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Alluvioni e temporali rigeneranti, la lezione di Limet

Perché il nostro territorio è costantemente nella morsa di una situazione meteorologia che da anni ormai lo assedia con episodi in certi casi addirittura catastrofici?

Nel corso di un convegno gremitissimo di pubblico, in una sala di Palazzo Ducale, i professionisti e i volontari di Limet www.centrometeoligure.it hanno provato a spiegarlo. Una modalità nuova e intelligente quella di Limet che coniuga esperti in analisi, previsori e giovani cacciatori di tempeste in un mix di esperienze che rendono lo staff di Limet uno dei più preparati e competenti a prevedere e studiare i fenomeni come i temporali rigeneranti vere e proprie minacce incombenti della nostra regione.

Occorre uno studio metodico e sistematico sul campo che permetta poi di ritradurre i dati accumulati in preziose opere di salvaguardia e allarme per la popolazione.

Se il dubbio era se piove di più o meno rispetto al passato occorre ormai prendere atto che le variazioni climatiche del pianeta hanno accentuato i fenomeni meteorologici sul nostro territorio.

 

In Liguria, i fenomeni alluvionali determinati dal contrasto dei venti freddi che provengono da nord e dallo scirocco che arriva dall’Africa con una sempre maggiore persistenza dell’alta pressione si possono fermare a lungo proprio sulle nostre teste dando luogo ai catastrofici eventi che conosciamo. Detto che sui cambiamenti climatici ci si può fare ben poco l’azione di prevenzione sul territorio può migliorare moltissimo secondo gli esperti di Limet.

 

Sensori e sirene in grado di avvisare la popolazione prima dell’evento alluvionale capaci di leggere i volumi di precipitazione e prevedere il possibile verificarsi di un’alluvione rimangono i sistemi più preziosi soprattutto per salvare le vite umane. Gli eventi alluvionali si possono verificare anche su aree ristrette mentre l’allerta diramato dagli enti preposti molto spesso interessa intere province e non riesce a individuare in modo efficace come e dove la turbolenza avrà luogo.

 

Forme di prevenzione già più evolute si stanno sperimentando a Chiavari e Rapallo spietatamente colpite negli anni scorsi da fortissime precipitazioni e dalle esondazioni dei torrenti locali.

 

Non è sfuggita al pubblico in sala la “lapalissiana” considerazione che se piove di più ma gli alvei dei fiumi e dei torrenti sono stati nel tempo ristretti dal cemento e dalle costruzioni il rischio esondazioni resta molto alto al di là delle tecniche di allarme messe sul campo. Certamente non stai agli analisti e ai previsori di Limet dettare le linee dello sviluppo urbanistico e delle opere manutentive da mettere in atto per disinnescare veri e propri “ordigni” idraulici come ad esempio il torrente Veilino che scende dalla alture di Staglieno in Val Bisagno ricoperto da spessi strati di cemento, certo è che la rilettura del territorio sulla base della spiegazione dei meteorologi dovrebbe essere una tappa obbligata per gli amministratori di Genova e del territorio.

 

Informazione, prevenzione e conoscenza dei fenomeni questa è la ricetta di Limet che lavora da anni sul territorio ed è oggi uno dei più autorevoli riferimenti sulla materia.

 

Un tocco di suggestione ma che a livello scientifico significa anche una possibilità in più di riconoscere gli eventi è l’attività di “zenastormchaser” un gruppo di impavidi ragazzi che rincorre i temporali immortalandoli in precise e spettacolari fotografie. Un’attività preziosa che aiuta a capire i fenomeni e a riconoscerli nel loro evolversi. Sperando di vederli accadere il più raramente possibile.

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