo dal centro alla periferia».

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