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Teatro dell’Archivolto, Emma Dante racconta la famiglia e le diversità in “Operetta burlesca”

 

Operetta_burlesca©Fabio_Melotti rid.jpg

La famiglia, la diversità, il Sud. Emma Dante riunisce i temi a lei più cari in “Operetta burlesca”, in scena al Teatro dell’Archivolto di Sampierdarena venerdì e sabato alle 21. Lo spettacolo ruota intorno alla storia di Pietro (interpretato da Carmine Maringola), ragazzo della provincia meridionale nato in un corpo sbagliato. Un unico attore, Roberto Galbo, si sdoppia nel ruolo del padre e della madre di Pietro, Francesco Guida interpreta l’uomo di cui Pietro si innamora, mentre la danzatrice Viola Carinci incarna quella femminilità a cui Pietro, con i suoi travestimenti e i suoi balletti sui tacchi a spillo, chiuso in una cameretta da adolescente, tanto aspira. Incapace di liberare il proprio spirito passionale, di andare contro l’ipocrisia dei genitori e del piccolo paese in cui vive, Pietro è diventato grande senza trovare mai il coraggio di ribellarsi alla vita che altri hanno tracciato per lui. Figlio unico, a quarant’anni vive ancora con i genitori e lavora nella pompa di benzina del padre. L’unica sua libertà è andare a fare shopping a Napoli e camminare per le strade in mezzo alla folla, lontano dai giudizi dei suoi conoscenti. Pietro si innamora molte volte, sempre infelicemente, fino a che gli sembra di avere trovato l’uomo giusto, quello per cui forse può finalmente trovare il coraggio di venire allo scoperto. Il teatro di Emma Dante non si concede facilmente al lieto fine e anche in questo caso esploderà presto il dramma, seppure raccontato con l’apparente leggerezza del burlesque e quella comicità grottesca e commovente a un tempo che caratterizza lo stile della regista. “Detesto dice la regista – la repressione del vero desiderio, del talento. E non ammetto tutto questo disincanto. Pietro non ci prova neanche a scappare, del resto a 40 anni è difficile, il suo passato sfuoca, il suo futuro si accorcia. La sua delusione pian piano si trasforma in indifferenza. Ho conosciuto tanti Pietro. Non li ho mai visti ballare. Li ho sentiti monchi, stretti dalla morsa delle loro camerette condominiali. Vorrei vederli ballare, vorrei più spazio per loro. “Operetta burlesca” è uno spogliarello dell’anima”.

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